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Dati positivi per attività manifatturiere, prodotti di agricoltura, silvicoltura e pesca

Cala l’export lucano nel 2020: meno il 36,8 per cento. A dirlo l’istituto nazionale di statistica, parlando delle esportazioni delle regioni italiane nel periodo compreso maggio-giugno 2020 (note Istat-Le esportazioni delle regioni italiane). Meno danni per quanto riguarda il sistema sanitario, sotto il profilo della pandemia, altrettanto non può dirsi sotto l’aspetto dell’economia lucana. Un primo trimestre in cui la Basilicata ha subito un vero crollo dell’export con valori medi molto più alti di quelli che hanno interessato il resto del Paese: la Basilicata ha perso il 17,2% del suo export rispetto all’anno precedente con un valore 9 volte quello medio dell’Italia, dove nello stesso periodo si è perso l’1,9% di export. Per la Basilicata, un arretramento della quota di esportazione che è passata dallo 0,8 del 2019 allo 0,7 attuali. Preoccupa anche un altro aspetto: l’andamento dell’export nel Paese colpisce duramente Nord-ovest e Nord-Est,rispettivamente con cali del 2,2 e del 2,5 per cento, riducendo a un punto e mezzo la perdita nel Centro Italia, tornando in terreno positivo nel Sud e nelle isole per un 1,1%. Solo il Molise più 30,2 per cento e la Liguria più 3,7 per cento registrano, nel confronto con il primo semestre 2019, una dinamica positiva dell’export.

In questo scenario la negatività record, peggio di noi la sola Val d’Aosta con un calo del 21,4, della Basilicata spicca ancor di più. Un dato legato al probabile calo nell’export di prodotti petroliferi raffinati, meno 43,8 per cento e di autoveicoli meno 32,2 per cento, senza escludere cali anche nei settori dei farmaci e prodotti chimico medicinali e botanici meno il 25 per cento, insieme alle attività manifatturiere. Si può annotare l’aumento record delle esportazioni di articoli in pelle, che pur crescendo del 223,5% resta in un’area di non rilevabilità, più pesanti gli aumenti di prodotti alimentari e bevande che con una crescita del 56,3% raddoppiano il proprio peso nel paniere dell’export nazionale di settore, passando dall’1 al 2 per mille, e i prodotti di agricoltura, silvicoltura e pesca che fanno registrare un +9,6% sul 2019 e vedono il peso sulla quota nazionale salire dal 5 al 6 per mille. A conti fatti nel paniere dell’economia lucana continuano il peso del petrolio e delle auto ha margini importanti,nulla a che vedere con un incremento del 9,4 per cento dei prodotti tessili.

 

Oreste Roberto Lanza


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