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Ospedale di Chiaromonte

 

Una serie di attività di osservazione e terapie varie in pochi mesi ha ristabilito il paziente

Ospedale di Chiaromonte: una bella storia da raccontare. Tutto è avvenuto verso la fine di settembre dell’anno scorso, solo ora si è avuta conoscenza dell’intera vicenda. Un dipendente dell’ASP per trentacinque anni, tecnico di radiologia, ora in pensione, di Aliano affetto da anemia (condizione in cui il numero di globuli rossi non è sufficiente a trasportare abbastanza ossigeno da soddisfare i bisogni dei diversi tessuti) lo aveva portato ad una forte insufficienza renale con la sicura possibilità di andare in dialisi. Il centro medico di Bari dove era in cura, da oltre tre anni, aveva da tempo sentenziato questa probabilità tanto da consigliare un centro più vicino alla sua residenza.

A questo punto il paziente si è rivolto al nosocomio di Chiaromonte, struttura sanitaria preposta non solo come ambulatorio ma anche come centro dialisi per le cure di rito. Il reparto di dialisi, temporaneamente guidato dalla dottoressa Francesca D’Angelo, (il primario Gaudiano in pensione da poco) da diciotto mesi a Chiaromonte, procedeva ad una serie di attività di osservazione e terapie varie al fine di evitare l’inizio della dialisi. Un’attività accurata ed intensa che nel giro di pochi mesi ha ristabilito il paziente evitando ulteriori trasfusioni e controlli di ogni genere. Un risultato di rilievo ottenuto dal reparto, insieme con la dottoressa D’Angelo, campana della provincia di Salerno, che qualche giorno fa ha ricevuto i complimenti, il plauso e i ringraziamenti, attraverso una lettera, direttamente dal pensionato ormai guarito.
“Abbiamo fatto soltanto il nostro dovere come medico- sottolinea la dottoressa Francesca D’Angelo – cercando al massimo di adempiere al nostro giuramento di Ippocrate (…di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica, il trattamento del dolore e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della dignità e libertà della persona). Per noi la prima cosa è il bene del paziente. Il nostro mestiere è una missione alta che possiede rischi ma anche, come in questo caso soddisfazioni”. L’ospedale di Chiaromonte come tutti ben sanno, ha tante difficoltà, ma in molti casi offre spunti di positività e di speranza per un continuo miglioramento.

 

Oreste Roberto Lanza


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