Matera come storia di riscatto, di un passato che non passa

“Andare per Matera e la Basilicata” è un pamphlet di valore. Scritto dalla lucana Eliana Di Caro,materana, giornalista e scrittrice. Oltre a conoscere la propria città pare esserne orgogliosa ancora di più adesso che la sua bellezza e quella della regione di cui è il luogo più noto, sono al centro dell’attenzione non solo dell’intera penisola ma anche a livello internazionale. Un piccolo manuale per ritrovare la Lucania, per sentirne i richiami, le poesie,i suoni, le voci sparse di storici, letterati che luce hanno portato a questa terra. Cento cinquantasei pagine di semplice lettura, armonioso, scritto con la passione di emozionare quel lettore che vuole venire e con il pensiero per un attimo vuole ritrovarsi. Uno scritto di sprono a venire in questa terrà silenziosa, laboriosa, a tratti originale nei modi e nei comportamenti. Una lunga passeggiata in compagnia alle migliori eccellenze letterarie e umane del passato. Si parte da Matera una città, come dice l’autrice, riscoperta dopo un lungo sonno. Matera città del riscatto che tra le tante presenze importanti ha visto quella di Giovanni Pascoli, poeta, accademico e critico letterario italiano che approda, a soli 27 anni, nel 1882, a Matera per insegnare latino e greco a Palazzo Lanfranchi allora sede del liceo classico. Molta storia e molti ricordi nel primo capitolo per non dimenticare le vicende della città dei sassi. Poi si va ad Aliano insieme con il torinese Carlo Levi per raccontare dei calanchi di argilla, per narrare quella storica e atavica realtà di ingiustizia, di credenze popolari e di dispettosi spiriti dei bambini morti prima che venissero battezzati. Oggi in questo luogo composto all’incirca da 1000 anime è sorto un parco letterario per promuovere la conoscenza di questo famoso intellettuale. Da Aliano si va a Valsinni per raccontare della grande poetessa lucana Isabella Morra, terza di otto figli, nata nel 1520 e con grande predisposizione allo studio. I suoi meravigliosi versi riportati alla luce nel 1929 da Benedetto Crocefilosofo, storico, politico, critico letterario e scrittore italiano, principale ideologo del liberalismo novecentesco italiano. Una fermata, Eliana Di Caro, la dedica a Tursi, per ricordare e rileggere il poeta Albino Pierri, un fine letterato che riuscì a portare tra le candidature al Nobel la poesia dialettale. A Tricarico, l’autrice, ricorda il sindaco più giovane d’Italia dell’epoca, Rocco Scotellaro, poeta e cantore della cultura contadina del territorio. Poi Montemurro, per rileggere le pagine scritte da un poeta, matematico , ingegnere, saggista e critico d’arte, Leonardo Sinisgalli. Infine si arriva a Venosa per ritrovare Quinto Orazio Flacco, noto più semplicemente come Orazio, poeta lucano; uno dei massimi poeti latini. Ma in breve ci sono altre mete da non dimenticare Pietrapertosa, Castelmezzano, Accettura, Maratea, Metaponto e per chiudere Craco con la sua città vecchia. Insomma un lavoro fatto bene. Usando tutte le doti in suo possesso, Eliana Di Caro, prende per mano il visitatore e lo porta dove il paesaggio ha una sua nostalgica e aspra bellezza, con luoghi ancora immutati che pare siano stati dimenticati dal tempo. Alla fine detta un avviso ai viaggiatori: una volta scoperta questa regione dalla bellezza riservata e non appariscente,penserete già quando tornarci.

Oreste Roberto Lanza


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