viggianello

 

Paesaggi di cultura, verde e gastronomia di eccellenza nel Parco del Pollino

 Viggianello è un comune, in provincia di Potenza, di appena 2900 abitanti, situato ai piedi del monte Pollino, considerato uno dei più belli d’Italia grazie alle sue bellezze naturali. Le pagine di storia raccontano di un borgo immerso nella natura dove si incontra storia e tradizione. Le origini di questo luogo appaiono ancora poco chiare con una presenza umana che si consolidò con l’arrivo dei longobardi, dei bizantini e saraceni. La presenza bizantina si denota molto di più: ruderi di mulini in località Malita, la chiesa di San Sebastiano, rimaneggiata però nel XV secolo, la chiesa di San Nicola, Santa Maria di Costantinopoli, Santa Sofia e Santa Caterina d’Alessandria. Tracce di monaci basiliani vengono rivenute nelle grotte della contrada Prantalato. Fu a lungo feudo dei Sanseverino, che la arricchirono di monumenti: risalgono al rinascimento il convento di Sant’Antonio, la cappella dell’Assunta.

Appena arrivati in questo luogo, prioritario diventa vedere il Castello Normanno-Svevo che sorge nel punto più alto dell’abitato. Risalente all’XI secolo, il Castello, fu fatto costruire da Guglielmo il Guiscardo su una precedente struttura longobarda. Tra il 1224 e il 1227 fu residenza dell’Imperatore Federico II di Svevia. Importanti gli edifici di culto: la Chiesa dedicata a San Nicola, con ancora tracce degli antichi affreschi di epoca normanna; la Cappella di San Sebastiano, di origine bizantina ma ristrutturata nel XV secolo, che ospita una statua lignea dedicata al Beato Stefano Seno; la Chiesa Madre di Santa Caterina d’Alessandria è anch’essa di origine bizantina, ricostruita intorno al 1630. Infine la Chiesa di Santa Maria della Grotta del XVI secolo con un portale in pietra bianca del Cinquecento. Nel leggero camminare uno sguardo non può mancare verso i palazzi gentilizi presenti: Palazzo Caporale, costruito nel XVIII secolo e adibito oggi ad albergo, custodisce arredi d’epoca e un museo dedicato al dott. Vincenzo Caporale, vecchio proprietario dell’edificio, e Palazzo De Filpo, risalente al Settecento, appartenente a una delle famiglie più influenti di Viggianello. Storia, culto, tradizioni ambiente, tanta gastronomia di eccellenza. Una cucina semplice, economica e genuina con sapori che ricordano i gusti e i tempi del passato dove la cura nella preparazione delle pietanze la fa da padrone.
Tra i primi più preparati a Viggianello, troviamo i “Rasckatìeddi” (fusilli), i “Kavatìeddi” (gnocchi), “frascàtula” (polenta), la “Minestra ‘mbastata” (minestra “impastata” con patate e verdure di stagione), “Rappasciona” (misto di cereali e legumi), “Rafajùoli” (ravioli), Tagghjulìni ku u làtt” (tagliolini con il latte), “Tappicèdd ku i cìciri” (pasta- quadrucci- con ceci), Pàsta ku a muddica di pàn” (pasta con la mollica di pane). I secondi tipici sono “Brasciòla” (involtini di carne di maiale), “A scòrza du pùorcu” (cotica di maiale), Frittata ku zzafaràni e sauzìzzu” (frittata con peperoni e salsiccia), “Ciambotta” (peperonata), “Rummulèddi” (polpette). I dolci a Viggianello sono semplici e poco elaborati, preparati per la maggior parte con farina e uova. I dolci più tradizionali sono “Cannariculi”, “Sanguinàcciu o Timbànu” (sanguinaccio), “ciciràta” (struffoli), “crispedd” (crespelle), currìeddu (dolce pasquale), “rosecatàrr” (chiacchiere). Nel borgo delle ginestre dove la natura fa da sfondo alle sorgenti del Mercure si può avvertire il profumo del cinema e per pura fortuna incrociare un giovane attore, natio del posto, Vincenzo Palazzo, giovane attore classe ’93, protagonista (nel ruolo di Giovanni), in alcuni anni fa, nel film di Giacomo Campotti andato in onda su Rai Uno dal titolo “Liberi di Scegliere”. Andare a Vingianieddu (in dialetto locale) è meta d’obbligo per chi ama vedere la Lucania dal punto più alto delle mille culture.

 

Oreste Roberto Lanza