Montescaglioso

 

Manca il piano regionale per la costruzione dei crematori. Sul piede di guerra la ditta aggiudicataria

A Montescaglioso il “tempio della cremazione” non verrà costruito. La giunta comunale, con delibera numero 61 del 18 settembre 2019, ha provveduto a revocare la propria precedente deliberazione, del primo aprile numero 17, con cui veniva approvata il progetto di costruzione e gestione di un tempio crematorio presso il cimitero comunale. L’amministrazione comunale, insieme al primo cittadino Vincenzo Zito, ha dovuto fare un passo indietro dopo aver registrato la piena contrarietà di oltre la maggioranza della comunità dei montesi alla realizzazione dell’impianto. Un disappunto, sostenuto dalla raccolta di oltre tremila firme, da parte di alcuni comitati contro l’impianto crematorio, per la paura di natura ambientale e per la probabile incidenza inquinante sul territorio.

Una contrarietà confermata anche in un’assemblea cittadina convocata, in seduta pubblica, dall’amministrazione comunale, per informare e spiegare i contenuti della costruzione dell’impianto.
Ma la questione pare non fermarsi qui. La ditta che ha vinto la gara di appalto per la costruzione e gestione dell’impianto, potrebbe richiedere un eventuale risarcimento del danno. Infatti soltanto l’annullamento in autotutela degli atti di gara potrebbe scongiurare il rischio di esporsi ad eventuali richieste di indennizzo al comune. Una procedura amministrativa giustificata anche dall’assenza di un piano regionale di coordinamento per la realizzazione dei crematori da parte dei comuni. Infatti la Giunta regionale nel 2015, con suo atto numero 755, aveva predisposto il piano e inviato alla commissione competente, la quale, con proprio parere favorevole (consultivo) del 17marzo 2016, aveva trasferito l’intero carteggio al consiglio regionale per la decisione finale. Un’approvazione mai intervenuta e, in assenza del quale, nessun comune è abilitato a dotarsi di un forno crematorio. Ora il comune, in autotutela, può, annullando gli atti di gara, evitare richieste di indennizzo da parte della ditta aggiudicataria che si era fidata, colpevolmente, della legittimità della procedura. Di questo sono convinti i diversi comitati contrari alla costruzione dell’impianto e al movimento Area Moderata che da subito aveva sostenuto la scelta come illegittima.

 

Oreste Roberto Lanza


ULTIMI ARTICOLIPIU' LETTITAG POPOLARI

sponsor

Sponsor