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Lofrano: "Bisogna essere riconosciuti luoghi della cultura per la conservazione del patrimonio"

Prossima settimana, come dalle nuove norme varate da Consiglio dei Ministri, riaprono i musei più grandi e strutturati. Resta l’incertezza sulle piccole realtà locali. Nella giornata internazionale dei Musei, lunedì 18 maggio, riaprono i principali musei civici e nazionali, ma nulla, al momento cambierà per le molte piccole istituzioni culturali non riconosciute dalle regioni e non inserite nei circuiti ufficiali.In Basilicata tante le realtà museali che resteranno chiuse in attesa di nuove decisioni dagli enti istituzionali nazionali e regionali. Tra queste, il caso del MOON di Potenza e del Mula+ di Latronico che resteranno al momento chiusi al pubblico. Il museo officina oggetti narranti, un progetto realizzato dall’Associazione La luna al guinzaglio, nato per valorizzare le mostre e gli allestimenti di produzioni, workshop, residenze e percorsi di empowerment territoriali non sarà fruibile dall’utenza lucana al momento. Stessa sorte per il Mula più di Latronico, composto dal Museo Civico Archeologico, Museo delle Arti dei Mestieri e della Civiltà Contadina, Museo del Termalismo e Biblioteca comunale,luogo di sperimentazione e di ricerca e creatività che non ha nessuna garanzia per il futuro prossimo. Il momento pare quello di appellarsi agli enti e alla politica.

“La chiusura di questi ultimi mesi ha fatto emergere – ha sottolineato Gaetano Lofrano, responsabile Mula più, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione -con forza, la fragilità dei piccoli Musei che, per poter ripartire, hanno bisogno prima di tutto di essere riconosciuti in quanto luoghi della cultura che si occupano della conservazione del patrimonio e che svolgono una funzione importante in quanto spazi di socializzazione, di confronto e di crescita. Questi luoghi, come il Mula più, hanno necessità di essere sostenuti con risorse a loro destinate per consentire di poter programmare, dare continuità al lavoro svolto e sostenere i costi di gestione e del personale che quotidianamente è impegnato in questo lavoro”.

 

Oreste Roberto Lanza


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