Sull’operazione odierna, al caporalato nel metapontino, con ben 14 persone coinvolte tra Policoro e Scanzano Jonico, tra cui undici arresti, una persona ai domiciliari, un'altra con l’obbligo di dimora e un'altra con l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, risulta coinvolto anche un dipendente del Comune di Scanzano Jonico. Sulla circostanza del dipendente G. S., classe 1965, è intervenuto, nelle ultime ore, il sindaco del comune di Scanzano Jonico Raffaele Ripoli: “La premessa – precisa subito Raffaele Ripoli, sindaco di Scanzano Jonico, raggiunto telefonicamente – è quella di formulare un ringraziamento innanzitutto per essere stata l’unica redazione ad interpellarmi. Poi, un plauso alla Magistratura ed agli organi inquirenti - ed in particolare al Comandante Regionale dei Carabinieri il Generale Rosario Castello ed al Comandante Provinciale Colonello Samuele Sighinolfi - per l’encomiabile opera svolta sul nostro territorio”. Per quando riguarda la particolare circostanza che ha interessato l’amministrazione comunale ci sono parole precise da parte del primo cittadino. “Come amministrazione ci sentiamo molto scossi – sottolinea Raffaello Ripoli - dal coinvolgimento di un nostro dipendente comunale, attendiamo di conoscere i particolari della vicenda, augurandoci che lo stesso riesca a dimostrare la propria estraneità ai fatti contestatigli. In relazione ai profili processuali contestati al proprio dipendente, l’amministrazione comunale non potrà non effettuare le valutazioni del caso alla luce delle leggi vigenti in materia amministrativa. Sicuramente – precisa Raffaele Ripoli, primo cittadino di Scanzano Jonico - la misura cautelare degli arresti domiciliari comportano in automatico la sospensione del dipendente ai sensi dell’articolo 61 della contrattazione collettiva con il dimezzamento dello stipendio. Ma questo lo valuteremo una volta che sarà notificato formalmente il provvedimento. Per adesso l’amministrazione comunale ha appreso di questo triste disagio soltanto dalla stampa”.

Oreste Roberto Lanza

Tiziana Fedele confermata a voti unanimi Presidente dell'associazione Nonne Chef, che ha conferito nella stessa assemblea, la tessera di socio onorario a Nicola Timpone (Lucana Film Commission - GAL La Cittadella del Sapere), Rosa Gentile (Distretto Turistico Rurale Terre di Aristeo) e Roberto Cifarelli (Assessore Regionale Formazione e Attività Produttive), per la vicinanza dimostrata alle nonne durante il loro primo anno di attività e per l'impegno profuso in settori come quello della Formazione, del Turismo e del Sociale nella regione Basilicata.
Il Presidente Fedele ha ricordato che "Nonne Chef è una libera associazione e le sue finalità sono orientate principalmente a sviluppare e consolidare una cosciente partecipazione intergenerazionale alla vita della Repubblica. Dove le nonne, ricchezza del presente, tramandano saperi popolari e sapori contadini chiedendo uno scambio di competenze. Un processo di scambio dove tradizione e innovazione si uniscono e fondono in un gioco intergenerazionale che ricorda il passato, vive il presente, guarda il futuro. Tradizione e innovazione per affrontare insieme nuove sfide e promuovere l'immenso patrimonio culturale ed enogastronomico delle comunità locali. Patrimonio immateriale (fatto di pratiche, rappresentazioni, espressioni e capacità, come pure di strumenti, artefatti, oggetti) che garantisce un senso di identità ed incoraggia il rispetto per la diversità culturale, la creatività umana, lo sviluppo sostenibile, il rispetto reciproco tra le comunità stesse ed i soggetti coinvolti".
A conclusione dei lavori, in un buffet sociale, sono stati presentati due prodotti da forno tradizionali "U'Pastizz' Rtunnar" (già consultabile anche su wikipedia grazie alla collaborazione delle nonne) e "U Falagon" (l'associazione ha già proposto l'inserimento nella famosa enciclopedia online).
 

La “Casa delle Stelle” di Latronico è stata intitolata alla poetessa di Cersosimo Angela Ferrara. Presente all’appuntamento, il sindaco del comune di Cersosimo, Armando Antonio Loprete, e la famiglia Ferrara. La struttura, inaugurata a Latronico, il 24 aprile 2017, mira a essere punto di riferimento per le donne vittime di violenza. La struttura, allocata nel Parco Nazionale del Pollino, è stata realizzata nell’ambito del piano regionale di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. Un progetto curato dall’associazione “Obiettivo Il Sorriso”.  L’obiettivo dell’amministrazione De Maria: quello di prendersi cura delle donne vittime di violenza e dei loro figli, aiutarle, stando loro vicini da un punto di vista psicologico e psicoterapeutico e dare loro, alla fine di un percorso, una indipendenza economica in grado di fare loro riacquistare la propria autonomia. Soddisfazione da parte dell’amministrazione comunale di Latronico e del primo cittadino Fausto de Maria. “Quando la casa è nata, è stata definita un faro di luce nel buio della violenza – ha sottolineato Fausto De Maria, primo cittadino di Latronico –una luce pronta ad aiutare le donne a tornare a brillare avrà gli occhi ed il sorriso di Angela Ferrara. Non dobbiamo però associarlo solo alla morte o alla violenza che ha subito la nostra poetessa, ma alla possibilità di rinascita, di continuare quanto di bello ha fatto attraverso la sua arte”. Un luogo di approdo ma anche un luogo da dove ripartire per uscire dalla violenza e ricostruire il proprio futuro e quello dei propri figli. “L’obiettivo - ha concluso Fausto De Maria - è quello di prendersi cura delle donne vittime di violenza e dei loro figli, aiutarle, stando loro vicini da un punto di vista psicologico e psicoterapeutico e dare loro, alla fine di un percorso, una indipendenza economica in grado di fare loro riacquistare la propria autonomia”. Una struttura con il nome di Angela Ferrara: un passo importante fatto in avanti dalla civica amministrazione di Latronico su un tema rilevante come la violenza nel suo genere.


Oreste Roberto Lanza
 

 

Sono in aumento anche in Lucania, e in vari luoghi del Sud, i casi di avvelenamento di cani, in alcuni casi randagi senza proprietà o fissa dimora. A febbraio del passato anno trenta furono uccisi a Sciacca, piccolo centro in provincia di Agrigento. A Belpasso, in provincia di Catania, il 4 gennaio scorso, i vigili urbani hanno accertato la morte di due cagnolini avvenuta per sospetto avvelenamento, sporgendo notizia di reato contro ignoti all’autorità giudiziaria competente.
Il 10 dicembre 2018, nella giornata dei diritti degli animali, a Chiaromonte, nella valle del Sinni, fu ritrovato un meticcio di lagotto avvelenato. In precedenza sempre nello stesso comune furono registrati altri casi simili. È di qualche giorno fa, prima dell’intensa nevicata che ha interessato molti dei comuni del Sud della Lucania, il ritrovamento, nel comune di Fardella di tre cani morti, probabilmente, con il solito boccone al veleno.
Vere esche mortali, disseminate luoghi pubblici, usate da gente senza scrupoli per arginare, secondo qualcuno, il randagismo, ridurre le colonie feline o metter fine a dissidi condominiali. Per avere chiaro il quadro della situazione abbiamo cercato presso il comune di Fardella di acquisire la notizia istituzionale sulla vicenda. “Di questa circostanza – precisa subito Domenica Orofino, sindaco di Fardella, raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione –a livello istituzionale, non conosco la circostanza né ho ricevuto comunicazioni da parte di eventuali proprietari. Tenuto conto delle avversità atmosferiche di tipo nevoso, che hanno interessato il comune, non ho avuto il tempo di approfondire la vicenda”. In ogni caso la circostanza della morte dei cani è confermata. “A livello di voci di paese – sottolinea Domenica Orofino- sapevo che i cani morti sono due se qualcun altro è stato ritrovato non lo posso sapere. In ogni caso appena finisce l’emergenza neve, mi sono ripromessa di approfondire la vicenda con gli eventuali proprietari di questi animali. In ogni caso è mio intendimento verificare e chiarire, a breve, le circostanze di questa anomala vicenda che a mio parere è fuori i limiti di un corretto vivere civile”.  


Oreste Roberto Lanza
 

Storie di mancate promesse o di cattivi interventi sul sistema viario Lucano ve ne sono tante, con storie diverse ognuno tra di loro. Ci sono addirittura strade da molti definite di nessuno perché non posseggono una indicazione catastale, addirittura non si capisce di chi sia la legittima proprietà istituzionale: Comune o Provincia?. Tra il fiume Agri e il Sinni scorre appunto una di queste strade definite di “nessuno” perché non ha un’indicazione di legittima proprietà. Una strada definita intercomunale. Il breve percorso stradale collega le tratte provinciale indicate con la numerazione 89 e 33. Tratti che si vanno ad innestare nellaserrapontina. Intorno a questi percorsi stradali sono presenti diversi Comuni. Senise, Chiaromonte, Castronuovo Sant’Andrea, Roccanova. In particolare il tratto di nessuno, definito intercomunale, nell’attualità, viene gestito al meglio da tre Comuni: Roccanova, Castronuovo Sant’Andrea e Chiaromonte. Ognuno, pro quota, ogni anno provvede alla pulizia del tratto cercando, secondo le proprie residue risorse finanziarie, di permettere ai vari mezzi di avere un transito rapido e sicuro. È un tratto ormai divenuto importante visto che da anni ha sostituito un tratto parallelo, ormai in disuso, quella della sp7 che finisce a San Chirico Raparo. Il tratto intercomunale, attualmente, vive uno stato di disagio. In alcune parti si evidenzia un’erosione dell’asfalto con cunette pericolose per chi attraversa la strada nelle ore notturne.

In un passato recente, il Comune di Roccanova è stato in prima fila per risolvere il problema.In particolare Giulio Emanuele ha posto in essere diverse iniziative per migliorare il tratto ma soprattutto determinare un’attribuzione istituzionale legittima. “Diciamo subito- esordisce Giulio Emanuele, primo cittadino di Roccanova, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione – che questo tratto è una strada di nessuno. È un tratto realizzato alla fine degli anni settanta proprio perché serviva per creare un collegamento più rapido fra Sant’Arcangelo e Senise. Infatti arrivato a Roccanova, si passa sulla strada provinciale 89 e dopo pochi chilometri sei a Sant’Arcangelo o Senise. All’epoca il tratto doveva rappresentare un collegamento veloce tra l’Agri e il Sinni dove Roccanova è al centro tra i due fiumi”. La storia racconta di Roccanova, come ente civico che si impegnò molto per la realizzazione di questo tratto. “Vero – continua Giulio Emanuele – il Comune di Roccanova, si impegnò in prima persona perché si realizzasse questo tratto fondamentale” Nell’attualità il tratto vive uno stato di disagio. “Certo dopo tanti anni- precisa Giulio Emanuele, primo cittadino di Roccanova– servirebbe una manutenzione importante con una cartellonistica adeguata e con indicazioni aggiornate. Ma le nostre risorse sono minime e cerchiamo di fare il possibile. Voglio anche precisare che i nostri interventi sono in maggior parte svolti dal Comune di Roccanova e Castronuovo Sant’Andrea e in parte minima da Chiaromonte che ha un tratto minimo da gestire”. Necessario appare un minimo di manutenzione “Direi di più - aggiunge Giulio Emanuele – servirebbe un intervento consistente, di ripristino straordinario e qualche intervento di consolidamento soprattutto in alcuni punti dove il torrente ha eroso l’argine”. Nel 2012- 2013 il Comune di Roccanova si fece promotore di un’iniziativa importante.“All’incirca tra il 2012 e 2013 – continua Giulio Emanuele – riuscì a portare sul luogo Nicola Valluzzi, allora Presidente della Provincia chiedendo la provincializzazione del tratto stradale proprio perché strategico non solo a Roccanova ma da tutti quei Comuni che quotidianamente vanno dall’Agri al Sinni. Per gli abitanti di Calvera, Fardella, Teana, Carbone, che devono andare a San Brancato di Sant’Arcangelo, quindi verso l’Agri, è il collegamento più breve. Un tratto utilizzato anche da autobus scolastici, da autoambulanze, dalle forze dell’ordine”. Arteria importante, che non interessa soltanto i tre Comuni presenti sulla direttrice di questo tratto intercomunale. Ed ecco ancora il grido che lancia ancora una volta il Sindaco di Roccanova, Giulio Emanuele, alla Provincia. “Come nel 2012-2013 – conclude Giulio Emanuele – la mia idea è ancora valida. Il tratto va provincializzato assolutamente per intervenire decisamente con interventi mirati su un percorso viario definito da tutti strategico”.

Oreste Roberto Lanza

Sono iniziati i lavori di riqualificazione della Villa comunale intitolata all’Unità d’Italia. “Il progetto – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Nicola Trombetta – disegnato da architetti e ingegneri del Comune di Matera, punta a restituire alla città un luogo che è nel contempo area verde e spazio sociale di aggregazione. Sarà realizzato un giardino urbano delle arti e dei sensi, dove i giochi d’acqua dell’antica vasca da ripristinare, si affiancheranno alle opere d’arte esistenti, ovvero le statue di Garibaldi, di Pentasuglia e la statua di Gurrado, oltre che a nuovi attrattori, all’interno di un verde rigenerato. La nuova recinzione, la riqualificazione dei servizi igienici, l’ammodernamento degli impianti, la tanto attesa nuova area giochi, ma soprattutto la riqualificazione del verde e il recupero della vasca monumentale che diventerà elemento centrale nel disegno della nuova Villa, sono gli elementi distintivi che caratterizzano il progetto. 

Circa 650mila euro l’importo dei lavori a base d’asta ed è la ditta “Caporale Srl” di Gravina in Puglia che si occuperà della riqualificazione della villa comunale. Ad ottobre il Sindaco De Ruggeri sottolineò che : “Dopo le vicissitudini occorse al bando per le periferie il Comune non poteva più attendere il finanziamento per la realizzazione di un’opera che consideriamo strategica per il decoro urbano della città. Abbiamo potuto utilizzare il nostro avanzo di amministrazione per anticipare le somme necessarie per l’esecuzione dei lavori. Con questa operazione abbiamo voluto rispondere alle polemiche, lanciando una sfida di modello e realizzando l’opera in tre mesi e mezzo, utilizzando i tempi minimi previsti dalla normativa sugli appalti. Il nostro messaggio al Governo è: non abbiamo bisogno di visite ispettive ma di attenzione, di sostegno e di soluzioni per risolvere i problemi della città”. L’assessore al Bilancio, Eustachio Quintano precisò inoltre che è stato possibile utilizzare l’avanzo di amministrazione “senza che questo provochi problemi in sede di rispetto del pareggio di bilancio, perché, con una circolare del 3 ottobre scorso, il Mef ha chiarito che l’applicazione dell’avanzo di amministrazione per investimenti viene considerata neutra ai fini contabili. Rendiconteremo comunque questa spesa a valere sui fondi del bando periferie all’interno del quale il progetto era stato candidato a finanziamento”. L’Amministrazione comunale finalmente consegnerà alla città uno spazio di socializzazione importante, rinnovato, realizzato con criterio e in tempi brevissimi. Tra le principali essenze arboree che saranno introdotte avremo il mandorlo e l’ulivo. Il mandorlo poiché è uno dei primi alberi a fiorire, in genere i primi di febbraio ed è l’albero che annuncia la buona stagione, simbolo dell’eroismo umano. L’ulivo, in quanto simbolo di pace, di trionfo, di vittoria e onore. Un impianto di sub-irrigazione servirà tutte le aree verdi. Sarà ripristinata la fontana storica, realizzati i bagni per i bambini e per i disabili, verrà aumentata l’area di calpestio e incrementato il verde. La nuova villa avrà inoltre una nuova recinzione con quattro ingressi che saranno chiusi con cancelli nelle ore di non utilizzo. Sarà infine realizzata l’illuminazione a raso dei percorsi pedonali per rendere ancora più suggestiva l’atmosfera del parco. Questo progetto rende evidente il lavoro della struttura comunale che c’è stato e che ora dà i suoi frutti visibili nei tempi che sono consentiti dalle normative in vigore –ha dichiarato l’assessore ai lavori pubblici Nicola Trombetta - Per avviare il cantiere abbiamo atteso la fine delle festività natalizie e poi qualche altro giorno per l’emergenza maltempo. Ora i lavori sono partiti e contiamo di restituire alla città in tempi rapidi uno dei suoi storici spazi di socializzazione”. 

Silvia Silvestri

Matera si può dire pronta alla cerimonia inaugurale che la renderà capitale europea della cultura e protagonista di una serie di eventi ideati per celebrare questo momento storico di evoluzione e di grande orgoglio. Lunedì 7 gennaio, il sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri e il presidente della Fondazione Matera Basilicata 2019, Salvatore Adduce, hanno convocato nella sala “Mandela” del Municipio di Matera una conferenza stampa, per presentare il programma completo della cerimonia celebrativa che inaugurerà l’anno che vedrà Matera capitale europea della cultura. 

Tre giorni, tra il 18 e il 20 gennaio introdurranno, attraverso la musica, gli spettacoli di luci e l’arte, i temi del dossier grazie al quale Matera ha battuto la concorrenza di decine di città italiane. Tre giorni di festa per tutta la città, saranno sottolineati dalla presenza di 39 bande musicali, provenienti dalle precedenti capitali europee della cultura e da paesi lucani, che animeranno 11 rioni e che fra le 19:00 e le 20:00 del 19 gennaio, dirette da Stefano Borlani, saranno coprotagoniste dello show di Rai 1 trasmesso in diretta televisiva da Piazza San Pietro Caveoso e presentato da Gigi Proietti alla presenza del presidente della repubblica Sergio Mattarella. È stato un conto alla rovescia lunghissimo, una serie di circostanze hanno ritardato i preparativi e non tutte le opere programmate sono state compiute se pur iniziate, ma questo resta un grande inizio, l’ispirazione più grande per una città in crescita e per un progresso così importante. I preparativi per lo show sono sicuramente a buon punto e tutti i frutti di quanto si sta seminando saranno sicuramente raccolti, è questo il messaggio di grande fiducia e fierezza che l’amministrazione ribadisce. “La città è prontissima. Sicuramente ci sono ancora tantissime cose da fare ma ogni giorno ne vale cento. I percorsi programmati sono tanti anche perché tantissimi saranno gli spettacoli sparsi per tutta la città per la cerimonia inaugurale. 

Si distribuiranno dalle 10 del mattino fin’oltre la mezza notte e poi invaderanno l’intera Basilicata, esattamente altri 19 paesi della nostra regione - dichiara Paolo Verri, direttore della Fondazione Matera-Basilicata 2019- da dopodomani – aggiunge - dalle ore 9:00 alle 19:00 del giorno 9, 10, 11 e 12 gennaio troverete in Prefettura uno spazio dedicato alla manifestazione in cui distribuiremo due elementi fondamentali per accogliere e vivere nel migliore dei modi quanto sta per accadere: 19.000 bandiere di Matera e 19.000 bandiere dell’Unione Europea che saranno distribuite a tutti i cittadini di Matera e della Basilicata e il pass nominale con fotografia che potrà essere preso e utilizzato da tutti coloro che non abitano nei Sassi, ma che vorranno ugualmente avere accesso nei Sassi,il giorno 19 dalle ore 15:30 in poi, così da assistere alla diretta e agli show lì organizzati, area che sarà necessariamente più controllata e più riservata in quella data per ragioni di sicurezza, considerata anche la presenza del Presidente della Repubblica. La fotografia in Prefettura sarà fatta al momento e il pass sarà consegnato immediatamente”. A Matera si aspettano 135 giornalisti provenienti da tutta Italia e da varie città d’Europa, accreditati per la cerimonia inaugurale organizzata,fra i quali i corrispondenti di un canale televisivo cinese e di uno statunitense, circa 40 telecamere e tutti i principali emittenti nazionali. Non mancheranno le dirette radiofoniche tra cui quelle di radio 1 e radio 3. Dal punto di vista organizzativo non sarà facile gestire gli accessi e la gestione degli spazi ma l’Amministrazione e la Fondazione rassicurano a fronte di ogni perplessità.

Garantire l’accessibilità non è stato solo un fattore di carattere materiale, ma un tema culturale, centrale per la nostra organizzazione” sottolinea Salvatore Adduce “Fino ad ora abbiamo fatto un’esperienza straordinariamente positiva. Non ci siamo risparmiati in nessun modo. Tutti gli obiettivi che ci siamo imposti, tutte le operazioni pensate sono state mirate a raggiungere un unico risultato, che è quello di presentare la città con i suoi programmi con i suoi eventi con la sua grande manifestazione, che si chiama “Open future”, all’attenzione internazionale.Ciò che ora faremo è di chiedere ai materani di essere ancora una volta anche loro all’altezza di questa prova. Fino ad oggi nulla sarebbe stato possibile senza la partecipazione e la pazienza dei nostri cittadini, ma quest’ anno tutti dobbiamo essere pronti e necessariamente all’altezza di questa sfida eccezionale e bellissima a cui abbiamo dato inizio”.Il sindaco De Ruggeri ha concluso l’incontro affermando “La giornata del 19 gennaio deve rappresentare l’esplosione civile di una comunità che esprime orgoglio, uscendo dall’inghiottitoio rancoroso dei social e recuperando quel senso di unità che ci deve accompagnare sempre quando si costruisce una pagina importante di storia della nostra città e quando la si rappresenta al mondo”.

Punto saliente della conferenza è stata la presentazione del calendario dei seguenti avvenimenti: dal 9 al 12 Gennaio, distribuzione bandiere per allestimento città e pass per l’accesso ai luoghi dell’inaugurazione;

dall’11 al 16 Gennaio, distribuzione vetrofanie presso le attività commerciali del centro storico e dei Rioni;

11 e 12 Gennaio, workshop di serigrafia per stampa su tessuto, aperto a tutta la comunità;

13 Gennaio, grande laboratorio Lumen a Palazzo Lanfranchi;

14 Gennaio, arrivo della troupe Rai e allestimento del palco in San Pietro Caveoso;

15 e 16 Gennaio, allestimento Matera Alberga;

16 e 17 Gennaio, allestimento Rioni e Sassi;

18 Gennaio, conferenza stampa sul programma artistico diretto dalla Rai; visita alle installazione di Matera Alberga e Lumen.

Il 19 Gennaio, sarà una giornata di festa diffusa in tutta la città, per dare il via all’anno da Capitale europea della Cultura. Esplosione di orgoglio condiviso per l’atteso e meritato riconoscimento ricevutoDalla Cava del Sole, ai Rioni, fino ai Sassi, la città risuonerà di musica, luci e colori. Il programma della giornata del 19 gennaio, divisa in 5 momenti come i 5 temi del dossier, inizia alla Cava del Sole, la cava settecentesca in tufo riqualificata per ospitare gli eventi del 2019, dotata di una grande area esterna (Arena del Sole), uno spazio multifunzionale al chiuso (Serra del Sole) e un’area dedicata ai servizi (Villaggio del Sole). Qui si svolgerà la prima parte della giornata, Open Sound,dedicata all’esibizione della prime 14 bande, 7 lucane e 7 europee. Sul palco, insieme ai conduttori Filippo Solibello di Radio 2 e Doris Zaccone di Radio Capital, entrambi di origini lucane e conduttori della giornata nel “Meno Uno” il 19 gennaio 2018. Saranno presenti sia la banda di Matera che quella di Plovdiv, le due città capitali europee della cultura 2019. 

La Cava del Sole sarà aperta al pubblico dalle 9:30 alle 11:30 e non potrà essere raggiunta con mezzi propri, bensì con le navette disponibili dalle ore 9 alle ore 13 dalla zona Paip 2. Dalle 11:30 alle 13:30 nello spazio della Serra del Sole si terrà la presentazione del programma del 2019 alla presenza delle istituzioni locali, nazionali e d europee. Visto il numero limitati di posti, l’accesso sarà consentito solo su invito. Il pubblico potrà seguirà l’evento così come tutti gli appuntamenti in programma il 19 gennaio attraverso la diretta televisiva realizzata da TRM network, che sarà trasmessa su 3 schermi istallati nel centro di Matera (Via Ridola, Piazza San Francesco, Piazza Vittorio Veneto) e sulla pagina Facebook ufficiale di Matera 2019. A partire dalle ore 13:00, avrà inizio la fase Open City, la città si fa’ casa. Tutti i rioni di Matera, già a partire dalla mattinata e poi nel corso di tutto il primo pomeriggio, saranno animati della musica delle bande e di altri gruppi musicali che incontreranno i cittadini e con loro condivideranno un momento conviviale, accolti da associazioni, scuole, parrocchie e locali pubblici. Grazie al sostegno di Coldiretti, verranno preparati oltre 5000 piatti di crapiata, uno dei pasti tipici di Matera, da distribuire ai musicisti. Dalle 16:30, con il momento Open Lights, la cerimonia si sposterà fra il Sasso Barisano, il Sasso Caveoso e piazza Duomo. Al calare del sole il Sasso Barisano, come una meteora, riluce di migliaia di lumini grazie al progetto “Matera Cielo Stellato” di Francesco Foschino con l’Associazione “Scorribande Musicali”.

Da piazza Duomo risuonano le voci di due cori polifonici materani ed evoluzioni acrobatiche della Compagnia dei folli mentre nel Sasso Caveoso le installazioni tecnologiche di Lumen/Social Light stupiranno i presenti. Alle 18:50 in piazza San Pietro Caveoso va in scena il programma dedicato  all’Open Show, condotto da Gigi Proietti e trasmesso dalla Rai. Le bande europee e lucane si esibiranno, mentre sul palco si alternano ospiti nazionali e internazionali. A seguire, spettacolo di fuochi pirotecnici. L’accesso all’area dei Sassi per coloro che si saranno muniti di pass sarà consentito attraverso specifici varchi. Dalle 20:30, con il momento Open Future, la festa si propagherà dai Sassi nei vicoli, nelle strade, in cielo e nei locali, con performance di artisti nazionali e internazionali. La gran parata di 2019 musicisti guidata da alcuni cavalli luminosi della compagnia Quidams, sfilerà per le vie della città, da via Ridola, a via del Corso, fino a piazza Vittorio Veneto dove ci saranno gli artisti della Trans Express suonano volando. Il 20 gennaio saranno aperte le porte della prima di tante grandi mostre che si avranno nella città di Matera nel 2019, Ars Excavandi, curata da Pietro Laureano, dedicata alla storia delle città ipogee, grande esempio per il futuro del pianeta. L’accompagna un dialogo fotografico fra Matera e Petra, dal titolo Mater(i)a P(i)etra realizzata da Carlos Solito, realizzata in collaborazione con Jordan Tourism Board e Petra Authority. Dalle ore 12:00 con il Passaporto per Matera 2019 sarà possibile visitare Ars Excavandi, allestita presso il Museo Archeologico Nazionale “Domenico Ridola ”e la mostra fotografica Mater(i)a P(i)etra presso Palazzo Lanfranchi – Piazzetta Pascoli, 1. Il 20 gennaio la cerimonia inaugurale di Matera 2019 continuerà nelle piazze dei comuni della Basilicata con il saluto musicale delle bande europee e lucane. Il countdown è iniziato. Un’intera città è pronta a raccontarsi attraverso la sua arte la sua cultura e la sua grande passione, condividendo con tutto il mondo la sua storia e invitando l’Europa intera a raccontarsi con lei tra le sue vie e i suoi teatri storici e naturali. 

Silvia Silvestri

Sabato 19 gennaio 2019 dalle ore 10:00 è in programma a Matera la cerimonia d’apertura di Matera capitale europea della cultura 2019. Il programma è stato presentato oggi pomeriggio durante una conferenza stampa che si è tenuta nella sala “Mandela” del Comune di Matera. Il 2019 per Matera è ispirazione. In conferenza stampa oggi il sindaco De Ruggeri, supportato dal suo staff, ha svelato il programma relativo alla cerimonia inaugurale che incoronerà la città di Matera capitale europea della cultura. Il counrdown è iniziato. Tante le tappe e i punti del programma che affascineranno turisti e curiosi. Una città che si racconta, ma non solo, che invita l’Europa intera a raccontarsi tra le sue vie e i suoi teatri storici e naturali. Domani un approfondimento sull'incontro avuto oggi. 

Silvia Silvestri

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha concesso tre permessi di ricerca di idrocarburi nel mar Jonio alla società petrolifera Global Med. LLC con sede in Colorado. La decisione, formalizzata con la relativa pubblicazione del 31 dicembre 2018, sul Buir, Bollettino ufficiale degli idrocarburi, è contenuta nel decreto del 7 dicembre ultimo scorso. L’autorizzazione prevede che la compagnia petrolifera americana possa avviare una ricerca di idrocarburi con la tecnica dei rilievi in 2d anche in un’area complessiva di 2.2200 metri quadrati nello specchio di mare prospiciente il litorale di Policoro. L’attività di indagine verrà effettuata attraverso l’utilizzo di airgun, ovvero cannoni ad aria compressa che provocano onde sismiche sottomarine permettendo di scandagliare i fondali attraverso appositi rilevatori sonori. Con questa tecnica di ispezione dei fanghi e del sedimento posto dai 150 ai 500 metri di profondità è possibile capire se nel sottosuolo esistono o meno sacche di petrolio. Le contestazioni da associazioni ambientalistiche e dal mondo politico non si sono fatte attendere. Le prime, in particolare “Mediterraneo No Triv”rilevano come questi nuovi permessi presentano potenziali rischi e impatti per l’ambiente soprattutto per la fauna marina. Senza nessuna esclusione per il settore del turismo altra voce economica di estrema importanza per le tre regioni interessate dai progetti petroliferi autorizzati, ossia Puglia, Basilicata e Calabria. Fonti governative, invece, fanno osservare: “che non sono state autorizzate “trivellazioni” ma, purtroppo, sono state rilasciate dal Ministero dello Sviluppo Economico 3 permessi di ricerca di idrocarburi che sono atti dovuti visto tutti i pareri favorevoli giunti negli anni passati da parte degli enti competenti”. Si attendono le iniziative delle regioni interessate, in particolare della Regione Basilicata. 

Oreste Roberto Lanza

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