Sandra Lucente

 

Un mezzo per raccogliere l’attenzione visiva del visitatore

Nell’anno di Matera capitale della Cultura 2019, le modalità di visita sono molteplici, tutte complici di richiamo al viaggio e scoperta. Attraverso un cubo magico, Sandra Lucente, nata a Noicattaro ricercatrice universitaria di Matematica presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, ha creato un mezzo per raccogliere l’attenzione visiva verso le bellezze presenti a Matera, capitale della cultura.

La sua iniziativa, “Matera visioni ricombinate” inizia con le parole di Carlo Levi per scomporre matematicamente la meravigliosa complessità di Matera. Una passeggiata attraverso un cubo che si decompone, verso la fine, in due dodecaedri rombici stellati lanciando un’immagine visiva della città dei sassi meravigliosa.

“Siamo partiti dal grande murales presente a Palazzo Lanfranchi – precisa la professoressa Lucente – brulicante di forme. Centosessanta personaggi tutti con sguardi diversi con al centro Rocco Scotellaro che ci invita a viaggiare nella città di Matera con uno sguardo insieme, prospettico e analitico e con la ricerca del punto dell’infinito”. Attraverso il cubo dove sono state inserite le foto della storia della città, il visitatore ha una immediata percezione del luogo da visitare. Scomponendolo, via via si riesce a comprendere la storia di questo antico luogo. “Un mezzo – precisa la professoressa Lucente – per capire la storia di ogni singolo luogo”. Un magico cubo, con cui la professoressa Lucente riesce a raccontare con una chiara visibilità ai luoghi della memoria e del presente che si affacciano verso il futuro. Tutto questo attraverso una suggestione dovuta a foto ben inserite e ritratte in diverse facce quadrate in vertici e spigoli.

Oreste Roberto Lanza


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