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Tante le donne materane che oggi decidono di partorire in altri ospedali limitrofi e spesso fuori regione

“Le mamme materane hanno il diritto di poter partorire senza dolore grazie al servizio di Partoanalgesia”. Si sono fatte portavoce delle neo mamme della città dei Sassi e di alcuni operatori del settore alcune future mamme del gruppo preparto dell’ASM di Matera. L'analgesia epidurale viene praticata durante il travaglio con una tecnica effettuata da un medico anestesista e permette alle donne di vivere maggiormente con serenità questo magico momento con una tecnica e un farmaco anestetico utilizzato che non sono pericolosi, né per la madre né per il nascituro e non compromettono l’allattamento materno. Inoltre è una tecnica che permette di ridurre il ricorso al parto cesareo. Il reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell’ospedale di Matera è sempre stato un fiore all’occhiello per la città, ma oggi evidentemente pecca della presenza di medici anestesisti che possano garantire la partoanalgesia h 24. Delle fonti riferiscono che post emergenza pandemica la maggior parte degli anestesisti oggi sono in ferie ma la giustificazione non sembra sufficiente ad una sospensione completa del servizio, che oggi purtroppo porta molte donne lucane a scegliere di far nascere i propri figli altrove.

Le Istituzioni interpellate non intervengono ed ecco che le mamme materane ancora una volta devono far sentire diversamente la loro voce. Di seguito la lettera che lo scorso 15 giugno è stata inviata dalle mamme del gruppo preparto dell’ASM di Matera al D.G. ASM Matera Dott. Gaetano Annese e per conoscenza al Dirigente Sanitario ASM Matera Dott. Giovanni Santarsia e al Dir. U.O. Ostetricia e Ginecologia Ospedale Madonna delle Grazie Matera Dott. Giuseppe Trojano. “Le scriventi si fanno portavoce delle esigenze di un nutrito gruppo di future mamme di Matera e zone limitrofe che intende legittimamente partorire nell’ospedale della propria città usufruendo di un servizio che attualmente è inspiegabilmente sospeso. Non si comprende il motivo del perdurare di tale sospensione che, seppur comprensibile nella fase acuta della pandemia in cui la maggior parte degli anestesisti era dedicata all’emergenza Covid, al momento non è giustificabile in quanto, da quello che si apprende dai media (TV e organi di stampa) le terapie intensive dell’Ospedale Madonna delle Grazie sono oramai libere da pazienti COVID e questo ci risulta da più̀ giorni.

La parto analgesia rientra ormai da diversi anni nelle procedure LEA, pertanto è un legittimo nostro diritto che attualmente non viene rispettato. Consente infatti una migliore gestione del travaglio soprattutto nelle donne che lo affrontano per prima volta oppure quando si ricorre all’induzione di parto. Consente una riduzione del numero di tagli cesarei. Inoltre questa situazione fa si, da quanto ci risulta, che molte gravide abbiano deciso di partorire in altri ospedali limitrofi e spesso fuori regione, accentuando così il problema della emigrazione sanitaria. Speriamo in questo modo di poter ottenere il nostro diritto, per noi che partoriamo nei prossimi mesi e per tutte quelle donne che prima di noi, e dopo di noi, hanno già̀ vissuto e vivranno questa meravigliosa esperienza della vita”.

 

Silvia Silvestri


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