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Per tre giorni di fila non si erano avuti tamponi positivi in regione. Intervento del segretario provinciale Fials

Sembrava fosse finita troppo presto la grave emergenza del coronavirus in Basilicata, dopo tre giorni di fila dove i tamponi avevano dato sempre esito negativo, è arrivata proprio oggi, nel giorno della festa del Lavoro del 1° maggio la notizia di 11 tamponi positivi. Ben sette di questi riguardano alcuni operatori sanitari. Insieme a loro anche un agente della Polizia Municipale in servizio nel comune di Roccanova. In tal senso il sindaco del comune roccanovese Rocco Greco, ha emesso un’ordinanza con delle precise cautele da rispettare: "Ho adottato in accordo con l'Asp l'immediata ordinanza di quarantena obbligatoria assistita nei confronti del cittadino e dei congiunti con cui ha avuto più diretto contatto. Successivamente ho attivato insieme alla task force regionale e al medico di medicina generale, il protocollo standard per la ricostruzione capillare dei contatti al fine di individuare l'origine del virus. A tutela della salute pubblica in questo momento di particolare gravità, chiedo ai roccanovesi di rispettare scrupolosamente le prescrizioni previste dal decreto e dalle ordinanze del presidente Bardi. Ovvero quello di rimanere in casa e di uscire soltanto per comprovati motivi di estrema urgenza. Inoltre, di portare sempre la mascherina e rispettare le distanze di sicurezza sanitaria e di lavarsi spesso le mani. Il comune intensificherà ulteriormente gli interventi di sanificazione del centro abitato e del palazzo comunale. Nel frattempo, "i cittadini residenti o domiciliati sul territorio comunale positivi al Covid 19 o che presentano sintomi da Covid 19, ovvero che sono stati in contatto con persone affette da Coronavirus, siano posti in quarantena obbligatoria per 14 giorni nella propria abitazione”

 

Nel frattempo anche il segretario provinciale della Fials di Potenza Giuseppe Costanzo commenta con amarezza l'ultima "bad news" sul fronte della lotta all'emergenza Covid 19. "Non solo perché - spiega il sindacalista - è un evidente segnale che era troppo presto per cantare vittoria, ma crea un profondo senso di frustrazione, infatti, la consapevolezza che le nostre accorate e insistite denunce sull'assoluta insufficienza, in qualità e in quantità, dei dispositivi di sicurezza individuali forniti dalle aziende sanitarie sono cadute nel vuoto e non siamo riusciti a risparmiare questa sofferenza ai nostri colleghi".

 

 

"Sono più di due mesi ormai - sottolinea Giuseppe Costanzo - che in ogni occasione abbiamo ribadito la centralità del tema della sicurezza dei lavoratori di fronte alla devastante aggressività del virus: sia in termini di dotazioni logistiche adeguate, sia in termini di formazione e informazione dei lavoratori e di monitoraggio continuo con tamponi settimanali di chi è esposto. Nulle sono valse le richieste di garantire degli alloggi per i sanitari in prima linea per ridurre la diffusione ai propri familiari. E invece siamo sbattuti contro un muro di gomma, con dirigenti sanitari che replicavano infastiditi alle nostre segnalazioni, fondate su precise denunce dei dipendenti più esposti al rischio. "A questo punto pretendiamo - conclude con forza il segretario provinciale della Fials - che l'assessore Leone convochi ad horas quel tavolo regionale sulla sicurezza da noi richiesto da tempo e per il aveva dato la sua disponibilità.

 


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