Sempre più numerose le segnalazioni dei materani

Il verde pubblico a Matera sembra non esistere. Tante le zone invase da erbacce. Sono tanti i cittadini che con la primavera che avanza denunciano il degrado con numerose zone infestate da ogni tipo di vegetazione. Per contrastare tutti i danni provocati dall’urbanizzazione e da un’eccessiva cementificazione è indispensabile pensare di aumentare in tutte le grandi città nuovi spazi ricchi di vegetazione controllata. I parchi urbani sono soluzioni ottimali ed ecosostenibili a disposizione delle amministrazioni per creare centri di aggregazioni e spazi per i ragazzi, sono veri e propri polmoni verdi: offrono spazi aperti alternativi alle strade e ai marciapiedi e purificano anche l’aria. Qualsiasi spazio inutilizzato o apparentemente inconsueto andrebbe sfruttato per ricavarne piccole porzioni di verde urbano: aiuole, viali alberati, aree spartitraffico piantumate, pocket park, rain garden, play park aperti o con play ground per i più piccoli, ma questo a Matera sembra essere un obbiettivo assai arduo da concretizzare, nonostante le tante richieste e le lettere inviate al comune anche dai residenti più giovani della città.

Erbacce Matera 2La realtà è che l'Amministrazione comunale già fatica a gestire il verde esistente, poiché, in effetti, il verde cittadino non è del tutto assente, ma è soprattutto poco curato e quindi poco fruibile e qui non si parla di parchi alberati o prati chilometrici, come chiunque immaginerebbe in una città oggi anche capitale della cultura europea, ma della semplice gestione delle aiuole e delle zone verdi di quartiere, in cui l'erba incolta ha preso il sopravvento sui marciapiedi, sulle panchine, sulle pensiline e sui cartelli stradali, spesso ostacolando anche la visuale e rendendo molti incroci pericolosi. La prospettiva di una reale trasformazione del centro urbano in un’ottica green è ancora decisamente lontana per la città dei Sassi, il cemento ha ancora la meglio e dove così non è mancano cure e attenzioni necessarie. Il consolidamento di una coscienza green ed ecologica a Matera non sembra essere un punto prioritario per gli attuali amministratori, i quali troppo concentrati sul centro cittadino e sulla gestione del turismo, risultano meno attenti alle periferie e alle esigenze basilari dei residenti. Le strade, i parchi e le zone verdi della città richiedono una necessaria manutenzione, eppure dalle stanze del municipio tutto tace. Sui social da giorni girano le foto delle periferie della città, ed è a dir poco sconcertante la situazione che si evidenzia e che i cittadini denunciano quasi quotidianamente in merito al degrado e alla non cura degli spazi pubblici. Oltre al decoro sta venendo meno l'igiene e la sicurezza in molti quartieri, in cui il problema non è sollevato solo per l'estetica rionale da tempo in molti punti della città altamente compromessa, ma anche per la scarsa visibilità stradale dovuta a fasci d'erba incolti o a cespugli sporgenti. In diversi incroci cittadini, così come, in alcuni rioni si sollevano anche problemi igienico sanitari legati ad esempio ad una presenza eccessiva di insetti e zanzare. «È vergognoso non poter camminare su un marciapiede e dover fare dei tratti su strada perché l’erba dell’aiuola comunale vicina è arrivata a coprirlo quasi interamente» riferisce chi abita in via Manzoni. «È assurdo non potersi sedere per riposare mentre si aspetta l’autobus perché l’unica panchina nei paraggi è completamente ricoperta di erba» afferma il Signor Antonio residente di Serra Venerdì. «I nostri figli non hanno spazi dove correre liberamente, senza inciampare in fossi o perdersi nell'erba, privarci anche del decoro nonostante le tasse che paghiamo fa rabbia», lamenta Nunzia. «Le periferie sono abbandonate! Per quale motivo esiste una così netta differenza di trattamento rispetto al centro?». Scrive Sergio. Alcuni cittadini diligenti a proprie spese armati di falce o tagliaerba, in alcuni punti della città, hanno già supplito le mancanze dei dirigenti materani. Intanto su Facebook il risentimento degli abitanti della città capitale europea della cultura è allarmante e in tanti si chiedono per quale motivo si aspetta ogni volta d'intervenire in emergenza quando basterebbe una manutenzione costante. Per promuovere realmente il verde urbano servono obblighi più severi e soprattutto una cultura del verde che tutt’ora non c’è o comunque è secondaria ad interessi probabilmente più remunerativi e diventa difficile richiederla ai cittadini se i primi a non incentivarla sono le amministrazioni pubbliche. Un piano del verde, integrato ad un relativo piano scadenzato per la manutenzione dello stesso dovrebbe essere affiancato al piano urbanistico ma allora qual'è l'intoppo?. Troppa autonomia operativa alle amministrazioni locali?. La gestione delle aree verdi in gran parte della città italiane è carente o svolta male, risultato questo spesso della logica, piuttosto diffusa, degli appalti al massimo ribasso, in cui la qualità del lavoro si scontra con i badget predisposti. Il rischio di trasformare zone con potenzialità notevoli in ulteriori spazi di degrado è notevole, quando basterebbe progettare meno parcheggi e rispettare principi semplici di igiene, potatura ed irrigazione.

Silvia Silvestri

 


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