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Solo un fenomeno di rifrazione della luce sulla superfice del volto della Madonna

“Non si tratta di lacrime”. Questa la sintesi degli esiti degli esami di laboratorio che chiariscono definitivamente la vicenda della presunta lacrimazione della statua della Madonna dell’Addolorata a Pisticci Scalo. La relazione del dottore Salvatore Mastrogiuli, medico patologo dirigente dell’U.O di patologia clinica dell’ospedale distrettuale di Tinchi-Pisticci, e del dottore Erasmo Bitetti, medico chirurgo, ha ben chiarito la questione. Nella sua breve relazione inviata all’Arcivescovo di Matera- Irsina, Monsignor Caiazzo, il dottore Salvatore Mastrogiuli alla fine delle sue analisi svolte con microscopia ottica, ha dichiarato: “dopo l’osservazione al M.O, non si evidenzia né del materiale organico, né presenze di cellule”.

 

Dopo un preciso e approfondito percorso di indagine, anche il dottore Erasmo Bitetti non ha potuto che sottolineare: “in ragione della peculiare composizione del secreto lacrimale ritengo in scienza e coscienza che la fluorescenza osservata sia incompatibile con l’appartenenza delle tracce rilevate a materiale di natura organica”. Un’indagine, quest’ultima, condotta alla presenza del Parroco Don Giuseppe Di Tolve, del Vicario episcopale Don Filippo Lombardi e del comandante della stazione dei Carabinieri di Pisticci Giuseppe Laselva.

 

A questo punto l’Arcidiocesi ritiene praticamente definita l’intera vicenda, ribadendo in una propria nota: “pur comprendendo lo stato d’animo di quanti affermano di aver assistito ad una lacrimazione, si ribadisce che questa Curia da subito si è attivata, con senso di responsabilità, raccogliendo, scrupolosamente e scientificamente, elementi tali da escludere che tale fenomeno sia mai avvenuto. L’evidenza dei fatti ci è di aiuto ad uscire dall’errore”. Insomma il dato è tratto: non si è trattato di lacrimazione ma di un fenomeno di rifrazione della luce sulla superfice del volto della Madonna, ricoperto da materiali traslucidi.

 

Oreste Roberto Lanza


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