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In fase di valutazione un piano volto ad attivare già da giugno una parziale riapertura per i bambini dai 3 ai 6 anni

La scuola da noi per quest’anno scolastico non riaprirà, a differenza di quanto accade in molti altri Paesi europei. Alcuni Paesi nordici hanno già deciso di riaprire le aule dal 15 aprile. Da oggi in Austria gli studenti dell’ultimo anno di scuola secondaria sono tornati a scuola in un ambiente appositamente e tempestivamente progettato. In Belgio alcune scuole riapriranno il 18 maggio, con un massimo di 10 studenti per classe. In Portogallo scuole superiori, musei, gallerie d’arte, ristoranti e caffè riapriranno il 18 maggio, teatri e cinema il 1° giugno, con regole di distanziamento sociale. In Polonia da mercoledì gli asili nido e le scuole materne potranno riaprire. Sempre l’11 maggio riaprono scuole e asili anche in Serbia e Croazia. In seguito alla corrente emergenza sanitaria, in Italia è ancora dubbio e discusso il tema ‘rientro a scuola’soprattutto degli alunni più piccoli. Centrale è il problema del distanziamento sociale. Il sottosegretario all’istruzione Peppe De Cristofaro scrive su Facebook: “Questa mattina ho ribadito l’assoluto impegno mio e di tutto il Ministero per la riapertura delle scuole a settembre in classe soprattutto a partire dalle fasce dei più piccoli. Scuola dell’infanzia e primaria non possono più proseguire a distanza. Non sottovaluto l’estrema complessità del problema della riapertura in sicurezza. Però bisogna trovare le soluzioni, perché il rischio che l’abbandono, la dispersione e la povertà educativa aumentino esponenzialmente è dietro l’angolo.

Ma riaprire le scuole non basta “. Secondo il sottosegretario è necessario “fare un vero e proprio salto di qualità e quantità: più investimenti, più risorse, più scuole e aule attrezzate, più docenti, più personale. Un solo meno… meno studenti per classe “. Sull’aumento del personale e la riduzione delle classi si è espresso questa mattina, in una nostra intervista, il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico: “Il governo ha 4 mesi di tempo per ridefinire gli organici in base ai metri quadri di ampiezza delle aule, garantendo il metro di distanziamento e portando le classi a 12-15 alunni. Bisognerà rivedere il rapporto alunni-docenti e alunni-ATA, con un piano straordinario di 200mila nuove assunzioni“. La Viceministra Ascani per il rientro in sicurezza degli studenti immagina un piano montessoriano con piccoli gruppi di alunni e superando il “programma”. D’altro canto la Ministra Azzolina nel corso di una diretta televisiva, ha rassicurato che a settembre torneranno a scuola anche gli alunni delle elementari: “Per quanto riguarda i bambini delle elementari, devono assolutamente tornare a scuola a settembre. Se con le mascherine o meno non so dare una risposta. Dobbiamo vedere cosa accadrà nei prossimi mesi e capire quali distanze dovranno mantenere“.

 

Intanto il governo sta studiando un piano per tentare di attivare dei campi estivi per i bambini dai 3 ai 6 anni. Una parziale riapertura di asili e nidi che anticipi in qualche modo la ripresa di settembre e che serva anche a sperimentare nuovi sistemi organizzativi. Ad ora è una ipotesi ma l’idea è stata spigata proprio da Conte durante un suo discorso in parlamento. "Occorrerà valutare la possibile riapertura, in modalità sperimentale, di nidi e scuole dell'infanzia, oltre ai centri estivi ed altre attività ludiche ed educative destinate ai nostri bambini", ha riferito nel corso dell'informativa parlamentare di giovedì 30 aprile in parlamento. Per adesso una proposta poiché spetterà al comitato tecnico scientifico valutare la praticabilità del piano designato dal ministero della Famiglia in accordo con quello dell'Istruzione. A dare l'ultima parola sarà la task force Colao. Il programma prevede di coinvolgere anche i più piccoli nella 'fase2' utilizzando strutture adibite generalmente a scuole materne e asili nido per ospitare bambini fino ai 6 anni, divisi in piccoli gruppi e affidati sempre allo stesso educatore.Il personale avrà l'obbligo di indossare la mascherina mentre i bambini potranno farne a meno. Ad ora considerate e immaginate prevalentemente attività all'aria aperta o in cortile e i bambini non potranno portare materiale da casa.

Silvia Silvestri


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