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Copertura installata prima delle autorizzazioni comunali e regionali e non agganciata bene

Sul caso del crollo del Palazzetto dello sport “Gino Alberti” di Lauria emergono inquietanti ipotesi. I consulenti tecnici hanno depositato, presso la Procura della Repubblica di Lagonegro, la relazione tecnica ipotizzando la circostanza che la copertura del palasport montata a febbraio 2017, prima dell’arrivo delle rispettive autorizzazioni dagli uffici comunali e regionali. Era il 13 dicembre 2019, quando a causa di una tromba d’aria, crollò il tetto della palestra che provocò dei feriti e la morte, successivamente in ospedale, per gravi lesioni alla testa, della giovane Giovanna Pastoressa di appena 28 anni. Dal documento si apprende che la copertura sarebbe stata installata senza “piegare i ferri per agganciarla al resto della struttura”. Non solo la circostanza naturale del vento impetuoso, ma la responsabilità umana, quella che l’autorità inquirente ha attribuito a nove persone tra progettisti, costruttori e tecnici che ora rischiano di finire a processo per omicidio, disastro e lesioni colpose. La relazione è stata affidata a tre tecnici incaricati dal Gip Trivelli: il professor Luciano Rosati, della Federico II di Napoli, l’ingegnere Giuseppe Giannattasio e da Cristoforo Demartino, assistente professore della Zhejiang University/University of Illinois.

Un documento dettagliato che precisa: “circa 3 mesi prima della consegna del progetto di variante strutturale al progetto originario, in data 18 maggio 2007, la nuova copertura fornita da una ditta specializzata, senza essere stata montata, fu contabilizzata e pagata alla ditta esecutrice”. Una relazione che alla fine non manca di un riferimento alla giovane psicologia Giovanna Pastoressa: “quest'ultima, in particolare, era intenta a usare uno dei tapis roulant in dotazione alla palestra e fatalità ha voluto che il tapis roulant, disposto immediatamente a ridosso della vetrata, fosse orientato in modo tale che la dottoressa Pastoressa volgesse il proprio sguardo verso l'interno della palestra anziché l'esterno. In caso contrario, forse, avrebbe potuto accorgersi della copertura che stava per colpire la vetrata e reagire spostandosi, quantomeno per limitare i danni”. Ora sarà la Magistratura ad adottare i provvedimenti del caso, cercando di chiarire definitivamente molte incongruenze.

 

Oreste Roberto Lanza


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