enrico letta libro

 

Un programma di idee e proposte su cui discutere. Libro in edicola da qualche mese

“Quando soffia impetuoso il vento del cambiamento c’è chi alza muri e chi, guardando avanti, costruisce mulini a vento”. Il concetto è quello espresso dall’ex premier Enrico Letta, nell’ultimo suo libro in edicola da qualche mese. “E’ il tempo di una grande battaglia culturale e politica, perché emerga e vinca una nuova Italia, ancorata all’Europa e ai suoi valori”. A Enrico Letta la strada presa dall’Italia non piace. Nel libro c’è il desiderio di un vero cambiamento inteso come evoluzione. Il libro risulta essere interessante, perché permette al lettore di capire quali idee e pensieri mette sul tavolo l’ex Presidente del Consiglio per iniziare un’analisi critica o meno. Possiamo definirlo un piccolo programma di idee visto che, nell’era della tecnologia, quest’ultime vengono copiate o caso più grave risultano assenti. Letta, personaggio mite e gentile, si sforza di elaborare idee e, senza l’utopia prevalente nel condominio di sinistra, presenta proposte che appaiono concrete. Proposte dice: “per interrompere una sequenza fatta di errori e illusioni, tra sovranismi e rottamazioni, che hanno portato a un’Italia sempre più ripiegata su sé stessa. Per affrontare le sfide dell’immigrazione, del declino economico e culturale, della sostenibilità ambientale, e per un’Italia davvero protagonista di una nuova Europa”. Idee precise frutto di ben tre convinzioni: la prima è che per superare questo presente bisogna innanzitutto capire come ci si è arrivati; la seconda è che si deve superarlo andando avanti e non indietro; la terza, la più importante, è che non c’è niente di più bello che imparare. Dodici capitoli di spunti politici e culturali su cui dibattere, legati a quel vento del cambiamento, che è diventato inarrestabile, e dove alzare muri significa non interrompere il flusso, ma semplicemente dichiarare la propria debolezza mentale e di pensiero. Il vento del vero cambiamento è pieno di opportunità la capacità di ognuno è saper utilizzare quell’energia nel giusto modo. C’è una riflessione ben precisa sul ruolo della politica che a dire dell’autore “è quello di trovare e raggiungere il delicato equilibrio tra competenza e rappresentanza”. Se manca uno dei due non si va da nessuna parte. Certo l’idea che il politico sia, in quanto eletto, più forte delle competenze necessarie e quindi farne a meno è per Letta una visione distorta di fare politica. Una politica frustata, quella che si vive in tutte le città e i paesi perché legata ad una sorte di pubblicità ingannevole. Un concetto riassunto dicendo: “quante volte si vedono corse affannose per comunicare qualche provvedimento, una nuova misura, una riforma, finito l’effetto annuncio non ci si occupa di seguire l’applicazione concreta e il suo risultato”.In ogni caso la politica avrebbe bisogno di creare meccanismi virtuosi, rafforzando il valore della responsabilità nello scegliere le persone giuste e competenti. Per fare questo bisogna investire tutto sulla scuola, sulla cultura e sulla forza dell’immaginazione. Un sincero programma politico su cui mettere la propria attenzione perché l’autore sollecita il lettore alla curiosità e perché ha la forza di condurlo su un percorso, dove devi essere aperto al confronto, a vedere le cose da angolature impreviste, metterti realmente nei panni di chi hai di fronte. Oggi la grande sfida è di saper ascoltare, saper leggere e saper aver un grande stimolo critico per non farsi piegare o condizionare da pensieri anomali, senza significato solo belli come una cartolina colorata senza contenuto.

Oreste Roberto Lanza


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