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Inchiesta della Procura distrettuale antimafia di Potenza con accuse di associazione per delinquere di tipo mafioso

Due uomini sono stati fermati dai Carabinieri, a Scanzano Jonico (Matera) e a Lesignano De Bagni (Parma), dai Carabinieri, nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Potenza con le accuse di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione e trasferimento fraudolento di valori. Il fermo dei due uomini è avvenuto nei giorni scorsi: l'udienza di convalida è già avvenuta e i gip di Matera e Parma hanno emesso a loro carico ordinanze di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento di fermo è stato emesso a conclusione di indagini, coordinate dalla DDA di Potenza e svolte dai Carabinieri di Policoro nei confronti di indagati, ritenuti partecipi del clan Schettino-Porcelli, la cui mafiosità è stata oramai più volte riconosciuta in sede giudiziaria sia cautelare che, di recente, di merito. In particolare la DDA, dopo avere individuato ed esercitato azione cautelare prima e penale poi nei confronti della struttura militare del sodalizio mafioso e dei suoi vertici, ha sviluppato attività investigative tese a individuare ogni ulteriore proiezione — politica ed economica del clan.

Nel corso di queste ultime indagini sono state individuati alcuni soggetti ritenuti gravemente indiziati di fare parte della cd componente imprenditoriale del sodalizio. In particolare, dalle investigazioni emergevano elementi dimostrativi — a livello di gravità indiziaria – del reato di estorsione ai danni del titolare di una ditta della zona. Veniva rinvenuto presso il cantiere di questa ditta un altarino funerario, composto da un lumino cimiteriale e due vasi in rame con fiori, sul cui valore simbolico di massaggio intimidatorio vi è poco da aggiungere. L’approfondimento investigativo, svolto attraverso acquisizioni testimoniali, intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori di giustizia, ha consentito di individuare mandante ed esecutori materiali dell’attività intimidatoria e la sua ultima finalità.

 

Nel corso dell’operazione, convenzionalmente denominata “Prometeo”, si è proceduto altresì al sequestro dei beni mobili, immobili, aziende e rapporti bancari relative a 5 società che producevano un volume d’affari stimato in circa 6 milioni di euro nell’anno 2019, nonché beni immobili del valore di circa 300 mila euro e beni mobili per circa 500 mila euro. Tra gli altri, sono stati apposti i sigilli ad noto parco acquatico situato in zona lido di Scanzano Jonico. A seguito dei fermi i Gip competenti per territorio (Matera e Parma) a seguito di udienza di convalida hanno emesso ordinanze di custodia cautelare in carcere. Un terzo provvedimento di fermo emesso nei confronti di un altro imprenditore ritenuto da questo Ufficio partecipe del sodalizio mafioso — nei cui confronti comunque proseguono le indagini — non è stato convalidato dal Gip competente. Le indagini sono in pieno sviluppo.

 


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