eparchia lungro

 

Il sindaco Iannibelli e Maria Armentano: appuntamento di grande valore storico religioso

Il 19 febbraio scorso, a Lungro, in provincia di Cosenza, si sono festeggiati i cento anni del riconoscimento della sede eparchiale da parte del Vaticano. L'eparchia di Lungro degli Italo-Albanesi, sede della chiesa bizantina cattolica in Italia di rito orientale, immediatamente soggetta alla Santa Sede e appartenente alla regione ecclesiastica Calabria. La sede venne riconosciuta dalla santa sede con la costituzione Apostolica “Catholici fideles”, il 13 febbraio 1919 da Papa Benedetto XV. Un momento di intensa religiosità con cui vennero uniti, in un unico corpo ecclesiale e giuridico, i discendenti dei profughi albanesi e greci dei secoli XV-XVIII. L’attuale sede comprende venticinque comuni della provincia di Cosenza, una in un comune della provincia di Pescara, una nel comune di Lecce, una nel comune di Bari, due in comuni della provincia di Potenza, San Costantino Albanese, San Paolo Albanese. Nel 2016 contava 32.800 battezzati su 32.900 abitanti.
In ognuno di questi comuni, per tutto l’anno, si svolgeranno appuntamenti per ricordare lo storico avvenimento che permise agli albanesi in Italia, in particolare quelli in terra di Lucania e Calabria, di preservare il proprio patrimonio etnico, linguistico, culturale e spirituale orientale. A San Costantino Albanese, venerdì prossimo 12 aprile, alle ore 15,30, presso la “Casa Parco” con gli Studenti della Scuola Primaria e della Secondaria di primo Grado (Plesso di San Costantino A.), dell’IC” Nicola Sole” di Senise, verrà presentato il Sussidio sull’Eparchia di Lungro, realizzato in occasione della ricorrenza del primo centenario. L’amministrazione comunale di San Costantino Albanese, da sempre partecipe a queste iniziative di valore, religioso e storico.
“La nostra comunità, e l’amministrazione comunale – precisa Renato Iannielli, sindaco di San Costantino Albanese, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione – sentono molto queste ricorrenze, perché molto radicate negli avvenimenti storico-religiosi della propria etnia. Il rito greco-bizantino, un po’ tutta la questione religiosa legata all’eparchia di Lungro, la mia gente li sente molto perché ha permesso la conservazione di tutte le nostre peculiarità. La messa officiata in rito arbëreshë ha permesso di conservare la nostra lingua a differenza di altri paesi come Barile, Maschito dove la messa viene officiata in rito latino. Essere legati alla chiesa italo –albanese di Lungro ha preservato tutte le nostre storiche identità. Voglio ancora ricordare la nostra presenza ai festeggiamenti dei cento anni a Lungro e soprattutto la vicinanza dell’amministrazione verso i più giovani per trasmettere queste storiche radici”. Il ricordo per la comunità di San Costantino Albanese sarà foriero di altri vari eventi per tutto il 2019. “Abbiamo molte idee – aggiunge Renato Iannibelli, Sindaco della comunità albanese – per adesso più ravvicinato è quello del 25 maggio prossimo a Roma dove incontreremo Papa Francesco in una pubblica udienza con le tutti i rappresentanti della chiesa di Lungro”.
Sulla stessa frequenza il pensiero di Maria Armentano, consigliere con delega alle opere pubbliche e ambientali da tempo impegnata nella promozione delle tradizioni storiche arbëreshë. “Da tempo – sottolinea Maria Armentano – come civica amministrazione e scuola – siamo impegnati in un progetto di grande valenza culturale verso le giovani generazioni con l’obiettivo di far conoscere gli usi, le tradizioni e le costumanze di questa importante etnia. L’appuntamento di venerdì e quelli che seguiranno per il 2019 hanno la finalità di approfondire l’identità di questo storico popolo che ha scritto una pagina di storia importante anche in questo territorio di Lucania”.

Oreste Roberto Lanza


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