Un vagare senza sosta da un punto all’altro della Basilicata

L’opuscolo “Basilicata”, edito da Arduino Sacco, con la collaborazione di Bruno Laurita, coordinatore dell’associazione ultima luna,è un immedesimarsi nella parte di un insegnante che, attraversa, con i propri studenti, i 131 comuni di questa bellissima terra. Un viaggio narrativo nella terra del dolore, del sacrificio, dei silenzi rumorosi, sguardi brevi ed intensi, di poche parole, di sorrisi che a volte riempiono il cuore e tante altre addolorano l’animo. Un vagare senza sosta da un punto all’altro della Basilicata, meglio della nostra Lucania, raccontando e spiegando le meraviglie trovate in ogni singolo territorio. Abriola è l’apripista, roccaforte araba, terra del buon pecorino, paese di San Valentino. Cammini e spostamenti sempre in salita per trovare bellissimi borghi dove il tempo si fa ozio ciceroniano e dove pensare bene sembra essere l’antidoto per agire nel giusto. Piccoli e grandi borghi, che nascondo meraviglie storiche e gastronomie di eccellenza frutto di pietanze venute dalla povertà estrema e oggi inserite nei panieri gastronomici nazionali. Nessuno si offenderà se a caso parlo di Guardia Perticara, tra i più belli borghi d’Italia posto a 750 metri sul livello del mare; o Episcopia, nella valle del Sinni, unico borgo con l’entrata del castello longobardo, che si affaccia sulla strada principale, via Arcieri. Lagonegro la città delle 33 chiese, superate appena da Maratea, la perla del Tirreno con sole 44 chiese. Latronico con le sue terme rigeneratrici. Terra di Briganti, uomini di libertà, da Rionero in Vulture, Melfi e Venosa la città del grande Orazio e del vino buono. Ad Avigliano il palato si fa principe con il baccala condito con i zafaren crusk di Senise. Senise il paese del poeta Nicola Sole e di Pasquale Totaro Ziella, arricchito dallo splendido centro storico e dai palazzi nobiliari.

Poesia e storia di gran livello risuona tra i vicoli di Valsinni, la storica Favale, in provincia di Matera con la poetessa Isabella Morra. Poi Craco, la città fantasma, Aliano e Alianello, Missanello e tanti che dai calanchi guardano il sole e l’azzurro in maniera diversa dal solito. Un salto a Genzano di Lucania, paese costruito tra il 1865 e il 1893, va fatto, almeno solo per gustarsi una piccola opera neoclassica: la fontana Cavallina. A Maschito si va per sentire parlare del cosiddetto ratto delle venosine. Musica e cantautori di fine palato si possono trovare a Tricarico, a Viggiano dove si può godere del fine suono di un Arpa. In questa terra, tra la roccia e l’argilla c’è tanto e molto: il sole, il mare e il vento buono, che ti lascia trasportare nei ricordi, nei sogni e nelle speranze. Sono pagine buone con un inchiostro diverso dal solito che si spalma dolcemente sulle 166 pagine con il fine di donare conoscenza e saperi a noi lucani e poi a quelli che vorranno venire per capire, comprendere e fare festa con noi lucani. Insomma camminando si apprende la vita, camminando si conoscono le persone, camminando per le strade della Basilicata puoi apprezzare la bellezza di questa terra aspra, dura, segreta, più di montagna che di mare, più di fatica che di piacere. L’obiettivo del libro pare quello di apprezzare e ricordare di essere stato nella più bella regione d’Italia.

 

Oreste Roberto Lanza


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