Oltre 50 oggetti, 350 foto, racconti e descrizioni di un tesoro da scoprire

E' stato presentato sabato scorso nella Sala Conferenze del Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola in Via Ridola a Matera il volume "Basilicata - guida agli oggetti della tradizione" curato da Genuario Belmonte (Edizioni Grifo) con la partecipazione attiva delle Pro Loco Unpli Basilicata. Oltre 50 oggetti, 350 foto, racconti e descrizioni, di un tesoro da scoprire e far conoscere per valorizzare l'identità culturale e antropologica di una Basilicata che ha tanto da offrire al turista, nell'anno di Matera Capitale Europea della Cultura e non solo. Le maschere antropologiche di Aliano e Tricarico, l' arpa di Viggiano, le ceramiche di Calvello, il timbro del pane di Matera, l'organetto, campanacci, la balestra di Avigliano. E ancora: ceste, zampogne, setacci, caldaie, mortai, pignàte, pupe, ceramiche decorate. Dietro agli oggetti ci sono storie, tradizioni e radici di un popolo. La pubblicazione disponibile nelle edicole in abbinamento alla Gazzetta del Mezzogiorno promossa dalla Società Editrice Leccese con il patrocinio del Comitato regionale Pro Loco UNPLI Basilicata rappresenta un lavoro di ricerca impreziosito dal contributo fotografico del lucano Michele Luongo. Alla presentazione promossa dal Comitato Regionale Pro Loco UNPLI Basilicata in collaborazione con SEL- Società Editrice Leccese e La Gazzetta del Mezzogiorno, patrocinata da Polo Museale Regionale della Basilicata - MIBAC, Fondazione Matera-Basilicata 2019 e Pro Loco Matera, sono intervenuti Marta Ragozzino, direttrice del Polo Museale della Basilicata, Giuseppe Cotugno, vice presidente della Pro Loco Città di Matera, Rocco Franciosa presidente Unione Pro Loco Basilicata, Donato Mastrangelo redazione La Gazzetta del Mezzogiorno e Genuario Belmonte curatore della pubblicazione. All'incontro, inoltre, hanno preso parte numerosi rappresentanti delle Pro Loco lucane. La dott.ssa Ragozzino si è soffermata sul valore dell'identità antropologica e culturale della pubblicazione, sottolineando che anche all'interno del Museo Ridola è presente una collezione di reperti storici che richiama agli oggetti della tradizione. "Occorre – ha detto Ragozzino – tenere vive le tradizioni , facendo anche rivivere questi oggetti nel loro uso quotidiano. Ciò vuol dire guardare al futuro in maniera aperta e costruttiva pensando alle nuove generazioni. Ci sono esempi virtuosi di giovani che sono ritornati a Matera mettendo a valore le abilità artistiche ed artigianali". "Gli oggetti della tradizione – ha detto Cotugno – simboleggiano la capacità di adattamento dei nostri precedessori anche in situazioni di disagio e povertà. Occorre dunque una rilettura di questo patrimonio". "Questa pubblicazione – ha dichiarato Franciosa – assume una valenza particolare nell'anno di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura – Si tratta di una operazione di recupero della memoria che va ben oltre l'aspetto puramente editoriale. Crediamo che si tratti di un punto di partenza per riscoprire ulteriormente gli scrigni nascosti legati al passato delle nostre comunità". "Questo libro – ha spiegato l'autore Belmonte – descrive la parte più recondita della cultura tradizionale, quella più soggetta al rischio di estinzione e vuole dedicare uno sforzo a ciò che è ancora nascosto. Tanto c'è ancora da svelare scandagliando il territorio lucano".

 


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