Lavorare seriamente per invertire il trend soprattutto dello spopolamento

C'è “un caso Basilicata”, un caso da analizzare politicamente perché risulta inspiegabile che la regione, mentre finanziariamente aumenta in termini di entrate correnti, regredisce socialmente toccando in molti settori il livello di vita di cinquant’anni anni fa, quando c'era la rassegnazione, la miseria e l'emigrazione". È uno dei passaggi importanti del pamphlet di Gaetano Fierro, edito da EditricErmes, dal titolo “Immagini e realtà del Mezzogiorno d'Italia”, politico lucano, ex sindaco di Potenza per quindici anni, ex consigliere regionale da tempo scrittore e notista di quello che avviene all’interno della terra di Lucania, in maniera ampia nel Sud. Il libro ha una breve introduzione del presidente di Svimez, Adriano Giannola che mette in luce di come l’autore richiami le grandi potenzialità della regione. Tra acqua, petrolio, ambiente e quelle parzialmente espresse dalla manifattura esistente, Melfi in primis. Gaetano Fierro, nella sua analisi e sintesi pone l’accento sulla macroscopica anomalia di un sistema lontano dalla sostenibilità ambientale con la presenza di emergenze individuate e mai risolte: logistica, energie rinnovabili, qualificazione urbana e territoriale, infrastrutture nuove e manutenzione di quelle esistenti. Un aumento di anziani nel mezzogiorno rilevato nel rapporto del 2017 dallo Svimez che colpisce tutte le regioni del sud, in particolare la Basilicata. In Basilicata l’indice di vecchiaia è del 35,2 per cento superiore a quello della Calabria. La differenza tra bambini da o a 3 anni rispetto agli ultraottantenni si attesta intorno al 94,2 per cento. Il dato della fecondità è sotto la media nazionale: 1,17 figli per donna. In tutto il sud, nel 2016, la media era di 1,31 con appena 174 mila bambini nati. Un dato sulla fecondità, in particolare quello della Basilicata, determinato dall’effetto migratorio che sottrae le generazioni in età feconda alla propria terra per mancanza di opportunità di occupazioni e di vero sviluppo. Uno sviluppo che potrebbe realizzarsi attraverso il turismo, l’agricoltura e l’industria. Settori, per l’autore, poco valorizzati, al di là di vari annunci e delle iniziative che hanno sortito effetti sicuramente poco proficui per quanto concerne l’economia lucana e l’occupazione nella nostra regione. Per non parlare dei dati sull’istruzione e su gli investimenti fatti nel campo culturale. Pagine brevi ma intensi dove l’autore, oltre alla semplice riflessione, spiega alla propria gente che non c’è più tempo per fare convegni o oratorie di circostanze. C’è solo da lavorare seriamente per invertire il trend soprattutto dello spopolamento. Dice Fierro: “in dieci anni, oltre ventimila persone sono andate via in cerca di fortuna. Annualmente, per lo spopolamento in atto, la luce di un comune simbolicamente viene spenta”.

Oreste Roberto Lanza


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