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La storia di Laura e Luca una fotografia calda delle relazioni umane dei nostri tempi

È in libreria da qualche giorno, il libro del giornalista lucano, scrittore di Tricarico Sergio Ragone, “Una mancanza perfetta” per i tipi della Hermaion. Una storia ambientata tra il 2006 ed il 2017, che attraversa le tappe più importanti della vita dei due protagonisti, Laura e Luca, legati da un sentimento sottile ma resistente. Milano, Roma, Potenza, Matera e Napoli le città teatro di questo sentimento, racchiuso in tante lettere d’amore. Un romanzo che parla di sentimenti in un tempo complicato che amplifica le percezioni, le narrazioni delle singole vite, ma ne esalta le solitudini come unica cifra possibile dell’esistenza umana. Uno spaccato autentico ed originale della vita degli under 40 italiani, schiacciati tra ambizioni di carriera e paure. La storia di Laura e Luca una fotografia calda delle relazioni umane dei nostri tempi, tra sentimenti percepiti e mai realmente vissuti e solo raccontati.

La precarietà del lavoro come metafora esistenziale, la vita lontano da casa come unica via possibile per affermare il proprio talento. Dicono di uno scrittore con grandi doti narrative. Alcuni si chiedono quale potrebbe essere una “mancanza perfetta” per la nostra terra. “C’è un errore che noi lucani continuiamo- chiarisce Sergio Ragone, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione - a fare: sottovalutarci e guardare altrove per cercare modelli di riferimento. Attenzione: non voglio dire che la nostra regione sia una terra perfetta, mi sono chiari limiti e storture, ma penso sia arrivato il momento di guardare con una nuova consapevolezza a quanto fatto. Matera ne è un esempio, ma in Basilicata ci sono storie di successo e idee di futuro che andrebbero raccontate decisamente meglio”. Cento ottanta pagine di sentimenti, non solo, che attraversano città del Sud e della nostra Lucania. Come è nato e cosa ti ha permesso di scrivere vite di una generazione precaria, insicura, in perenne attesa? “Il racconto nasce dalla mia esperienza personale di ragazzo – precisa Sergio Ragone - ormai quasi quarantenne, alle prese ancora con la precarietà lavorativa che ha determinato quella dei sentimenti. Il web, luogo in cui ogni giorno raccontiamo la nostra vita, ed il lavoro di storyteller, per me e per altri, mi hanno permesso di raccogliere spunti, di vedere le molte sfaccettature delle storie della mia generazione, e di leggerne un unico comune denominatore: l’incompiutezza”. Sentimenti percepiti, mai realmente vissuti e solo raccontati.
È il tempo odierno, un libro molto di attualità. La soluzione per capovolgere questo andamento ansioso della vita? “Non sono in grado di dare una soluzione – conclude Sergio Ragone - altri più bravi di me sicuramente lo sapranno fare. Quello che posso dire è che, nonostante questi tempi così acerbi e complessi, resta ancora forte un bisogno di umanità e bellezza. Ed è da lì che bisogna ripartire, dalla cura quotidiana e ostinata dei propri sentimenti”. Prima di addentrarsi in queste pagine e bene farsi accompagnare dalla prefazione di Francesco Cosenza poeta e giornalista: “c’è il tempo che l’autore spoglia e consegna nudo, esposto ai venti, alle carezze e ai dolori”. Uno scrittore con molti libri ancora nel cassetto.

 

Oreste Roberto Lanza


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