Storie e leggende del Pollino, nel libro della calabrese Ines Ferrante

 

67 storie raccontate dall’autrice sulle tradizioni dei contadini del Pollino

?Non abbiamo bisogno di storie nuove, di storie importanti, perché non c?è nulla di più bello che riscoprire la propria antichità, anche nella fantasia?. Scrive cosi l?editore Angelo Lorenzo Filomia, nella prefazione al libro della professoressa calabrese Ines Ferrante ? Le Leggende popolari del Pollino ? edizioni Promoidea Pollino. Un piccolo pamphlet, per non dimenticare le storie di un tempo raccontate dai nostri nonni, molte volte al caldo della fiamma serale ?d? nu ceppon?. ?Finché ci saranno anziani a raccontare di pignate piene di monete d?oro nascoste dentro vecchie mura o sotto terra, magari vicino ad un albero, in un luogo solitario,finché ci saranno nonni e nonne a indicare con mani tremanti piccole casupole abbandonate nei boschi, finché nessun contadino e nessun pastore dubiterà dell?esistenza della serpe secolare, sarà meraviglioso prendere appunti?.

Cosi l?autrice, nelle sue note, sottolinea per raccontare un mondo caduto probabilmente nell?oblio ma assolutamente da riscoprire. Sono storie che passando di bocca in bocca si arricchiscono di nuovi particolari dense di immaginazioni e anche con qualche ingrediente di mistero. Alcune volte diventano lezioni di vita per limitare l?impulsività e rendere la vita, che matura, prudente, ragionata e consapevole. Sono ben 67 le storie o le leggende raccontate dall?autrice attraverso le quali, con passione ed emozione, desidera recuperare quelle tradizioni che scandivano il vivere dei contadini e dei pastori del Pollino. Quella religiosità che affondava le sue radici nel paganesimo, quelle feste, quelle credenze, quelle superstizioni, quella cultura orale e quell'immaginario popolare che, attraverso il calendario delle stagioni, davano senso al fluire di un tempo condizionato dagli influssi positivi e negativi della natura, testimone di rituali legati ai ritmi del lavoro quotidiano, ancora vivi e presenti nella memoria dei nostri anziani. Bello il racconto de ?A Cibbia?, i ?rimedi di antichi speziali? le ?Tre Fave?, ?Vivi e morti?, ?U varilazzu?, ?Lauria, notte tra il primo e i due novembre 2018?. Quanti ricordi riporta alla luce il racconto di ?Magare e magarie? a seguire ?U?Mastumagaru (l?ammaliatore al maschile), ?A papagna?, ?U monachiddu? che si racconta anche ad Episcopia, centro nella valle del Sinni.
La storia delle ?Tre Noci?, ?giochiamo a nascondino?, ?A Pitta?. Certo fa male al cuore ritornare da dove siamo partiti. Fa male, ritornare con il pensiero agli anni dell?infanzia e dell?estrema giovinezza, ma godiamo del ricordo di quel tempo fatto di poche cose essenziali: un racconto, un pezzo di pane con un pomodoro intinto con del buon olio di oliva e gli amici intorno a sorridere della leggenda raccontata. Le leggende di Ines Ferrante sono veramente un valore aggiunto nella vita di chi ha vissuto un tempo di alto valore e cheil ?progresso? ha cestinato tra le cose che si vuole dire inutili. Le storie raccontate da Ines Ferrante sono e resteranno la memoria delle nostre terre, dei nostri paesi del Pollinoche dobbiamo raccontare sempre. Fino all?ultimo respiro.

 

Oreste Roberto Lanza


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