basilicata com'era

 

Basilicata com’era. Scatti di un tempo da ricordare: fotografia fra ‘800 e ‘900

“La Basilicata com’era: fotografia e fotografi tra '800 e '900” è il titolo di un piccolo pamphlet di appena 85 pagine corroborate da ben 48 fotografie che raccontano, visivamente, della Lucania in particolare, una chiara tensione emotiva che accompagna gli accadimenti, i sentimenti dei protagonisti cogliendone il tratto vero del loro essere. Il libro, nato da un progetto del professore Elia Panzarella, presidente dell’archivio storico fotografico della Calabria, raccoglie tutti quegli scatti di un tempo passato che sono in visione, fino al 21 settembre, in una mostra,, curata da Elia Panzarella e ideata  da Antonio Panzanella scomparso prematuramente l’11 dicembre del 2017, presso il museo archeo antropologico “Lodovico Nicola di Giura” di Chiaromonte.


Della fotografia, arte antica, da tempo se ne avverte il ritorno quasi a voler diventare soggetto protagonista del nostro tempo. Un processo di registrazione permanente delle interazioni tra luce e materia, che per molti è la sintesi di un pensiero espressa con una immagine libera, originale, possibilmente poetica. Insomma il fotografo pare essere l’occhio pensante dei tempi passati, di quelli presenti e di quelli futuri. Questo libello, attraverso una raccolta di foto, racconta la storia della Lucania con una verità che non può essere smentita o interpretata. Attraverso le immagini, delle istantanee ben fatte, si scoprono aspetti importanti e significativi della storia della gente lucana. Dei suoi usi, delle tradizioni ancora vive e fortemente radicate nel proprio animo, dello splendido territorio e delle proprie risorse, dei suoi mestieri, dei saperi e dei valori ispirati al lavoro, alla pietà religiosa.
Antonio Panzarella, definito da molti “l’archeologo dell’immagine” ha raccolto molte istantanee per rendere omaggio alla terra di Lucania ma soprattutto per partecipare alla valorizzazione della fotografia, in particolare quella storica, che appartiene alla memoria della collettività lucana. Pagine interessanti, ma soprattutto foto significative di personaggi storici che hanno attraversato questo nostro territorio lasciando molte volte tracce indelebili, come quella che ritrae Carlo Levi su un campo agricolo, di Luchino Visconti venuto in Lucania nel 1959 o di Piepaolo Pasolini nel 1964 a Matera sul set il “Vangelo secondo Matteo”.

Ma le più belle sono quelle di personaggi semplici a volte sconosciuti ai tanti: la foto del pittore Giovanni Iacovino nato a Castelsaraceno nel 1891 che ha dipinto pregevoli opere del novecento. La storia si racconta anche nelle foto di una festa in un vicolo, di un bambino con la cartella che si avvia a scuola, di una donna con vestita di nero per lutto. Foto di feste religiose, di matrimoni e di lavori nei campi. Belle, quelle scattate da Vincenzo Di Nubila, di un matrimonio e  della trebbiatura nella pianura entrambi scattate a Francavilla In Sinni nel 1910 e recuperate dallo storico della fotografia l’avvocato Vincenzo Viceconte. Sono pagine da sfogliare, perché, in fondo, come sottolineato nel libro, dal sindaco di Chiaromonte, Valentina Viola, “coltivare la memoria del passato aiuta a garantire la continuità del tempo, la vivibilità e sostiene la speranza nel futuro del presente”.

Oreste Roberto Lanza

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