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Montemurro, senza immediate risposte faremo una grande manifestazione di protesta

Il sindaco facente funzioni di Craco, centro in provincia di Matera, Domenico Montemurro, scrive al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, al sottosegretario Salvatore Margiotta, al Presidente della Regione, Vito Bardi, all’assessore regionale alle infrastrutture, Donatella Merra, al Prefetto di Matera, Rinaldo Argentieri, ai dirigenti dei dipartimenti Regionali.Oggetto:la pericolosità della strada provinciale 5 che collega il suo Comune a Pisticci. Da oltre sette anni il comune di Craco attende interventi su un’arteria indispensabile per i collegamenti con il territorio. Una situazione di pericolosità e di disagio: soppressione delle linee di autobus le cui dimensioni standard non sono compatibili con i limiti imposti alla percorribilità della strada,rimanendo isolata e non adeguatamente collegata con servizi pubblici essenziali come scuole, ospedali, presidi di forze dell’ordine; aumento del costo delle forniture gli imprenditori agricoli del posto e quello per il noleggio di mietitrebbie ed attrezzature meccaniche. Un tratto di strada con una lunga storia. Era il 23 febbraio 2013 quando la Strada Provinciale 5 (ex SS 176) all’altezza del km 4+100 della suddetta arteria, veniva interrotta a causa del crollo di un ponte, che determinò la totale chiusura della strada e, successivamente, l’installazione di un ponte Bailey, quale soluzione provvisoria.Nonostante la costruzione di un nuovo ponte, ad oggi, la percorribilità della Strada Provinciale 5 è ancora assicurata dal solo ponte Bailey, in quanto la nuova costruzione è in attesa di collaudo, da ormai un anno. “Voglio dire subito –precisa Domenico Montemurro, sindaco facenti funzioni di Craco, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione – che se per il 23 febbraio non arriva una risposta con lo stanziamento delle risorse, insieme con la città intera organizzeremo una manifestazione sui ponti. Il 23 febbraio è il compleanno di quel ponte che rappresenta una vergogna per una comunità isolata da ben sette anni. Il problema è diventato più serio da circa un anno e mezzo, da quando hanno chiuso il traffico dagli altri ponticelli. Siamo alla negazione del diritto alla mobilità tanto che gli imprenditori sono sul piede di guerra. Se vogliono che questo territorio debba scomparire lo dicano a chiare lettere senza nascondersi. Per la gente di Craco è diventata una questione di principio.”. Le proposte del primo cittadino di Craco sono nette e chiare. “In primis – continua Domenico Montemurro – vogliamo il ponte nuovo perché non si possono spendere un milione e seicentomila euro con lavori fermi da mesi solo per fare una rifinitura, una grande vergogna. Secondo un intervento tampone di circa 500.000 euro, capace di rinforzare i ponti in questione e di permettere la rimozione delle restrizioni di carreggiata, con la riapertura del traffico ai mezzi sino a 20 tonnellate. Terzo la ricostruzione integrale dei due ponti al km 2+600, il cui stato impedisce attualmente il transito dei veicoli superiori a 5 tonnellate. La Provincia dichiara di essere già in possesso dei progetti esecutivi relativi a tali ponti, per una spesa complessiva di 1.4 milioni di euro. Fermo restando la necessità di prevedere una soluzione anche per il ponte Cavone al km 4+100, dove persiste il limite di 20 tonnellate ed il restringimento di carreggiata per i veicoli eccedenti i 2,30 metri di larghezza”. Primo cittadino e città, ancora di più, attendono una risposta dagli organi istituzionali preposti e soprattutto dall’assessore regionale alle infrastrutture Donatella Merra. Al 23 febbraio mancano appena 25 giorni.

 

Oreste Roberto Lanza

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