lagonegro

 

I genitori chiedono che siano garantiti diritto alla salute e diritto allo studio

È di qualche giorno fa l’ordinanza del vice Sindaco di Lagonegro, Giovanni Santarsenio, con cui si è deciso di chiudere sine die il plesso scolastico di Rione Rossi a causa della presenza di gas radon oltre i limiti consentiti dalla legge. Il radon è un gas molto pesante, pericoloso per la salute umana se inalato in quantità significative. Uno dei principali fattori di rischio del radon è legato al fatto che, accumulandosi all'interno di abitazioni, è la seconda causa di tumore al polmone, specialmente tra i fumatori.
I dati sono stati riscontrati dalle rilevazioni effettuate nei mesi scorsi dall’Arpa di Basilicata in diversi locali e ambienti dell’istituto comprensivo, segnatamente nell’atrio a piano terra dell’edificio in questione. Molta è stata la preoccupazione manifestata dai genitori degli alunni della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria che frequentano l’Istituto comprensivo della città, a margine dell’assemblea che si è svolta ieri pomeriggio nella sala consiliare del Palazzo di città alla presenza di un esperto della materia. A fine incontro, i genitori presenti nella sala consiliare, hanno manifestato la volontà di ricevere opportune garanzie, dalle istituzioni preposte e competenti sulla salute dei propri figli.
“Vogliamo essere sicuri che i nostri figli – hanno sottolineato tutti i genitori presenti - non siano sottoposti a nessun rischio andando a scuola, dal momento che la stessa Oms, l’organizzazione mondiale della salute, conferma che l’esposizione al radon prolungata nel tempo, anche ai livelli minimi che sono stati ampiamente superati in questo caso, può causare gravi problemi”. Genitori molto arrabbiati anche per il fatto che la comunicazione dell’Arpa pare sia data febbraio 2018 e solo ora il dirigente preposto abbia avvisato i genitori. Difetti di comunicazione o vere e proprie mancanze da parte delle amministrazioni e degli enti coinvolti nella vicenda? Nei prossimi giorni ne sapremo di più.

Oreste Roberto Lanza


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