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Sull’operazione odierna, al caporalato nel metapontino, con ben 14 persone coinvolte tra Policoro e Scanzano Jonico, tra cui undici arresti, una persona ai domiciliari, un'altra con l’obbligo di dimora e un'altra con l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, risulta coinvolto anche un dipendente del Comune di Scanzano Jonico. Sulla circostanza del dipendente G. S., classe 1965, è intervenuto, nelle ultime ore, il sindaco del comune di Scanzano Jonico Raffaele Ripoli: “La premessa – precisa subito Raffaele Ripoli, sindaco di Scanzano Jonico, raggiunto telefonicamente – è quella di formulare un ringraziamento innanzitutto per essere stata l’unica redazione ad interpellarmi. Poi, un plauso alla Magistratura ed agli organi inquirenti - ed in particolare al Comandante Regionale dei Carabinieri il Generale Rosario Castello ed al Comandante Provinciale Colonello Samuele Sighinolfi - per l’encomiabile opera svolta sul nostro territorio”. Per quando riguarda la particolare circostanza che ha interessato l’amministrazione comunale ci sono parole precise da parte del primo cittadino. “Come amministrazione ci sentiamo molto scossi – sottolinea Raffaello Ripoli - dal coinvolgimento di un nostro dipendente comunale, attendiamo di conoscere i particolari della vicenda, augurandoci che lo stesso riesca a dimostrare la propria estraneità ai fatti contestatigli. In relazione ai profili processuali contestati al proprio dipendente, l’amministrazione comunale non potrà non effettuare le valutazioni del caso alla luce delle leggi vigenti in materia amministrativa. Sicuramente – precisa Raffaele Ripoli, primo cittadino di Scanzano Jonico - la misura cautelare degli arresti domiciliari comportano in automatico la sospensione del dipendente ai sensi dell’articolo 61 della contrattazione collettiva con il dimezzamento dello stipendio. Ma questo lo valuteremo una volta che sarà notificato formalmente il provvedimento. Per adesso l’amministrazione comunale ha appreso di questo triste disagio soltanto dalla stampa”.

Oreste Roberto Lanza

Tiziana Fedele confermata a voti unanimi Presidente dell'associazione Nonne Chef, che ha conferito nella stessa assemblea, la tessera di socio onorario a Nicola Timpone (Lucana Film Commission - GAL La Cittadella del Sapere), Rosa Gentile (Distretto Turistico Rurale Terre di Aristeo) e Roberto Cifarelli (Assessore Regionale Formazione e Attività Produttive), per la vicinanza dimostrata alle nonne durante il loro primo anno di attività e per l'impegno profuso in settori come quello della Formazione, del Turismo e del Sociale nella regione Basilicata.
Il Presidente Fedele ha ricordato che "Nonne Chef è una libera associazione e le sue finalità sono orientate principalmente a sviluppare e consolidare una cosciente partecipazione intergenerazionale alla vita della Repubblica. Dove le nonne, ricchezza del presente, tramandano saperi popolari e sapori contadini chiedendo uno scambio di competenze. Un processo di scambio dove tradizione e innovazione si uniscono e fondono in un gioco intergenerazionale che ricorda il passato, vive il presente, guarda il futuro. Tradizione e innovazione per affrontare insieme nuove sfide e promuovere l'immenso patrimonio culturale ed enogastronomico delle comunità locali. Patrimonio immateriale (fatto di pratiche, rappresentazioni, espressioni e capacità, come pure di strumenti, artefatti, oggetti) che garantisce un senso di identità ed incoraggia il rispetto per la diversità culturale, la creatività umana, lo sviluppo sostenibile, il rispetto reciproco tra le comunità stesse ed i soggetti coinvolti".
A conclusione dei lavori, in un buffet sociale, sono stati presentati due prodotti da forno tradizionali "U'Pastizz' Rtunnar" (già consultabile anche su wikipedia grazie alla collaborazione delle nonne) e "U Falagon" (l'associazione ha già proposto l'inserimento nella famosa enciclopedia online).
 

La “Casa delle Stelle” di Latronico è stata intitolata alla poetessa di Cersosimo Angela Ferrara. Presente all’appuntamento, il sindaco del comune di Cersosimo, Armando Antonio Loprete, e la famiglia Ferrara. La struttura, inaugurata a Latronico, il 24 aprile 2017, mira a essere punto di riferimento per le donne vittime di violenza. La struttura, allocata nel Parco Nazionale del Pollino, è stata realizzata nell’ambito del piano regionale di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. Un progetto curato dall’associazione “Obiettivo Il Sorriso”.  L’obiettivo dell’amministrazione De Maria: quello di prendersi cura delle donne vittime di violenza e dei loro figli, aiutarle, stando loro vicini da un punto di vista psicologico e psicoterapeutico e dare loro, alla fine di un percorso, una indipendenza economica in grado di fare loro riacquistare la propria autonomia. Soddisfazione da parte dell’amministrazione comunale di Latronico e del primo cittadino Fausto de Maria. “Quando la casa è nata, è stata definita un faro di luce nel buio della violenza – ha sottolineato Fausto De Maria, primo cittadino di Latronico –una luce pronta ad aiutare le donne a tornare a brillare avrà gli occhi ed il sorriso di Angela Ferrara. Non dobbiamo però associarlo solo alla morte o alla violenza che ha subito la nostra poetessa, ma alla possibilità di rinascita, di continuare quanto di bello ha fatto attraverso la sua arte”. Un luogo di approdo ma anche un luogo da dove ripartire per uscire dalla violenza e ricostruire il proprio futuro e quello dei propri figli. “L’obiettivo - ha concluso Fausto De Maria - è quello di prendersi cura delle donne vittime di violenza e dei loro figli, aiutarle, stando loro vicini da un punto di vista psicologico e psicoterapeutico e dare loro, alla fine di un percorso, una indipendenza economica in grado di fare loro riacquistare la propria autonomia”. Una struttura con il nome di Angela Ferrara: un passo importante fatto in avanti dalla civica amministrazione di Latronico su un tema rilevante come la violenza nel suo genere.


Oreste Roberto Lanza
 

 

Sono in aumento anche in Lucania, e in vari luoghi del Sud, i casi di avvelenamento di cani, in alcuni casi randagi senza proprietà o fissa dimora. A febbraio del passato anno trenta furono uccisi a Sciacca, piccolo centro in provincia di Agrigento. A Belpasso, in provincia di Catania, il 4 gennaio scorso, i vigili urbani hanno accertato la morte di due cagnolini avvenuta per sospetto avvelenamento, sporgendo notizia di reato contro ignoti all’autorità giudiziaria competente.
Il 10 dicembre 2018, nella giornata dei diritti degli animali, a Chiaromonte, nella valle del Sinni, fu ritrovato un meticcio di lagotto avvelenato. In precedenza sempre nello stesso comune furono registrati altri casi simili. È di qualche giorno fa, prima dell’intensa nevicata che ha interessato molti dei comuni del Sud della Lucania, il ritrovamento, nel comune di Fardella di tre cani morti, probabilmente, con il solito boccone al veleno.
Vere esche mortali, disseminate luoghi pubblici, usate da gente senza scrupoli per arginare, secondo qualcuno, il randagismo, ridurre le colonie feline o metter fine a dissidi condominiali. Per avere chiaro il quadro della situazione abbiamo cercato presso il comune di Fardella di acquisire la notizia istituzionale sulla vicenda. “Di questa circostanza – precisa subito Domenica Orofino, sindaco di Fardella, raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione –a livello istituzionale, non conosco la circostanza né ho ricevuto comunicazioni da parte di eventuali proprietari. Tenuto conto delle avversità atmosferiche di tipo nevoso, che hanno interessato il comune, non ho avuto il tempo di approfondire la vicenda”. In ogni caso la circostanza della morte dei cani è confermata. “A livello di voci di paese – sottolinea Domenica Orofino- sapevo che i cani morti sono due se qualcun altro è stato ritrovato non lo posso sapere. In ogni caso appena finisce l’emergenza neve, mi sono ripromessa di approfondire la vicenda con gli eventuali proprietari di questi animali. In ogni caso è mio intendimento verificare e chiarire, a breve, le circostanze di questa anomala vicenda che a mio parere è fuori i limiti di un corretto vivere civile”.  


Oreste Roberto Lanza
 

Storie di mancate promesse o di cattivi interventi sul sistema viario Lucano ve ne sono tante, con storie diverse ognuno tra di loro. Ci sono addirittura strade da molti definite di nessuno perché non posseggono una indicazione catastale, addirittura non si capisce di chi sia la legittima proprietà istituzionale: Comune o Provincia?. Tra il fiume Agri e il Sinni scorre appunto una di queste strade definite di “nessuno” perché non ha un’indicazione di legittima proprietà. Una strada definita intercomunale. Il breve percorso stradale collega le tratte provinciale indicate con la numerazione 89 e 33. Tratti che si vanno ad innestare nellaserrapontina. Intorno a questi percorsi stradali sono presenti diversi Comuni. Senise, Chiaromonte, Castronuovo Sant’Andrea, Roccanova. In particolare il tratto di nessuno, definito intercomunale, nell’attualità, viene gestito al meglio da tre Comuni: Roccanova, Castronuovo Sant’Andrea e Chiaromonte. Ognuno, pro quota, ogni anno provvede alla pulizia del tratto cercando, secondo le proprie residue risorse finanziarie, di permettere ai vari mezzi di avere un transito rapido e sicuro. È un tratto ormai divenuto importante visto che da anni ha sostituito un tratto parallelo, ormai in disuso, quella della sp7 che finisce a San Chirico Raparo. Il tratto intercomunale, attualmente, vive uno stato di disagio. In alcune parti si evidenzia un’erosione dell’asfalto con cunette pericolose per chi attraversa la strada nelle ore notturne.

In un passato recente, il Comune di Roccanova è stato in prima fila per risolvere il problema.In particolare Giulio Emanuele ha posto in essere diverse iniziative per migliorare il tratto ma soprattutto determinare un’attribuzione istituzionale legittima. “Diciamo subito- esordisce Giulio Emanuele, primo cittadino di Roccanova, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione – che questo tratto è una strada di nessuno. È un tratto realizzato alla fine degli anni settanta proprio perché serviva per creare un collegamento più rapido fra Sant’Arcangelo e Senise. Infatti arrivato a Roccanova, si passa sulla strada provinciale 89 e dopo pochi chilometri sei a Sant’Arcangelo o Senise. All’epoca il tratto doveva rappresentare un collegamento veloce tra l’Agri e il Sinni dove Roccanova è al centro tra i due fiumi”. La storia racconta di Roccanova, come ente civico che si impegnò molto per la realizzazione di questo tratto. “Vero – continua Giulio Emanuele – il Comune di Roccanova, si impegnò in prima persona perché si realizzasse questo tratto fondamentale” Nell’attualità il tratto vive uno stato di disagio. “Certo dopo tanti anni- precisa Giulio Emanuele, primo cittadino di Roccanova– servirebbe una manutenzione importante con una cartellonistica adeguata e con indicazioni aggiornate. Ma le nostre risorse sono minime e cerchiamo di fare il possibile. Voglio anche precisare che i nostri interventi sono in maggior parte svolti dal Comune di Roccanova e Castronuovo Sant’Andrea e in parte minima da Chiaromonte che ha un tratto minimo da gestire”. Necessario appare un minimo di manutenzione “Direi di più - aggiunge Giulio Emanuele – servirebbe un intervento consistente, di ripristino straordinario e qualche intervento di consolidamento soprattutto in alcuni punti dove il torrente ha eroso l’argine”. Nel 2012- 2013 il Comune di Roccanova si fece promotore di un’iniziativa importante.“All’incirca tra il 2012 e 2013 – continua Giulio Emanuele – riuscì a portare sul luogo Nicola Valluzzi, allora Presidente della Provincia chiedendo la provincializzazione del tratto stradale proprio perché strategico non solo a Roccanova ma da tutti quei Comuni che quotidianamente vanno dall’Agri al Sinni. Per gli abitanti di Calvera, Fardella, Teana, Carbone, che devono andare a San Brancato di Sant’Arcangelo, quindi verso l’Agri, è il collegamento più breve. Un tratto utilizzato anche da autobus scolastici, da autoambulanze, dalle forze dell’ordine”. Arteria importante, che non interessa soltanto i tre Comuni presenti sulla direttrice di questo tratto intercomunale. Ed ecco ancora il grido che lancia ancora una volta il Sindaco di Roccanova, Giulio Emanuele, alla Provincia. “Come nel 2012-2013 – conclude Giulio Emanuele – la mia idea è ancora valida. Il tratto va provincializzato assolutamente per intervenire decisamente con interventi mirati su un percorso viario definito da tutti strategico”.

Oreste Roberto Lanza

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