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Delle 100 euro promesse in busta paga sono arrivate somme molto più basse

Doveva essere un “premio” per chi è stato in prima linea nell’emergenza coronavirus, invece così non è stato. Stiamo parlando del bonus del decreto Cura Italia, che sarebbe dovuto entrare nelle tasche degli operatori del 118 impegnati nell’emergenza Covid 19, per i due mesi di lavoro instancabile e complicato. Nello specifico, si sono visti recapitare sullo stipendio soltanto spiccioli. Infatti delle 100 euro promesse, sono arrivate somme da 40 a 60 euro, e in alcuni casi anche molto di meno. 

«Il problema – fanno sapere alcuni dipendenti del 118 Basilicata Soccorso - è legato alle presenze e non è giusto, questo perché doveva essere una tantum. Ma cosa grave è che non abbiamo ricevuto neanche l’indennità di rischio. Da sottolineare che ci siamo sostituiti alle guardie mediche, abbiamo fatto assistenza domiciliare integrata, perché l’Adi era stata sospesa, e quindi gli unici ad andare sul territorio in questa fase di emergenza siamo stati noi del 118. Chiediamo chiarezza ed una pronta soluzione del problema». 

La cosa migliore da fare sarebbe quella di arrivare ad una definizione degli accordi che permetterebbero di ridistribuire le risorse stanziate e identificare magari anche degli eventuali fondi aggiuntivi per implementare la platea dei beneficiari, estendendo gli incentivi a tutti coloro i quali sono stati impegnati nella lotta al coronavirus.

 


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