fiume noce

 

L’Associazione pesca sportiva: vogliono alterare un ambiente naturalistico importante per la città

È un'area naturalistica incontaminata, meravigliosa. Stiamo parlando di un'area verde in località Calda nel territorio di Lagonegro in provincia di Potenza. Tornando da Sala Consilina, uscita Lagonegro Nord, si incrocia la strada 585 che porta verso il mare, dopo cinquecento metri, si può intrattenere i propri occhi guardando verso un territorio, polmone della città lagonegrese, "Launìvere" in dialetto lucano. In passato la località è stata oggetto di riprese televisive da parte di RaiTre con la trasmissione Geo & Geo documentando il territorio nel tratto in cui scorre il fiume Noce.
Una riserva naturale, che nel 2011 è stata oggetto di attenzione dall'ufficio tecnico della regione Basilicata per autorizzare l’installazione di una mini centrale idro-elettrica. La città di Lagonegro vuole approfondire il problema, molte associazioni del posto stanno studiano la circostanza. L’associazione Pesca Sportiva, con il presidente Daniele Scaramozza,

ha chiesto, al commissario comunale, un’urgente convocazione per discutere del problema per approntare soluzioni immediate promovendo un dibattito pubblico su tale questione.
“Il nostro obiettivo primario – precisa Daniele Scaramozza – presidente dell’associazione Pesca Sportiva, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione – è quello di salvaguardare un’area naturalistica tale dalle origini che ora, qualche istituzione, vuole alterare con l’idea dell’energia pulita e la costruzione di centrali idro-elettriche. Attualmente la situazione, tutto quello che c’era lungo quel tratto del fiume Noce, verrà deturpato per poi sparire del tutto”. Il fiume Noce, con una superfice di 380 kmq è il principale corso d’acqua dell’Autorità di Bacino della Basilicata,con foce nel Mar Tirreno. Si origina dalla confluenza di impluvi localizzati alle pendici settentrionali di Monte Niella ed alle pendici sud-occidentali di Monte Rocca Rossa. “Un fiume, il Noce, - continua Daniele Scaramozza - che sfocia a Castrocucco, zona Maratea ed interessa almeno sei comuni, Lauria, Nemoli, Trecchina, Rivello, Maratea e Lagonegro (dove nasce), non ha una grande portata di acqua cosi abbondante tali da far funzionare una centrale idroelettrica per questo il corso d’acqua diventerà un rigagnolo. Una sorgente di acqua, utilizzata da comuni interessati, che nel prossimo futuro vedra diminuita di molto la portata di utilizzo. Un territorio violentato e una sorgente d’acqua utilizzata per scopi non prettamente ambientale e sociale. Questo in sintesi la questione”. Un’associazione, quella del presidente Scaramozza, da giorni in piazza per lanciare un avvertimento sulle prospettive futuro del territorio. “Proprio oggi – aggiunge Daniele Scaramozza – siano stati ricevuti dal commissario comunale, la dottoressa Maria Rita Cocciufa, a cui abbiamo chiesto un incontro urgente. Il commissario ha promesso che studierà la questione da me prospettata e fra qualche giorno mi convocherà per un nuovo incontro per stabilire i termini per una pubblica assemblea con tutti gli attori della vicenda”. La domanda che si sente ripetere nelle strade cittadine è: "se il comune era al corrente della situazione, perché non è stata informata, per tempo, la comunità di Lagonegro?"

 

Oreste Roberto Lanza