riapertura al culto chiesa san francesco

 

La peregrinatio della Madonna del Pantano e i 30 anni della morte di don Egidio Guerriero

È l’edificio religioso di maggior rilievo di Senise, e forse non solo di Senise, eppure fra gli anno ’60 e ’70 era così malridotto da essere prima trascurato negli appuntamenti liturgici e poi chiuso al culto. Ci volle la rivoluzione ecclesiale portata da don Egidio Guerriero e don Battista Di Santo, e la caparbietà di un cittadino con il senso civico di Gerardo Sole, che tutti chiamavano don Gerardo, per mettere mano ai lavori di restauro e restituirla al culto della comunità.
La riapertura al culto della chiesa di San Francesco in Senise avvenne esattamente 40 anni fa, nell’estate del 1979, e la parrocchia ha voluto ricordarlo con un convegno celebrativo e con la peregrinatio della Madonna del Pantano di San Giorgio. Il parroco don Pino Marino ha messo insieme tre speciali ricorrenze: i già citati 40 anni della riapertura di San Francesco, i 10 anni della riapertura della chiesa madre e i 30 anni della morte di don Egidio Guerriero, che avvenne l’8 giugno del 1989.


Due giorni di celebrazioni religiose in nome della Madonna e di ricordi rimasti nel cassetto per 40 anni, e tirati fuori per rivivere i momenti emozionanti e solenni in cui Senise ha riavuto la sua chiesa più bella e più ricca di storia.
Dopo l’arrivo dell’effigie mariana venerdì 7 giugno scorso si è tenuta la processione seguita dalla veglia di preghiera. Sabato 8 giugno, poi, è stato il giorno delle celebrazioni dei ricordi. In mattinata si è tenuto il convegno commemorativo della riapertura al culto di San Francesco e nel pomeriggio la celebrazione in memoria di don Egidio Guerriero, con il ricordo dei 30 anni dalla sua morte, e il saluto alla vergine che è ripartita per San Giorgio.
Al convegno hanno preso parte il parroco don Pino Marino, Paolo Schettino che ha restaurato molte parti della chiesa all’epoca dei lavori, don Battista Di santo che era viceparroco e che ha seguito l’aspetto amministrativo e gestionale degli stessi, e Anna Sole che ha portato il ricordo del padre, don Gerardo Sole, che è stato promotore e del progetto di restauro della chiesa. Dalle parole di don Battista, giunto a Senise nel 1971 insieme a don Egidio, è emerso il quadro di una comunità smarrita, per la quale la chiusura al culto di una delle sue due importanti chiese era il segno di un abbandono più generale. Tutte le celebrazioni si tenevano nella chiesa Madre, nel cuore del centro storico, mentre quella di San Francesco era ridotta in uno stato pietoso, senza il pavimento, con molte delle preziose tele semidistrutte, il coro ligneo del ‘600 in abbandono, coperto alla visuale dal prezioso Polittico cinquecentesco di Simone da Firenze, anch’esso rovinato, e le pareti disseminate di sepolture e lapidi funebri.
Don Gerardo prese l’impegno di restaurare e riaprire la chiesa in memoria del figlio, morto prematuramente in un incidente stradale, e mise in moto tutte le sue amicizie e le sue conoscenze, essendo stato in passato sindaco del paese. L’iter fu seguito da un punto di vista dell’amministrazione da don Battista, e con 70 milioni di vecchie lire si riuscì a coprire tutti i costi.

Il labirinto delle procedure, il braccio di ferro con la sovrintendenza, che limitava i lavori volendo attuare un restauro molto conservativo, e la disponibilità delle maestranze locali, tra cui Salvatore D’Aranno, artigiano dalle mani pregiate che curò il restauro degli stucchi, sono stati raccontati con dovizia e precisione da don Battista che ha fatto rivivere ai presenti quasi un decennio di vita parrocchiale e sociale di Senise.
L’aspetto tecnico del restauro è stato raccontato da Paolo Schettino che ha presentato anche le foto della chiesa prima dei restauri. Un intervento commosso il suo, che ha ricordato i momenti di condivisione di quegli anni e i vari passaggi di quello che fu il suo primo lavoro importante.
Al termine del convegno, dopo i ringraziamenti di Anna Sole, è stato proiettato un video fotografico con le immagini della cerimonia di riapertura al culto della chiesa di Santa Maria degli Angeli, conosciuta come chiesa di San Francesco, come avveniva per tutte le chiese erette dai francescani.

Francesco Addolorato

 

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