Protagonisti i “Nusazit” tra fede, storia e lingua arbëreshe

La festa della Madonna della Stella, protettrice della Comunità di San Costantino Albanese, si svolgerà nei giorni 11 e 12 maggio prossimo. Appuntamento composto di storia, cultura, tradizione e forti identità locale. Un forte richiamo di religiosità dove addirittura i tanti sancostantinesi che per vari motivi vivono lontano, faranno ritorno in paese per vivere questa suggestiva ed emozionante ricorrenza. Il cuore delle celebrazioni è rappresentato dall'accensione di caratteristici pupazzi, in dialetto nusàzit, che sono messi su un palco nella piazza principale del paese, posta di fronte alla chiesa madre, e accesi al momento in cui la Madonna è portata fuori dalla chiesa, alla fine della messa e prima dell’inizio della processione diretta al Santuario. Pupazzi antropomorfi di cartapesta costruiti con opportune intelaiature di legno, definiti in dialetto, armaxhi; vestiti con i costumi raffiguranti elementi del folclore locale e riempiti con polvere pirica e razzi al fine di generare un moto che si conclude con la detonazione finale. I pupazzi sono di grandezza naturale che raffigurano dei personaggi: una donna, in dialetto nusja, un pastore, kapjel picut, due fabbri, furxharet e il diavolo, djallthi. La donna è vestita con il costume di gala albanese; l’uomo, vestito con il tradizionale costume con il cappello a punta. Il Diavolo, solitamente raffigurato secondo l’iconografia locale, cioè con due facce, quattro corna, i piedi a zoccolo di cavallo, këmb rrutullore, porta in mano una forca, furrçilja e la catena del paiolo, kamastra. Con i Nasiti c’è un altro pupazzo in cartapesta ed imbottito di polvere pirica, raffigurante un cavallo col Cavaliere detto kali pieno anch’esso di petardi, che viene acceso la sera della vigilia della festa in piazza. La storia di questo importante appuntamento racconta come la tradizione dei pupazzi non sia autoctona non trovando nessun collegamento neanche nei paesi limitrofi. Furono costruiti la prima volta da Peppino Chiaffitella detto Pllinja di ritorno dal Messico, emigrato per un certo tempo, agli inizi del XX secolo, in devozione alla Madonna. Alla tradizione storica si antepone quella strettamente religiosa dove la statua della madonna della Stella dopo la celebrazione della domenica viene portata a spalla nel santuario dedicato alla Madonna e situato a monte dell’abitato. Un santuario che costituisce il cuore religioso della comunità di San Costantino Albanese. La leggenda indica la costruzione del Santuario ad un’apparizione della Madonna ad una pastorella di nome Vrasilia. Dell’antica costruzione pare sia rimasto soltanto la cupola, con il tetto a gradinate poggiante su un tamburo quadrato, che la farebbe risalire all’epoca della presenza basiliana in Val Sarmento. Sulle pareti del presbiterio, sono raffigurati gli apostoli. Sui pennacchi ci sono quattro evangelisti con i propri simboli; l’affresco della cupola raffigura la gloria del Paradiso. Affreschi fatti risalire al pittore Belisario Corinzio ma non vi è certezza documentale. Un luogo da visitare , da studiare, dove si possono riscoprire funzioni religiose in rito bizantino-greco, costumi e lingua arbëreshe, l'antico idioma albanese che la popolazione del luogo usa quotidianamente come lingua madre, sia nel privato che in luoghi religiosi e pubblici.

Oreste Roberto Lanza


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