Colpa grave e negligenza operativa nell'assolvimento dei doveri d'ufficio

"Sono molto sereno rispetto a questa comunicazione della procura regionale della corte dei conti sul tema antico dei rifiuti e sulle deliberazioni che abbiamo assunto, le quali, per quanto mi riguarda sono state assunte esclusivamente nell'interesse della città e del bilancio comunale". Così l'ex sindaco di Matera, Salvatore Adduce, esordì nel 2018 rispetto alle accuse iniziali mosse nei suoi confronti ed altre persone, tra dirigenti ed ex assessori, dalla procura regionale della Corte dei Conti, nell'ambito del settore rifiuti. Oggi la sentenza della Corte dei Conti di Basilicata del 28 ottobre 2019, confermando quelle accuse di colpa grave e negligenza operativa nell'assolvimento dei doveri d'ufficio, ha condannato i componenti della giunta Adduce in carica nel 2013 al comune di Matera per somme che sarebbero state indebitamente pagate al "Consorzio Nazionale Servizi", la ditta che gestiva l'appalto dei rifiuti urbani nel 2013.

La stessa ditta che, a seguito del fallimento della Tradeco, ha ottenuto quest'anno l'assegnazione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti nei comuni del Sub Ambito Matera 1. Come è noto il servizio doveva partire dal 1°novembre 2019 ma CNS ha chiesto un adeguamento economico per svolgere quanto previsto dal capitolato d'appalto. Ieri i sindaci del Comuni del Sub Ambito Matera 1 si sono riuniti al Comune di Matera e hanno concesso a CNS una proroga due settimane per far partire il servizio entro il 16 novembre 2019. Per il caso esaminato dalla Corte dei Conti che risale al 2013 a seguito di una segnalazione alla Guardia di Finanza il danno erariale, inizialmente quantificato in 1.789.129,93 euro è stato ridotto di circa 400 mila euro, per una somma complessiva che ammonta a 1.410.000 euro. Il danno erariale iniziale quantificato in 1.789.129,93 euro è stato contestato dai destinatari del provvedimento risarcitorio nel novembre 2018 ma la magistratura contabile non ha ritenuto congrue le deduzioni fornite dagli indagati e pertanto sono stati invitati a fornire spiegazioni sul loro operato alla Corte dei Conti.
Nello specifico, il sindaco in carica all'epoca dei fatti contestati, Salvatore Adduce, oggi consigliere comunale e capogruppo del PD in Consiglio Comunale, Presidente della Fondazione Matera-Basilicata 2019 e presidente dell'Anci Basilicata e l'assessore all'ambiente Rocco Rivelli dovrebbero restituire 190 mila invece di 200 mila euro, gli assessori comunali Sergio Cappella, Nicola Trombetta e Giuseppe Tragni, oggi assessore all'igiene urbana e vice sindaco della giunta De Ruggieri, dovrebbero restituire 190 mila euro a testa, il dipendente Franco Gravina, presidente della commissione giudicatrice e Responsabile unico del procedimento dovrebbe restituire 270 mila euro e non 300 mila euro, mentre il dirigente del settore Igiene urbana, Giuseppe Montemurro, dovrebbe restituire 570 mila euro invece della cifra iniziale quantificata in 739 mila euro. Tutte le persone colpite dal provvedimento presenteranno ricorso alla Corte dei conti generale. Assolti dalla Corte dei Conti i tecnici componenti la commissione di gara.

 

Silvia Silvestri


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