Il comitato “La Nostra Voce” non ci sta. La battaglia continua

La legge regionale è quella del 12 gennaio 2017 numero 2, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 1 del 16 gennaio 2017, e porta il titolo “riordino del servizio sanitario regionale di Basilicata”. Una norma approvata dal vecchio consiglio regionale di Basilicata, per garantire l’erogazione di livelli essenziali di assistenza in attuazione D.M.2.4.2015 n.70 e della legge 28.12.2015 n.208.Una legge venuta fuori da un serrato dibattito del passato consiglio regionale sulla delibera numero 877 del 29 luglio 2016 approvata dalla giunta Pittella. I primi effetti del nuovo testo normativo più che provocare le dovute riorganizzazioni pare abbia prodotto dei depotenziamenti in aree strategiche del territorio lucano. La prima struttura ospedaliera al centro di forti contestazioni è risultato l’ospedale "San Giovanni Battista” di Chiaromonte, in provincia di Potenza; struttura nevralgica presente nella valle del Sinni. Una struttura storica al servizio di ben 16 comuni dell’area medio-Sinni-Pollino-Raparo-Sarmento. Un territorio definito nei documenti socio-economici regionali e statali, come un’area marginale. I fatti raccontano di un Pronto Soccorso diventato un semplice 118, con una sola ambulanza che funziona, pure non medicalizzata; le altre tre parcheggiate perché mancano gli autisti. Pare siano assenti del tutto figure professionali in casi di complicazioni. Il cardiologo, l’ostetrico, il pediatra, il chirurgo sono disponibili solo in concomitanza con l’ambulatorio nel giorno in cui è programmata l’attività ambulatoriale. Un depotenziamento che a parere di molti del luogo non garantisce il rispetto diritti costituzionali, in particolare quello alla salute.

Comitato ChiaromontePer questo nel lontano 2016, precisamente il 17 marzo, si costituì un comitato “La nostra Voce” a difesa della struttura ospedaliera, per garantire certezza al diritto alla salute per le comunità della valle del Sinni. Inizialmente quattro donne, poi rimaste in tre: Rosanna Polito, Emanuela Di Santo, Teresa Di Santo. Un comitato compatto e convinto delle proprie azioni e degli obiettivi prefissati. Insieme con l’ACOP-ONLUS associazione consumatori del popolo, hanno inoltrato un ricorso straordinario urgente al Presidente della Repubblica, notificato l’11.5.2017, alfine di vedere riconosciuto l’ospedale di Chiaromonte, quale nosocomio di area particolarmente disagiata, ai sensi dell’art.9. del DM 2.4.2015 N.70, che prevede condizioni oggettive di disagio.Poi il Ministero della Salute,con le note n.16312 del 25.5.2017 e nota 0030341 del 25.9.2017, ha richiesto controdeduzioni alla regione Basilicata come riscontro riguardante il ricorso. Silenzio che si protrae ancora tutt’ora dall’ente regionale.Dal nosocomio di Chiaromonte sono passati tutti i politici regionali di diversa estrazione politica candidati alle scorse regionali, il senatore Pepe della Lega, l’onorevole Giorgia Meloni insieme con l’attuale assessore regionale Gianni Rosa, ma la realtà con passare del tempo pare farsi certezza: l’ospedale è destinato a chiudere. Il comitato non ci sta. Tre anni di intenso lavoro e dure battaglie con qualche risultato realizzato. “Diciamo che grandi risultati non ce ne sono ancora - sottolinea Rosanna Polito, componente del direttivo La Nostra Voce, raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione - ma possiamo essere soddisfatte per aver comunque ottenuto incontri al ministero e aver avuto l'apertura di un dialogo con importanti esponenti politici. Ci siamo fatte notare e abbiamo prodotto documenti, questo dà fiducia di poter arrivare all'obbiettivo”. Una struttura sanitaria, quella di Chiaromonte, al centro della valle del Sinni, con servizi sanitari imprescindibili. “La proposta del comitato è - precisa Rosanna Polito - riconoscere il presidio come ospedale di area disagiata per poterlo riempire di tutti i servizi essenziali ai cittadini e un pronto soccorso capace di stabilizzare un paziente in condizioni critiche”. Qualche giorno fa l'attuale assessore regionale alla sanità, Luigi Rocco Leone ha parlato del progetto di ospedale riuniti della magna Grecia. Grandi progetti per una Lucania che soffre da tempo urgenza atavica proprio nel settore sanitario, soprattutto nella valle del Sinni.“Il neo assessore alla sanità – continua Rosanna Polito - credo non abbia ancora presente tale situazione, ma stiamo ammirando il suo giro in diversi ospedali. Quindi apprendiamo che è molto interessato alla questione sanità che versa in uno stato spiacevole. Un po’ di amarezza la lascia, ma per ora abbiamo fiducia”. Un comitato che crede in quel che fa e non si lascia intimorire da nessuna parte politica. “Il comitato ha aspettato l'insediamento di questa nuova giunta – conclude Rosanna Polito, componente del comitato la nostra voce- per ricominciare a lavorare duramente. Ricominceremo a scrivere e a chiedere incontri, porteremo avanti il D.M 70 per le aree disagiate, questo è un nostro diritto e per ora siamo fiduciosi nei confronti del nuovo assessore alla sanità. Aspettiamo comunque risposte serie ora e risoluzioni a tavolino”. Il 19 gennaio 2019 molti politici regionali di entrambi gli schieramenti dichiaravano che: “Il prossimo governo regionale deve affrontare, nei primi sei mesi, una nuova riforma del sistema sanitario che non significhi solo chiudere o aprire le strutture ma anche e soprattutto dare ai cittadini i servizi ottimali in termini di cura”. Per settembre Chiaromonte potrà vedere l’alba di un nuovo risveglio dal punto sanitario? Oppure la verità che verrà fuori sarà quella del passaggio dal depotenziamento alla chiusura definitiva?.

Oreste Roberto Lanza


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