Riaperture caratterizzate dalla presenza di un rigoroso protocollo sanitario per la sicurezza dei visitatori

Per la festa della Repubblica, la Direzione Regionale Musei Basilicata comunica la riapertura di altri tre musei della rete dei luoghi della cultura lucani: il Museo Archeologico Nazionale della Basilicata Dinu Adamesteanu a Potenza, il Museo Archeologico Nazionale del Melfese Massimo Pallottino a Melfi, il Museo Archeologico Nazionale di Metaponto. Queste nuove riaperture, caratterizzate dalla presenza di un rigoroso protocollo sanitario, vanno ad ampliare, portandoli a sei, i luoghi della cultura statali accessibili al pubblico dal 18 maggio scorso, quando furono riaperti il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata – Palazzo Lanfranchi a Matera, il Museo Archeologico Nazionale della Siritide a Policoro, il Parco Archeologico Nazionale di Venosa.

Nell’area del Vulture, riapre il Museo Archeologico Massimo Pallottino di Melfi, con le sue sale all’interno del Castello Normanno-Svevo, risalente, nel suo primo nucleo, ai primi anni dell’XI sec. d.C., e scelto come residenza da Federico II di Svevia, che da qui promulgò le Costituzioni melfitane. Sarà possibile visitare i sarcofagi di Atella e Rapolla. In particolare quello di Atella, concesso in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, intende raccontare, l’importanza culturale e il ruolo ricoperto dal territorio del Vulture in età imperiale romana. A Potenza riapre le porte il Museo Archeologico Dinu Adamesteanu ubicato nella prestigiosa sede di Palazzo Loffredo, antica residenza nobiliare e vetrina della complessa realtà archeologica lucana.

Per l’accesso e la fruizione dei musei, sarà obbligatorio indossare la mascherina e mantenere il distanziamento interpersonale, in particolare nei luoghi al chiuso, dove sarà garantita l’adeguata circolazione naturale dell’aria. “Riaprire nuovi musei nella giornata della Festa della Repubblica, significa per noi – sottolinea la Direttrice Marta Ragozzino – contribuire alla ripartenza del nostro Paese. La cultura è stata duramente colpita dall’emergenza Coronavirus, con i musei chiusi al pubblico da un giorno all’altro”.

 

Oreste Roberto Lanza