giuseppe costantini

 

La vita non è una rosa senza spine. 142 pagine dell'autore lucano da leggere tutte d’un fiato

Sono appena 142 pagine da leggere tutte d’un fiato. Stiamo parlando dell’ultimo romanzo dello scrittore di Episcopia, piccolo borgo della valle del Sinni, in provincia di Potenza, Giuseppe Costantini. Dopo L’acchiappanuvole, Costantini ritorna in edicola con il suo meraviglioso racconto, “Mentre scende la pioggia”, edito da Albatros. Pagine semplici, godibili nella lettura, una prosa fresca da lasciare sul palato del lettore un meraviglioso sapore di soddisfazione. Bellissimo l’incipit dell’autore: “Sono importanti, invece, gli amori quotidiani nell’accettazione serena, e, anche gli amori nascosti alla luce, che abitano le ombre dei giorni, come le cose preziose che si tengono nascoste. E in questi frangenti capire quanto siamo EROI, che lottano per svolgere la matassa della propria vita nel tempo assegnato e pronti a dire di averlo fatto, di averci provato, di non essere rimasti alla finestra a guardare e a farci trasportare passivamente dagli eventi”.
Non è una favola, anche se l’autore, probabilmente, avrebbe voluto iniziare il libro utilizzando la tipica e classica frase “c’era una volta”. È la storia di un uomo che in un momento doloroso della sua vita ripercorre alcune circostanze della sua vita. Da quando era bambino pensando che la vita fosse bella fino al suo tempo di maturità. Un libro con una bellissima copertina creata dal maestro Pierino Tufaro che ha ritratto un salotto dove in passato si sono sempre raccontate storie di tutte i generi: un salotto dove incontrarsi confidenzialmente. Pensieri e attimi dolorosi che iniziano proprio quando il protagonista guarda dalla finestra e vede scendere la pioggia. Pagine che si incastrano tra episodi reali e altri fantasiosi, legati a una forma di letteratura sud americana che piace all’autore, rende la lettura piacevole, deliziosa, gradevole, soddisfacente, appagante. Un libro da non perdere, da acquistare e leggere tra il silenzio di una brezza fresca di montagna, seduto su un muretto che volge il suo sguardo tra le mura di un vecchio castello e le verdi colline che fanno da panorama ad un borgo meraviglioso. Un libro che esalta il concetto di bellezza, assente nella nostra contemporaneità, che l’autore, nei suoi episodi utilizza come ingrediente fondamentale perché reputa necessario per creare nuovi equilibri e modi di vivere tra tutti.

Oreste Roberto Lanza


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