Tanta la commozione e il ricordo nel piccolo centro della Val Sarmento

A Noepoli una sala del Museo degli Enotri nei giorni scorsi è stata inaugurata in ricordo del sacrifico del carabiniere Medaglia D’oro al Valor Militare Claudio Pezzuto trucidato dalla camorra a Faiano di Pontecagnano nel 1992. Alla intitolazione e alla inaugurazione della Mostra erano presenti autorità civili e militari. Il Generale di Brigata Rosario Castello, Comandante Legione Carabinieri di Basilicata, il brigadiere capo in concedo, vittima del dovere in vita Nicola Latronico, la Vedova Pezzuto, Tania Pisani, il Figlio Alessio, oltre al sindaco di Noepoli Francesco Calabrese, che ha fortemente voluto questa commemorazione, l’Assessore Regionale alle attività produttive Francesco Cupparo. Proprio quest’ultimo già sindaco di Francavilla sul Sinni nonché concittadino della famiglia Pezzuto, ha preso l’impegno affinché sia proprio la cittadina sinnica ad ospitare la seconda «tappa» della mostra in ricordo di un eroe dei nostri giorni, che in servizio con il collega Arena si è sacrificato cadendo in un agguato. La vedova Pezzuto da ventisette anni si batte affinché il sacrificio del suo giovane marito non vada dimenticato. Da anni nelle scuole parla ai ragazzi e racconta aneddoti della loro gioia spezzata in un giorno di vita qualunque. Quel dodici febbraio un normale servizio si trasformò in tragedia, mentre effettuava con il suo collega, un controllo ad un autoveicolo nella quale venne ferito. Nonostante questo, sprezzante dell’imminente pericolo, fece scudo con il suo corpo per evitare che alcuni passanti potessero restare coinvolti, ma fini barbaramente trucidato con il suo collega da due uomini alleati ad un clan camorristico.


«Claudio ha sacrificato la sua vita perché credeva in alcuni saldi e concreti valori -ha dichiarato la signora Tania Pisani- un giovane carabiniere a servizio della Patria, che ha pagato il prezzo più alto, è morto consapevole di aver mantenuto fede ad un giuramento ed in nome di quella divisa che indossava con fierezza. E’ mio dovere –ha aggiunto- trasmettere ai giovani il ricordo di quanto è stato Claudio, di quanto è Claudio, perché come dico sempre –ha concluso- il mio/nostro Claudio c’è». La mostra «Storia di un carabiniere Eroe» resterà a Noepoli nel museo «Mume» fino al prossimo 13 Ottobre.

 

Rocco Sole


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