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La presidente del comitato: non serve alla comunità, dovremo importare 3/4 mila salme all'anno

Sulla questione del definito “Tempio della cremazione” di Montescaglioso, dopo le osservazioni del primo cittadino Vincenzo Zito che ha definito l’impianto, dal punto di vista ambientale, sicuro e a costo zero, fanno seguito quelle del comitato “No forno crematorio”, di recente costituzione, seguito da diversi cittadini del posto. La Presidente Angela Contangelo da diversi giorni ha avviato una raccolta di firme per cercare di bloccare la realizzazione della struttura che reputa con rischi per la comunità connessi al funzionamento degli inceneritori.


“Voglio ribadire – precisa Angela Contangelo, Presidente del comitato ‘No forno crematorio’, raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione – che questa struttura non è voluta dalla città perché non è un servizio utile alla nostra comunità. Le richieste di cremazione provenienti da Montescaglioso non supereranno le 5/10 unità per anno, mentre le migliaia di salme che verranno cremate a Montescaglioso saranno "importate" dai paesi e dalle regioni limitrofe. Inquiniamo una comunità per un servizio di cui godranno le altre comunità. Saremo collettori di salme dell'intera Basilicata e delle regioni limitrofe. I cittadini devono sapere che gli impianti, anche se a norma, emettono comunque sostanze inquinanti. Il progetto finale prevede non la cremazione di 700 salme all’anno ma molte di più; circa 3000 o 4000 mila, con la previsione di un secondo forno. Una struttura che non porterà nessun beneficio neanche sotto l’aspetto finanziario quantificato in un misero introito di circa 50 mila euro. Probabilmente i grandi profitti saranno realizzati dall’impresa aggiudicataria”.
Una storia che pare abbia trovato d’accordo alcuni movimenti civici, tra i quali “Area Moderata Montescaglioso”, con il suo massimo rappresentante, l’avvocato Rocco Di Taranto. “In un paese in cui i nostri amministratori – sottolinea l’avvocato Rocco Di Taranto- invadono i social anche per un concerto in piazzetta, i cittadini non sono stati preavvisati su una scelta che invece determina il proprio futuro e mette a rischio la propria salute”. La richiesta di questo movimento è ancora più netta. “Il Sindaco deve fermarsi –conclude l’avvocato Rocco Di Taranto- e consentire che venga indetto un referendum consultivo per essere autorizzato dai cittadini alla realizzazione del forno crematorio che sarà in funzione per almeno venti anni”. La storia pare che non finirà qui. Ma la nostra redazione vigilerà su gli sviluppi futuri.

 

Oreste Roberto Lanza