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La riforma del taglio dei parlamentari da sempre annunciata e adesso realizzata riceve le giuste critiche

“Alla luce degli effetti dannosi del Coronavirus in ogni settore della vita del Paese, diventa opportuno rinviare ad altra data l’importante referendum del 29 marzo sul taglio dei parlamentari , fondamentale sulla rappresentanza futura di Matera e della Basilicata” A sostenerlo il consigliere regionale di Basilicata positiva Piergiorgio Quarto. “La mia posizione non va considerata in antitesi con le politiche di spendingreview che prevedono tagli necessari alla spesa pubblica – continua Quarto – ma come una analisi ponderata del disegno costituzionale approvato nella prima stesura in data 7 ottobre. Tale provvedimento non può ricevere in alcun modo un parere positivo. La riforma epocale del taglio dei parlamentari da sempre annunciata e adesso realizzata riceve oggi le giuste critiche anche dalla componente governativa del Pd. Infatti, la rappresentanza Dem in Parlamento in un primo tempo convertita al progetto riformatore di matrice pentastellata sembra negli ultimi tempi averne preso le distanze, facendosi promotore di comitati referendari aventi un unico scopo : quelli di abolire la riforma divenuta nel frattempo ‘famigerata’ e ‘osteggiata’ da tutti. Come già prospettato in passato i dubbi e le incognite personali su come il provvedimento di modifica costituzionale sia stato redatto rimangono immutati. Tranciare di netto la rappresentanza parlamentare di una regione come la nostra, la Basilicata rimane incomprensibile e inaccettabile. Procedere alla drastica riduzione dei deputati da 6 a 4 e addirittura dei senatori da 7 a 3 – spiega Quarto – rappresenta un’opera di ridimensionamento della struttura parlamentare grave e dannosa per la tutela e la piena garanzia della rappresentatività sul territorio della nostra regione.

La convinzione di perseguire una posizione basata su un potenziale taglio dei costi rimane illusoria ed estremamente limitata nella sua entità, rispetto al taglio reale prospettato nei confronti della democrazia e delle prerogative costituzionali dei cittadini. L’idea perseguita dai cinquestelle di vendere il provvedimento a mo di spot elettorale populista appare di dubbio gusto, priva di valenza realistica. Meglio costruita e rispondente alle esigenze democratiche e parlamentari sarebbe stata la riforma prevista in passato del ‘Senato delle Regioni’, con la quale si garantiva la rappresentanza regionale nel pieno rispetto delle esigenze territoriali e localistiche. La stessa infatti pur comportando una drastica riduzione del numero dei senatori rispettava al meglio i principi e i dettati costituzionali. Nel contempo si sarebbe raggiunto l’importante risultato di accelerare gli iter parlamentari legislativi e abrogare (finalmente) il sistema del bicameralismo perfetto, espressione residuale di un organizzazione costituzionale atavica e obsoleta che non ha più motivo di esistere in una nazione democraticamente consolidata come quella italiana. Con la riforma approvata invece, l’osservazione più immediata da fare è che il territorio materano non avrà più nessuno a rappresentarlo in Senato, quindi le istanze territoriali, le contingenze a carattere provinciale cadranno nel dimenticatoio o dovranno essere prospettate e affidate a rappresentanti di altre regioni più grandi e meglio rappresentate. Uno scenario in prospettiva, prossimo non bello, deleterio per Matera e per tutta la Basilicata. Ecco perché il referendum confermativo previsto per il 29 marzo considerata la sua importanza diventa categorico votare no, un no convinto al taglio dei parlamentari, per ribadire il diritto della Basilicata ad avere una rappresentanza territoriale adeguata, nel pieno rispetto – conclude Quarto – della volontà popolare e dei diritti costituzionalmente riconosciuti. Diventa fondamentale a garanzia di una migliore informazione dei cittadini, alla luce dei danni ad oggi provocati dal coronavirus in ogni settore del paese Italia, chiedere ed ottenere un rinvio del referendum stesso ad un periodo, ad una data più consona per permettere a tutti gli elettori di esprimere la propria volontà di voto in maniera più tranquilla e rispettosa, considerata l’importanza, in particolar modo per noi lucani del quesito referendario”. Il Presidente Bardi intervenendo nella giornata di ieri in Consiglio regionale in merito alle azioni intraprese per ridurre il rischio di diffusione del virus, si è detto pronto a chiedere al Governo di rimandare il referendum per evitare che, di fronte alla concomitanza di questa emergenza, i cittadini possano rinunciare a recarsi alle urne privando in questo modo la regione di una adeguata rappresentanza politica.

 


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