Riversati a terra latte, legumi, cereali e ortaggi per protestare contro le speculazioni sul prezzo

Continua anche oggi senza sosta la protesta in località Serramarina di Metaponto, dove agricoltori e allevatori della provincia di Matera, e di altri Comuni della vicina Puglia, hanno buttato a terra grano, cereali, arance e latte. L'iniziativa è stata promossa dal movimento Riscatto, in collaborazione con le sigle autonome LiberiAgricoltori e Altragricoltura, a sostegno dell'appello lanciato dai pastori sardi ed a favore dell'agricoltura lucana e pugliese. La protesta è iniziata con una decina di trattori disposti lungo la strada provinciale "3 Metaponto-Matera" all'altezza di Serramarina, quindi l'atto forte e simbolico di buttare a terra alcuni quantitativi di latte, legumi, cereali, frutta e ortaggi per protestare contro le speculazioni sul prezzo. "Se il latte ovino in Sardegna viene pagato 60 centesimi quando costa almeno un euro produrlo - sostengono gli organizzatori del movimento Riscatto - cosa è il grano a 18 euro a quintale mentre costa produrlo 35 euro? cosa sono 20 centesimi che gli speculatori vorrebbero pagare per le clementine quanto costa produrle almeno 50?". Per i manifestanti si tratta di un "medioevo di uno sfruttamento selvaggio che sta cancellando il futuro della nostra agricoltura e condannando i cittadini a consumare prodotti che nulla hanno a che fare con il nostro territorio e che provengono da aree del pianeta dove altre terre, altri agricoltori e lavoratori saranno stati sfruttati". Per questo si chiede al Governo una riforma della terra e come primo atto quello di garantire "il diritto a produrre con il riconoscimento del prezzo minimo allineato alla garanzia di remunerazione dei costi produttivi".


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