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Nelle ultime ore preoccupano i nuovi casi della Fca, che ora sono in tutto cinque

La notizia arrivata nella tarda mattinata di ieri riguarda la positività anche di un impiegato tecnico residente a Lavello e di un manutentore pugliese, di Spinazzola. Entrambi si trovavano in fabbrica tra giovedì e venerdì, per le attività propedeutiche alla ripresa delle attività del 24 agosto. Entrambi, quindi, potrebbero essere entrati in contatto con uno o con entrambi i lavoratori risultati inizialmente positivi al Covid-19 al rientro dalla Sardegna. Il condizionale per l’azienda è necessario, in quanto la loro positività «non significa che abbiano contratto il virus sul posto di lavoro» anche se il lavellese e l’operaio di Spinazzola facevano comunque parte delle 23 persone sottoposte a tampone dopo la ricostruzione della possibile catena di contatti con gli altri due positivi al Covid-19. Nelle prossime ore sono inoltre previsti ulteriori nuovi tamponi ad alcune decine di eventuali nuovi contatti. Fca ha confermato che è iniziata «una nuova mappatura su chi è stato a contatto con questi ulteriori due positivi, sono state sanificate le aree nelle quali operavano i due interessati», mentre resteranno in quarantena tutti gli altri fin quando non ci «sarà l’esito negativo anche della Asl». Nessun problema per i cinquanta operai circa sottoposti a tampone dell’azienda di logistica di San Nicola di Melfi: i test sono risultati tutti negativi.

 

Ricordiamo che i primi operai risultati positivi al Covid-19, uno di Melfi dipendente di Fca e uno di Rapolla assunto dalla Business Logistic erano tornati il 18 agosto da una vacanza in Sardegna e si erano messi in isolamento cautelativo al loro arrivo in Regione in attesa dell’esito del tampone prenotato dal loro medico curante. Uno dei 2, per evitare contatti con i familiari, era andato a stare persino in un bed & breakfast, dove oggi è nuovamente in quarantena assieme al titolare, in attesa a sua volta dell’esito del tampone per scongiurare un eventuale contagio, incautamente però, sempre all’indomani del ritorno, entrambi avevano anche deciso di tornare comunque al lavoro, con alcuni altri operai, per i preparativi necessari alla ripresa delle attività in azienda, ecco perché alla notizia della positività del loro tampone è partito il tracciamento dei colleghi che hanno prestato servizio a stretto contatto con loro ed è iniziato il panico tra gli altri colleghi: una decina all’Fca, dove il lavoro è suddiviso per squadre a composizione numerica standard, più di una quarantina tra Business logistic e la Sit Rail srl, altra ditta dell’indotto.

 

Di seguito il comunicato Ugl:
“La Ugl Basilicata non ha mai abbaiato alla luna, non ha mai creato allarmismi inutili. La Regione Basilicata in tempo di lockdown ha risposto, per la sua capacità, in maniera soddisfacente al contenimento dei contagi da Coronavirus. Ora, saranno in migliaia i lavoratori che torneranno nelle aziende a riprendere la produzione, tra tanti cittadini potrebbe essercene qualcuno che, incautamente, potrebbe aver contratto il virus e di conseguenza potrebbe essere potenzialmente infetto. Chiediamo alla Regione Basilicata di mettere in campo il sistema già sperimentato altrove dello Sced-Cov, ossia la sorveglianza clinico-epidemiologica e diagnostica. Se serva, anche con il coordinamento del neo Dipartimento della Facoltà di Medicina dell’ateneo lucano in collaborazione dell’assessorato alla Sanità”. E’ quanto emerso nell’ambito dell’incontro odierno del direttivo regionale dell’Ugl Basilicata metalmeccanici svoltosi nella sede Provinciale dell’UglM, presieduto dal Segretario regionale metalmeccanici, Florence Costanzo e dal segretario Utl Potenza, Giuseppe Palumbo. “Garantire la sicurezza tra i lavoratori, anche in una situazione di emergenza come quella che stiamo ancora vivendo dove di queste ore è notizia che alcuni lavoratori rientrando dalle vacanze hanno contratto il virus, non possiamo dimenticare di tutelare e salvaguardare la salute e sicurezza di chi deve lavorare per garantire sostegno economico alla propria famiglia oltre che far ripartire il sistema produttivo lucano, come nel settore metalmeccanico. Tante aziende stanno facendo sforzi per rendere sicuri i propri stabilimenti, e ci stanno riuscendo, le difficoltà maggiori si riscontrano nelle imprese piccole, dove in molti casi è obiettivamente impossibile distanziare i lavoratori. Secondo un bilancio calcolato dalla federazione Ugl Potenza – proseguono Costanzo e Palumbo - sono circa 20mila i metalmeccanici della provincia che sperano di poter riprendere e non stare a casa. L’Ugl non chiede a priori stop negli stabilimenti in cui si paventano casi di positività al coronavirus, o con addetti entrati in contatto con persone contagiate al di fuori del posto di lavoro.

Ma, consapevoli del grande senso di responsabilità e ragionevolezza richiesto a ognuno di noi per superare questo difficile momento – aggiungono -, occorre però evidenziare che, in un settore strategico come quello dell’industria metalmeccanica, alcune attività lavorative debbano essere presidiate costantemente e per questo ringraziamo lo spirito di sacrificio e di senso del dovere di migliaia di lavoratori e lavoratrici del settore della Pmi e grande stabilimento lucano FCA Melfi: e a tal proposito si è appena concluso l’incontro tra la Direzione Aziendale FCA e il Comitato della sicurezza in merito ai casi Covid-19 tornati dalle vacanze. L'azienda ha illustrato le misure di contenimento messe in campo dopo i casi accertati di Positività al Coronavirus di alcuni lavoratori rientrati dalle vacanze e ha provveduto, a sue spese, a far sottoporre a tampone le persone che, secondo le indagini effettuate, sono state a contatto con i lavoratori in questione. Inoltre la Direzione Aziendale ha comunicato all’Ugl ed alle altre Oo.Ss. che nella dotazione igienizzante consegnata ai lavoratori a inizio turno, verrà sostituita la tipologia dei guanti. Come parte del Comitato della Sicurezza Ugl, abbiamo chiesto all'Azienda di prestare maggiore attenzione affinché tutte le misure come da protocollo d'intesa vengano rispettate. Come sindacalisti però è nostro dovere lanciare un appello affinché i centri di maggior affollamento lavorativo, vengano dove possibile presidiati al minimo e sia consentito il lavoro in smart working da casa. Si può fare, si deve fare. Allo stesso modo tutti gli addetti che operano e chiunque abbia contatti con gente terza deve immediatamente essere dotato di ogni dispositivo di protezione adeguato ad intervenire per casi strettamente urgenti . Noi Ugl – concludono i segretari Lucani – affermiamo che subito si torni al lavoro con i massimi livelli di protezione per gli operai, tutelando la salute dei lavoratori ad ogni costo: importante ora agire con responsabilità ed innalzare i livelli di sicurezza promuovendo la diffusione dei test sierologici o i tamponi anche agli asintomatici a rischio, come ha raccomandato l’Organizzazione mondiale della sanità”.

 


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