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Il convegno è stata un'occasione di rendicontazione, di discussione e di approfondimento

"L'Anziano fragile, verso un welfare comunitario". E’ stato il tema del convegno organizzato al Palace Hotel di Matera da ANCeSCAO A.P.S. e Confconsumatori. I responsabili del progetto Vito Autella, Gianni Dallarmi e Claudio Bergamin, componente del comitato scientifico si sono alternati durante i meeting ad alcuni rappresentanti Istituzionali, del Terzo Settore e del mondo accademico. Il convegno è stata un'occasione di rendicontazione, di discussione e di approfondimento sulla situazione dei nostri anziani, soprattutto dei più fragili e condizionati da fattori legati alla disabilità o alla povertà. "Gli Enti del Terzo Settore, sono chiamati a svolgere ruoli sempre più importanti, quello di partecipare, insieme alle istituzioni, ruoli volti alla pianificazione e realizzazione di nuovi e più efficaci servizi socio-sanitari a supporto degli anziani fragili e dei loro familiari ma anche volti alla valorizzazione del ruolo degli anziani nella società, affinché sia evitato quanto più possibile il loro isolamento sociale e al fine di creare una rete inclusiva efficace attorno ad essi".

Questo quanto sostenuto dal Presidente Nazionale ANCeSCAO A.P.SE sarmo Righini. Il welfare italiano da tempo è oggetto di pressioni ed è sottolineata purtroppo dai risultati la sua incapacità di dare risposte adeguate ai bisogni dei cittadini. Nella nostra realtà da diverso tempo attori privati (cooperative, associazioni, volontariato e mondo del terzo settore) hanno iniziato sussidiariamente ad intervenire negli ambiti in cui lo Stato Centrale fatica a garantire servizi sociali adeguati ecco sviluppando servizi integrati a sostegnodel territorio. ANCeSCAO con la sua iniziativa ha creato uno spazio di riflessione e confronto per riflettere su queste esperienze e sui risultati fino ad oggi raggiunti o da raggiungere oltre che sul dibattuto tema del "welfare comunitario". "Il nostro è progetto nazionale cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che vede due Associazioni di Promozione Sociale ANCeSCAO (Associazione Nazionale Centri Anziani e Orti Sociali) con sede Nazionale a Bologna e Confconsumatori con sede nazionale a Parma, cooperare per un programma che vuole promuovere un'articolata azione di tutela, inclusione e valorizzazione della popolazione anziana, in particolare degli Anziani Fragili.
Detto progetto ha avuto inizio a Settembre dello scorso anno e terminerà a marzo 2020, ha interessato 34 province e 90 Comuni in 18 Regione tra cui la Basilicata. La fragilità degli anziani è il risultato di un mix di situazioni che includono non solo il precario stato di salute, ma anche lo sfaldarsi delle relazioni sociali, l’impoverimento e un cambiamento emozionale. E’ l'inizio di un percorso che dalla fragilità porta poi all’isolamento, alla non autosufficienza spesso aggravata dalla disabilità. Fra le cause di non-autosufficienza negli anziani c'è la demenza con l'Alzheimer, patologie destinate ad aumentare. Attraverso la somministrazione di un questionario rivolto agli ultra 65 anni, di una scheda sanitaria e una socio-sanitaria focalizzate soprattutto sulle demenze, rivolta alle Aziende Sanitarie, alle Amministrazioni Comunali, alle strutture residenziale pubbliche e private, abbiamo fatto, un lavoro di monitoraggio sullo stato di salute delle persone; una mappatura dei servizi e delle iniziative di natura sociale e socio-sanitarie attivi sui territori. Il monitoraggio stesso ci ha consentito di fare una valutazione qualitativa degli interventi in termini di efficienza per gli utenti al fine di individuare, scoprire e raccontare le "buone pratiche" attive sul territorio nazionale ossia esperienze nuove, interessanti ed efficaci eventualmente da sperimentare in altri contesti nel corso del progetto “Anziano Fragile” si legge nella presentazione del progetto fatta dal referente regionale ANCeSCAO Vito Auletta. Dall'incontro è emerso chela nascita di un welfare comunitario per la creazione di una rete di sevizi efficiente è essenziale. Gli anziani vanno valorizzati ma alcuni anche sostenuti economicamente. Costituire una rete basata sulla cooperazione di soggetti pubblici e privati, associazioni del Terzo settore ed altri attori della società civile, permetterebbe non solo di avere un tavolo di confronto più ampio a livello locale ma anche a livello regionale, per un aggiornamento costante, che permetterebbe anche cooperazione e dunque migliore supporto, inclusione, cura, opportuna collocazione e valorizzazione dei nostri anziani. Le informazioni degli attuali referenti istituzionali e di alcuni esperti sono ad oggi purtroppo ancora marginali. Gli Enti locali hanno bisogno d’essere affiancati da una rete associativa informata ed attiva sul territorio, come lo è ad esempio ANCeSCAO, per dare risposte concrete ai problemi delle persone. Ad oggi solo gli anziani e coloro che operano a loro stretto contatto possono darci le basi utili per creare un welfare comunitario che sia realmente utile ed efficiente. Creare leggi finanziate da badget irrisori solo per dire che "si è fatto" o "si è detto" o comunque senza evolverle e senza dar loro attuazione attraverso una progettualità concreta non ha senso. Servono dati reali e risposte concrete. Le Istituzioni locali sono chiamate a generare nuove risorse insieme a tutta la comunità per poter pensare di avere standard e risultati significativi. Occorre buon senso, professionalità, esperienza, somma di esperienze ed oggi più che mai cooperazione.

 

Silvia Silvestri

 


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