Presente Reginald Green, il papà del piccolo Nicholas ucciso nel '94 durante una rapina sull'A3 SA-RC

In Basilicata si conferma il dato di crescita nazionale, con un aumento del 16 per cento dei donatori, mentre notevoli sono i numeri relativi alla diminuzione delle opposizioni da parte dei familiari, pari al 13 per cento nel 2017, contro il 60 per cento dell'anno precedente. Un primo risultato di attività di sensibilizzazione come quelle svolte da Associazioni di volontariato tra le quali Ritorno alla Vita ("Donare per continuare a vivere"). E' quanto emerso nell'incontro svolto nell'Auditorium del San Carlo a Potenza. Reginald Green, il papà del piccolo Nicholas ucciso nel 1994 durante una vacanza in Italia, è stato l'ospite d'onore. Era il 29 settembre del 1994 quando la famiglia Green, californiana in vacanza in Italia, percorse inconsapevole l'autostrada Salerno – Reggio Calabria nei pressi di Vibo Valentia trovando la morte del piccolo Nicholas di soli 7 anni per mano di rapinatori. Il padre, oggi 92enne, è presidente di una fondazione divenuta protagonista in tutto il mondo. L'evento lucano, ha visto la partecipazione di rappresentanti di istituzioni, medici e operatori socio-assistenziali vicini al tema, "importante per i contenuti e alimentare un messaggio di grande civiltà e rispetto – ha dichiarato il presidente dell'associazione Ritorno alla Vita ONLUS, Enzo Manicone". Tra gli interventi Giovanni Baldantoni che ha illustrato l'attività svolta a Palazzo Italia Bucarest, insieme all'Associazione Ritorno alla Vita, presieduta da Enzo Manicone, l'Associazione Livertrans di Bucarest con il vice presidente Gheorghe Penea, Il Circolo Imprenditori Italiani in Romania, presieduto dal dr. Gaetano Vernarelli, la divisione Solidarietà della FIC Delegazione Romania con Enza Barbaro. La delegazione romena ha voluto essere presente per continuare l'azione solidale con l'associazione lucana. Palazzo Italia – dice Baldantoni – non è solo un incubatore di imprese e un ponte per l'export-import Romania-Italia ma anche un incubatore di sana solidarietà specie a favore dei bambini. L'impegno insieme alla Missione Cattolica Italiana in Amburgo, alla Delegazione Nazionale Fic-Romania nei confronti dei più deboli si attua in atteggiamenti da cui derivano scelte, parole e gesti: cioè considerare l'altro uguale in dignità, senza parentesi e nello stesso tempo avvertire la sua diversità come una possibilità di arricchimento della nostra umanità. Alla ricerca del dialogo fra le diversità, non pregiudizio e razzismo, seguono le azioni per diffondere una cultura dell'attenzione, della donazione, della cura, in cui anche la donazione e la formazione, così come voluto fortemente anche dalla Presidente Enza Barbaro della delegazione Fic-Romania, nelle famiglie, nelle scuole, nei mezzi di informazione, nei diversi gruppi e nelle molteplici associazioni, nella comunità di fede, possa crescere maggiormente.


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