Il testo dell'interrogazione del Questore dell'Ufficio di Presidenza, on. Cirielli, ai ministri dell'Interno e della PA 

Riceviamo e pubblichiamo l’interrogazione che l’on. Edmondo Cirielli, deputato di FdI e Questore dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati, ha rivolto ai ministri dell’Interno e della Pubblica Amministrazione.


“Al ministro dell’Interno, al ministro per la pubblica amministrazione, per sapere, premesso che:
si apprende da una segnalazione pervenuta da un privato cittadino di una presumibile mancata applicazione di alcune delibere ANAC (n. 215 del 26 marzo 2019 e n. 345 del 22 aprile 2020) sull’anticorruzione nel comune di Senise (Potenza) ed afferenti la rotazione obbligatoria dei dipendenti pubblici in caso di avviso di conclusione delle indagini preliminari per procedimenti penali e conseguente rinvio a giudizio per reati commessi contro la Pubblica amministrazione nell’esercizio delle loro funzioni pubbliche;

la vicenda in parola avrebbe avuto origine a seguito di una querela presentata nell’anno 2015 dall’autrice della predetta segnalazione che presentava formale richiesta di istanza punitiva nei confronti del responsabile del settore tecnico del comune di Senise e del responsabile del S.u.a.p., per il mancato rilascio del certificato di agibilità relativamente alla scuola materna cattolica gestita dall’associazione “Sacro Cuore” su incarico dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia;
a seguito della querela e delle indagini condotte dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Lagonegro, i predetti dirigenti venivano rinviati a giudizio per i delitti di abuso d’ufficio e di omissione di atti d’ufficio (articolo 110, articolo 81 c.p.v., articoli 323 e 328 del c.p.;
sembrerebbe che, a seguito della ricezione da parte dei dirigenti della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini prima, e poi della richiesta di rinvio a giudizio, emesso dal Giudice udienza preliminare del tribunale di Lagonegro, mai nessun provvedimento sia stato adottato dall’ente locale in questione;
l’autrice della segnalazione lamenterebbe che, a partire dal 2015, i vari sindaci che si sono succeduti alla guida del comune di Senise –pur resi edotti della vicenda processuale nell’ambito della quale erano coinvolti i dirigenti- non avrebbero avviato alcun procedimento disciplinare, né avrebbero adottato alcun provvedimento di rotazione della dirigenza, finanche dopo il decreto che disponeva il rinvio a giudizio, ed, infine, non avrebbero disposto neanche un provvedimento di rimozione dei predetti dall’incarico di gestione della pratica che aveva determinato il rinvio a giudizio; e ciò senza dire che, secondo la segnalate, i due dirigenti prima indagati e poi imputati non avrebbero effettuato alcuna comunicazione di “incompatibilità” al responsabile dell’anticorruzione del comune di Senise;
tale situazione, di inerzia, secondo l’autrice della segnalazione, non avrebbe avuto alcuna soluzione di continuità neanche con l’avvento del commissario prefettizio, a seguito dello scioglimento del consiglio comunale avvenuto il 13 marzo2019;
sembrerebbe, infatti, che anche il commissario prefettizio, nonostante fosse stato informato della situazione giudiziaria, si sarebbe uniformato al comportamento amministrativo seguito dai precedenti sindaci dell’ente locale in questione, non assumendo alcun provvedimento di quelli sopraindicati, a parere dell’interrogante accettando quindi in sostanza, presumibilmente, come veritiere le dichiarazioni rese dai due dirigenti circa l’assenza di situazioni rilevanti ai sensi delle richiamate delibere Anac;
secondo la querelante, quindi, i fatti sopra descritti sarebbero rappresentativi di plurime violazioni delle delibere sopra riportate e vanificherebbero i programmi anticorruzione a cui tutti gli enti locali dovrebbero uniformare la loro organizzazione ed attività, e costituirebbero, altresì, una violazione dei principi del buon andamento e di imparzialità che dovrebbero ispirare l’azione amministrativa sempre e soprattutto nei confronti dei cittadini-:


(si interroga per sapere ndr) se i ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e, svolti gli accertamenti del caso, quali urgenti iniziative, per quanto di competenza, intendano adottare a fronte della situazione rappresentata in premessa, che appare all’interrogante in contrasto, oltre che con le richiamate delibere Anac, con l’articolo 16, comma 1, del decreto legislativo n. 165 del 2001, e che peraltro rischia di inficiare, come già detto, il buon andamento e l’imparzialità, oltre che la credibilità istituzionale, dell’”agire” del predetto ente locale.”