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Roberto Giordano: “fiume utilizzato per scopi potabili. Attendiamo i risultati”

L’autorità di bacino della Regione Basilicata ha provveduto ad effettuare, nei giorni scorsi un sopralluogo urgente al fiume San Giovanni, in territorio di Castelluccio Inferiore, centro in provincia di Potenza. La ragione: verificare il possibile ripristino minimo deflusso vitale del fiume. Va ricordato che la sorgente San Giovanni che alimenta l’omonimo fiume nel 2001 è stato inserito nello schema idrico del Frida per far fronte alla carenza di acqua del materano e della Puglia. All’epoca aveva una portata di circa 500 litri al secondo di cui una buona parte, circa 200 litri al secondo più il fabbisogno di Castelluccio viene utilizzata a scopo potabile e circa 80 litri al secondo a scopo irriguo, a titolo gratuito, per Viggianello. Il fiume nasce nei pressi dell’abitato e sfocia nel fiume Lao, nella vicina Calabria, nel comune di Laino Borgo. Negli ultimi tempi è stata notata una riduzione della portata e diversi cittadini hanno effettuato diverse segnalazioni agli organi preposti rimaste senza seguito.

A luglio scorso il gruppo consiliare di minoranza, del comune di Castelluccio Inferiore, “Paese Ideale” con una precisa missiva, inviata all’autorità di bacino della Basilicata, per conoscenza all’assessore all’ambiente, Gianni Rosa e al Presidente della giunta regionale, Vito Bardi, sollecitava una ricognizione sul luogo perché le condizioni del fiume erano diventate abbastanza critiche. Nello specifico, veniva chiesto una accurata verificata dell’attuale portata del fiume San Giovanni e che venissero garantiti prioritariamente: il minimo deflusso vitale in alveo in grado di assicurarne la naturale integrità ecologica con particolare riferimento alla tutela della vita acquatica, secondo quanto previsto dalla Convenzione sottoscritta con il Comune nel novembre del 2001; L’approvvigionamento potabile necessario per la popolazione del Comune di Castelluccio Inferiore. Nel caso, poi di accertata riduzione della portata veniva chiesto. Ulteriormente, la sospensione dell’approvvigionamento irriguo per Viggianello e la riduzione percentuale dell’approvvigionamento potabile per gli altri comuni, così come previsto dalla convenzione sottoscritta nel novembre del 2001. Qualche giorno fa, dunque, il sopralluogo da parte degli ingegneri preposti dall’autorità di bacino.

“Saremmo stati felici se il sopralluogo fosse stato prima – sottolinea il capogruppo consiliare di minoranza Roberto Giordano - ad agosto, per esempio. Probabilmente sarebbe stato evidente scoprire le cause: crisi idrica oppure prelievi potabili ed irrigui non adeguati alla portata. Adesso restiamo in attesa dei risultati del sopralluogo che dovrebbero arrivare entro la prossima settimana”. Certo se i risultati dovessero confermare quanto evidenziato dal gruppo consiliare di minoranza ci sarebbe passi ulteriori da fare. “Salvaguardare l’afflusso di acqua in alveo- conclude e precisa in maniera forte – Roberto Giordano - ed il fabbisogno potabile di Castelluccio chiedendo, da convenzione sottoscritta, la riduzione percentuale delle quantità di acqua destinate allo schema del Frida”.

 

Oreste Roberto Lanza


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