film Lucania terra sangue e magia

 

Scene girate anche nel Parco del Pollino. Il vicepresidente Fiore: il cinema promuove il territorio

Presentato in anteprima a Matera “Lucania Terra Sangue e Magia”, il film girato interamente in Basilicata, una parte di scene nel Pollino.
All’incontro con i giornalisti hanno partecipato il regista Gigi Roccati, l’attore e produttore Joe Capalbo, la produttrice Pilar Saavedra e il direttore della Lucania Film Commission, Paride Leporace. In sala tra gli altri il direttore della Fondazione Matera-Basilicata 2019, Paolo Verri e la dirigente dell’ufficio sistemi culturali della Regione Basilicata, Patrizia Minardi e il vicepresidente del Parco Nazionale del Pollino Franco Fiore.
Nel suo intervento il vicepresidente ha evidenziato l’importanza della cinematografia per la promozione del territorio del Parco e dell’intera Basilicata, ha poi annunciato il progetto che si sta cercando di attuare di corsi di formazione sulla comunicazione cinematografica e poi ringraziato e complimentatosi con il regista per aver fatto tale importante lavoro. Un lavoro che ha portato la Basilicata oltre i confini nazionali infatti, “Lucania, terra sangue e magia”, ha vinto tre Grand Jury Remi Award al 52 WorldFest Houston International Film Festival come miglior film straniero, migliore attrice (Angela Fontana) e miglior montaggio (Annalisa Forgione).
Il regista Gigi Roccati ha raccontato l’esperienza vissuta in Basilicata per le riprese del film che racconta la fine del mondo contadino lucano: un film lontano dai luoghi del turismo, una storia avvincente, antica e contemporanea. Un film in cui protagonisti sono natura e spiritualità, luoghi e persone di questa terra.
Il film, lo ricordiamo racconta la storia di Rocco e Lucia, un padre severo, legato alla terra come un albero, che lotta per difenderla fino all’estremo sacrificio, ed una ragazza selvatica, muta dalla morte della madre Argenzia, che ha il dono di vedere e sentirne l’anima. Il padre che la vede parlare al vento, la crede pazza e disperato la sottopone ai riti di guarigione di una maga contadina. Ma quando Rocco respinge l’offerta di Carmine, un autotrasportatore che gli offre di seppellire rifiuti tossici nella propria terra in cambio di denaro, e per reagire a un’aggressione ammazza uno dei suoi uomini, si trova costretto a fuggire a piedi per le montagne cercando di salvare la figlia. Comincia così il viaggio di espiazione di Rocco e il viaggio di formazione di Lucia. Un lungo cammino attraverso la bellezza di una natura rigogliosa, e poi la durezza di una terra morente, dove la ragazza dovrà abbandonare il ricordo della madre per aiutare il padre aggravato dal fardello della colpa, diventando donna.


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