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L’8 marzo consiglio comunale per chiedere al sindaco Di Lascio le azioni necessarie

Nei giorni scorsi è stata presentata alla Commissione Trasporti presso la Camera dei Deputati, una nuova idea di alta velocità al Sud. A presentarla è stata Vera Fiorani, in qualità di Commissario Straordinario di Rete Ferrovie Italia. Un progetto che porterebbe finalmente i treni a viaggiare fino allo stretto di Messina in tempi rapidi stimati all’incirca in quattro ore e 15 minuti; costo complessivo, nelle previsioni, oltre 9 miliardi, per la precisione 9 miliardi e 800 milioni di euro. Uno studio che permetterà di realizzare un progetto tecnico-economico pronto per la fine dell’anno 2021. Una pianificazione con benefici alle tre regioni interessate: Campania, Basilicata e Calabria, con l’obiettivo di ridurre i tempi di percorrenza e raggiungimento delle varie destinazioni. Il progetto è diviso in tre lotti: Salerno - Battipaglia, Battipaglia- Praia a Mare e Paola – Cosenza, nel tratto della famosa galleria Santomanco (tratto lunghissimo che attrarrà oltre un miliardo e duecento milioni di euro) inaugurata nel 1987.

Le maggiori risorse finanziarie saranno attratte proprio per il secondo tratto, Battipaglia – Praia a Mare con 6 miliardi e 100 milioni di euro per le particolarità dei lavori da intraprendere. Tre lotti di una prima opera ferroviaria a cui si innesterà una seconda opera: Taranto – Metaponto- Potenza con un costo di711 milioni di euro (450 già inseriti nel Recovery Fund) in gran parte da spendere per la velocizzazione del tratto Metaponto- Potenza, e una terza: Ferrandina – Matera La Martella, opera storicamente incompiuta, iniziata e più volte interrotta. Costo complessivo 365 milioni di cui 315 finanziati e 50 richieste nel Ricovery Fun. L’attenzione maggiore del progetto viene rivolta sul tracciato tra Salerno e Praia attraverso il Vallo di Diano: sfruttare il tratto iniziale della linea Battipaglia – Metaponto per poi proseguire lungo la A2, in un territorio in cui già esiste una linea ferroviaria, seppur sospesa all’esercizio, ovvero la Sicignano degli Alburni – Lagonegro. Da Lagonegro la nuova linea ferroviaria si andrebbe a ricongiungere all’attuale ferrovia tirrenica meridionale a Praia-Ajeta-Tortora. Lagonegro, centro lucano della valle del Noce, diventa punto di snodo del passaggio dell’alta velocità con una nuova stazione connessa con quella storica Sicignano Lagonegro e possibilità di riattivarla al traffico commerciale. Una circostanza che toglierebbe dall'isolamento tutta la zona meridionale della Basilicata, Lagonegrese - Senisese - Pollino. Lagonegro riflette sulla possibilità di diventare stazione dell’alta velocità, al momento unica in Basilicata, per alcuni da inserire in un corridoio più ampio, Berlino Palermo.

 

Il consiglio comunale, convocato per il prossimo 8 marzo, discuterà di questa grande opportunità. L’assise consiliare chiederà all’attuale sindaco Maria Di Lascio di intraprendere ogni azione per la realizzazione di una stazione di alta velocità cercando di coinvolgere tutti i sindaci del lagonegrese e delle aree circostanti, insieme ai Parlamentari Lucani. Un’occasione storica per la comunità lagonegrese che ha visto il primo passaggio di un treno nel lontano 1938 con le cosiddette “Lettorine” che ridussero drasticamente i tempi di percorrenza, dei 78 chilometri della Sicignano – Lagonegro, da tre a due ore. Questo permise nel tempo di passare da tre a sei treni in un giorno. Con lo scoppio della guerra furono sostituite dalle locomotive 625 che si rivedranno nel 1956. Nel 1975 l’istituzione di un servizio “celere” tra Lagonegro e Salerno: nasce il diretto 2482 che collegherà i due centri in 2ore e 25minuti. Altro è storia recente.

 

Oreste Roberto Lanza


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