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Stoppelli: abbiamo convocato con urgenza una conferenza di servizi con la regione

A Maratea protestano le 12 famiglie sgomberate, sei anni fa, dalle proprie abitazioni a causa del dissesto idrogeologico. È una vicenda che si trascina dal novembre 2014, quando, in località Giardelli, il comune di Maratea, emise delle ordinanze di sgombero per delle civili abitazioni di proprietà dell’Ater (azienda territoriale per l’edilizia residenziale): la prima per otto abitazioni e successivamente, per altre 4 mettendo fuori ben 50 persone compresi in 12 nuclei famigliari.Poi a metà del 2016 la regione Basilicata autorizzò l’Ater di Potenza a utilizzare dei propri fondi, all’incirca 980 mila euro, per realizzare nuovi alloggi in piazza Europa da mettere a disposizione delle famiglie sgomberate, stanziando, per queste ultime, ben oltre 120 mila euro come contributo per gli affitti. Ora il contributo è scaduto a maggio scorso e i fabbricati non sono stati ancora completati.

Per questo la protesta veemente delle famiglie, da oltre sei anni alloggiate in luoghi di fortuna. Il Prefetto di Potenza, Annunziato Vardè, intervenuto sulla vicenda si è impegnato a far ripristinare il contributo per gli affitti scaduto e completare l’iter dei lavori. Una vicenda che ha creato molte tensioni sociali in città e che il sindaco Daniele Stoppelli si sta impegnando a risolvere quanto prima. “Stiamo parlando di una variante al programma di fabbricazione – sottolinea Daniele Stoppelli, sindaco di Maratea, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione - che in prima battuta con la procedura semplificata è stata respinta. Giusto per capire stiamo parlando di materia complessa che risale ad anni fa conclusa nel maggio 2020”. Dopo la protesta e le rassicurazioni del Prefetto di Potenza, sembra che si stiamo facendo ulteriori passi per chiudere la vicenda in breve tempo. “Come comune – continua Daniele Stoppelli – abbiamo convocato una conferenza programmatica di servizi con la regione Basilicata, per dirimere le questioni propedeutiche all’approvazione della variante ordinaria che dovrà, successivamente essere sottoposta al consiglio comunale per la risoluzione dei problemi.

Voglio anche dire che la mia amministrazione si è resa disponibile, se l’Ater lo chiederà, a mettere a disposizione il fabbricato dell’ex macello per costruire altri alloggi in favore dei nostri concittadini”. Però le 12 famiglie aspettano notizie e tempi certi. “Guardi – aggiunge Daniele Stoppelli – per le nostre competenze faremo più veloce possibile. Va detto, però, che il consiglio comunale avvia la procedura che passa alla Regione con la VIA e VAS e poi va adottata”. Quindi è tutto nelle mani della regione Basilicata. “Da parte nostra continueremo a sollecitare gli uffici regionali – conclude Daniele Stoppelli – perché questa città non merita di vivere queste tensioni sociali legate alla tutela di un diritto del cittadino che è quello di possedere un’abitazione a tutti gli effetti confortevole ed ospitale”.

 


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