chiesa san paolo martina franca

 

I settant'anni della chiesa di Martina Franca nel libro del martinese Mario Marangi

Ricordare per non dimenticare. Il punto fermo di un pamphlet, “La chiesa di San Paolo”, appena pubblicato da Mario Marangi, uomo di memoria martinese. Con la collaborazione dell’editore, Stampa Sud di Mottola, l’autore, ha donato a tutti i residenti della contrada più grande di Martina Franca, uno scrigno di ricordi, speranze, di passione ed emozione di un tempo passato fruttuoso di valori essenziali. Sono 70, 1949 – 2019, gli anni trascorsi dall’elevazione di questa chiesa a parrocchia. Ottanta gli anni dalla posa della prima pietra. Tanto è il tempo passato, dove una comunità composta da uomini e donne di una essenzialità profonda, dal respiro silenzioso, accompagnato da un fare discreto ed impegnato, ha permesso di realizzare un’opera di fede forte ed incisiva anche nell’animo del attuale gente contemporanea. Accanto all’autore, il consiglio pastorale e l’instancabile don Vito Magno, hanno dato vita ad un percorso semplice, accurato, deciso e chiaro in modo tale che il futuro di questo importante lavoro possa trovare accoglimento tra le intelligenze e la ragione dei giovani che verranno.


Tante notizie, episodi e fatti, parte importante della gente passata, fanno da cornice ad una struttura religiosa che è diventata punto di riferimento di tutti gli abitanti. Il suono della campana, ristrutturata con sacrifici ancora della gente del posto, è il segnale per tutti a ritrovarsi a fare comunità nelle giornate di richiamo della fede. Pagine che vogliono aprire una finestra di richiamo anche per l’intera città di Martinafranca, della politica rivestita di tutti i colori, che tante volte non ascolta, o non vuole ascoltare, la voce viva di questa gente che ha come obiettivo vero e sacro lavorare, pregare e dare forza alla famiglia come pilastro forte di una casa ben costruita. Appena cento pagine per non perdere le tracce del lavoro fatto; per continuare il percorso apportando le dovute migliorie senza aspettare nessun politico di turno che tante volte porta false speranze e indica obiettivi personali e non comunitari. A volte in un piccolo lavoro si trova quello che non c’è in un grande libro di richiamo: la fatica, la passione l’emozione di donare il passato al futuro che verrà. Un libro da conservare con gelosia nella propria biblioteca, soprattutto quella del proprio cuore.

 

Oreste Roberto Lanza