L’intervista al fumettista di Latronico che disegna il personaggio di Tiziano Sclavi


“È bello vedere come un fumetto colleghi tante persone di generazioni diverse”. Sono le prime parole di una grande eccellenza lucana. Alessandro Giordano , nato a Latronico, in provincia di Potenza, è il disegnatore ufficiale di Dylan Dog, personaggio dei fumetti creato da Tiziano Sclavi e disegnato originariamente da Claudio Villa, protagonista dell'omonima serie di genere horror edita dal 1986 dalla Daim Press, divenuta, poi, la Sergio Bonelli Editore.
Da tempo vive a Napoli, ma chi l’ha conosciuto dice: è il classico disegnatore che mette d’accordo tutti, senza sbavature, preciso e diretto, che si destreggia tra i pennelli con una tecnica che sembra il frutto di tantissimi anni di studio e che invece, dati anagrafici alla mano, ci racconta una storia diversa, molto recente. Un talento da paura dichiarano dal paese natio. Per altri un ragazzo semplice, che negli anni ha unito una grande conoscenza di quello che volgarmente viene definito il “mestiere” del fumetto. Il contatto con il fumetto fin da bambino. Si racconta di aver immaginato e disegnato una pagina che qualcuno aveva strappato via da un vecchio Topolino, e di averla incollata in modo preciso e ordinato. Poi, un pizzico di fortuna e tanta soddisfazione.
All’evento di Napoli Comicon, nel 2013, incontra Corrado Mastantuono, grande fumettista italiano, che resta colpito da alcuni suoi lavori. Da Napoli a Milano, dove gli viene affidata la sceneggiatura di Gigi Simeoni. Il suo esordio appena tre anni fa, nel 2016, direttamente con la Sergio Bonelli Editore con Xamu‘ per la collana Le Storie. Subito Dylan Dog proprio quello preferito nelle letture fatte dal suo vicino di casa, l’attuale sindaco di Latronico, Fausto De Maria. Rappresentare la realtà attraverso il fumetto può creare sensazioni particolari.

“Sensazioni che non avverti subito – precisa Alessandro Giordano, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione – per chi inizia a disegnare il fumetto. La giusta sensazione si delinea dopo il tempo dello studio. Leggendo i fumetti, capendo i codici che stanno dietro una tavola fumettistica, assorbi tutto questo immaginario, crei una impalcatura dove poter inserire l’emozione per una circostanza reale e trasferirla al lettore”.

Dalla lettura a disegnare direttamente Dylan Dog, una forte emozione.

giordano fumetto


“È stato bello – sottolinea Alessandro Giordano – soprattutto vederlo in edicola. Poi quando è finito il lavoro, senti un’emozione particolare. Quando sai di averlo fatto per Bonelli, editore fumettistico più grosso d’Italia, ti tremano anche i polsi perché è un’istituzione”. Il primo e il dopo. Un Dylan Dog probabilmente diverso, quello disegnato dal lucano Giordano. “Nel mio piccolo – spiega Giordano –ho cercato di inserire delle caratteristiche che ho immaginato potesse avere questo personaggio. Direi, forse, ho caratterizzato meglio l’ispettore Sherlock Holmes Bloch, il comprimario delle storie. Quello che accompagna Dylan Dog nelle sue avventure. Probabilmente la mia firma sta proprio lì”. Un sogno che si è avverato. Le speranze per questo fumettista lucano non finiscono, all’orizzonte ci sono altri obiettivi. “Certo, dal fumetto – aggiunge Alessandro Giordano - diventare autore. Scrivere una storia e trasformarla in fumetto. Mischiare i drammi personali, la comicità e la tensione in modo asciutto e senza fronzoli. Diventare un autore completo, il mio obiettivo a lungo termine”. Ci lasciamo con un messaggio alla propria terra. “Se mi venisse commissionato – conclude Alessandro Giordano – una qualche illustrazione per la mia terra ne sarei anche felice”.


Oreste Roberto Lanza


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