Hirohiko Shoda, detto Hiro, nasce a Nara, in Giappone, il 5 Febbraio 1977.
Studia la cucina italiana fin da adolescente; dopo gli studi presso lo TsujiCulinaryInstitute, dove si specializza in cucina italiana, europea e internazionale, dai 19 ai 29 anni lavora in Giappone nell'alta ristorazione di cucina italiana come capo chef di numerosi locali, per poi trasferirsi nel 2006 in Italia dove collabora per 8 anni con lo chef Massimiliano Alajmo de Le Calandre di Padova, ristorante tre stelle Michelin. Dal 2014 Hiro è riconosciuto come personaggio televisivo e radiofonico di grande successo, conquistando il pubblico  di SKY-Gambero Rosso Channel, La Prova del Cuoco-Rai 1, GEO-Rai 3, Alice TV, Radio Capital, Rai Radio2, autore di diversi libri di cucina, si è affermato rapidamente come consulente e tutor gastronomico, ma è il programma “Ciao, sono Hiro” che ha permesso ad Hirohiko Shoda di farsi conoscere meglio dai suoi fans e di far conoscere la sua arte e le sue raffinate abilità in cucina, in cui presenta magistralmente piatti in cui riesce ad esaltare sempre tutti gli ingredienti nel rispetto della loro purezza, bellezza e complessità, il tutto senza fuoco. Hirohiko Shoda,anche grazie al progetto Master Japan, corso professionale finalizzato a fornire una completa ed esaustiva panoramica di base sulla cucina giapponese,si conferma un grande appassionato della materia prima e degli alimenti genuini, che ama combinare ed accostaresempre con originale delicatezza, valorizzando così sempre al massimo l’ingrediente nella sua essenza più naturale e soprattuttopreservandone gusto, colore e forma. Per Chef Hirola preparazione di qualsiasi piatto è paragonabile alla creazione di un’opera d’arte, così come il cibo e gli alimenti sono per lui comparabili agli strumenti di un pittore, grazie ai quali luce, colori e naturalezza possono essere combinati insieme e realizzare qualcosa di unico e speciale. 

La filosofia dei più grandi Chef giapponesi è semplice e non è distante da quella dei grandi Chef italiani amanti della cucina mediterranea: amore per la natura, per l’arte, scelta di prodotti freschissimi e di stagione.

Lo aveva già scoperto Ancel Keys, padre della dieta mediterranea, esaminando,con il suo Seven Countries Study, i Paesi che si affacciavano sul Mar Mediterraneo, come l’Italia e la Grecia e, dall’altra parte del mondo, il Giappone: i Paesi in cui si consuma maggiormente pesce, verdure e cereali, anziché carne rossa e grassi di origine animale, sono quelli in cui si vive più a lungo e meglio e la tradizionale cucina giapponese, basata essenzialmente sul consumo di pesce crudo, verdure e riso fa decisamente bene ed è l’alimentazione ideale per migliorare la qualità della vita e la sua durata. 

Il Giappone e l’Italia ancora oggi si confermano due Paesi distanti eppure particolarmente connessi, custodi di due culture diverse ma in qualche modo collegate che si riflettono nelle rispettive cucine, entrambe tra l’altro riconosciute dall'Unesco comepatrimonio culturale immateriale dell’umanità. 

Il confronto con lo Chef Hirohoko Shoda e la scoperta delle ragioni del suo legame con la cucina mediterranea ce lo confermano, sottolineando ancora una volta numerose similitudini tra la cucina giapponese e la nostra cucina tradizionale. Ci dice lo chef: “Io amo la cucina italiana come quella giapponese, sembrano distanti e diverse, ma in fondo sono molto simili”. 

I piatti da lei creati sono influenzati dalla cultura orientale, supportati da accurati studi internazionali e realizzati il più delle volte con materie prime mediterranee. Quali sono le similitudini tra la cucina giapponese e la cucina mediterranea che inoltre sappiamo essere da lei particolarmente apprezzata?

Le due cucine sono molto simili perché entrambe offrono una grande varietà di ingredienti, seguono la stagionalità e i ritmi della natura. Entrambe sono accumunate dal radicato rispetto per la tradizione, dai rituali familiari e conviviali, l’atto di cucinare come gesto di amore e di condivisione.

Pesce e riso sono comunemente considerati i pilastri della cucina giapponese e per ottimi motivi, tra cui il rapporto speciale che il Giappone ha con il mare e in generale con l’acqua. Condivide questa affermazione? Quali sono per lei gli ingredienti cardine della cucina giapponese?

Sì, condivido, ogni paese fonda i suoi pilastri su quello che la Terra e la Natura in origine gli ha donato, così come l’Italia è patria dell’olio extravergine di oliva. Gli ingredienti cardine della cucina giapponese sono principalmente cinque: salsa di soia, sakè, mirin (sakè dolce), katsuobushi (fiocchi di tonno essiccato) e alga kombu. Senza questi 5 ingredienti di base non esiste la cucina giapponese, diffidate dei ristoranti che si definiscono giapponesi in cui non sono presenti questi prodotti.

Grazie al programma “Ciao, sono Hiro” abbiamo ammirato diversi ed alternativi metodi di cottura dei cibi: marinature, salature, affumicature e dunque anche la famosa tecnica di cottura a freddo tipica giapponese. Qual è la sua preferita e perché?

Non ho una preferenza, ogni tecnica viene scelta in base all’ingrediente, senza forzature, cercando di esaltare l'essenza dei cibi, così come la Natura ce li offre, colori e sapori puri...sono già perfetti così!.

Qual è il tratto distintivo con cui lei firma i suoi piatti: l’ingrediente, l’elaborazione o la presentazione che per lei fa la differenza?

Alla base di tutto c’è la ricerca della qualità: l’ingrediente, povero o più prezioso, deve essere freschissimo oppure lavorato sapientemente; l’elaborazione deve poggiarsi su esperienza e tecnica; la presentazione sulla propria e personale creatività e ricerca. Secondo me ogni cosa ha un significato, un’anima, un’unicità, il piatto è riuscito quando è perfetto nella sua imperfezione.

Non è sempre semplice esaltare il gusto di un alimento preservandone la purezza, anche perché ciò comporta che gli alimenti restino, il più possibile, incontaminati. Qual è il segreto di quest’abilità?

Conoscere tutte le tecniche, antiche e moderne, consente di valorizzare l’essenza del prodotto, di conservarlo al meglio e di valorizzarlo. Gli antichi hanno fatto capolavori senza tecnologia e noi ancora oggi godiamo di prodotti lavorati con antica sapienza, a partire dalle olive, salumi, formaggi.

Sappiamo che ogni ricetta per lei è creazione, un mix perfetto tra gusto e stile, dunque arte. Quando la cucina diventa arte? Quando uno Chef diventa artista?

 Non è lo chef ad essere un artista, ma la Natura. Io amo la natura e la purezza dei suoi frutti. La mia cucina vuole esaltare tutti questi elementi, il loro sapore e il loro colore naturale, senza aggressione. Il cibo va rispettato e valorizzato, come se fosse un'opera d'arte. L’arte è nel rispetto della natura e del prossimo.

Chef il suo sorriso e la passione che trapela dai suoi lavori e dalle sue creazioni ha affascinato l’Italia. Quanto la curiosità e la passione hanno influenzato la sua vita ed influiscono su un buon risultato finale in cucina e nel quotidiano?

Ti ringrazio! La curiosità è stata fondamentale, il primo passo per avviare la mia carriera professionale. Negli anni 80 cominciava a diffondersi in Giappone la "nuova cucina", ovvero non più quella "pura", tradizionale giapponese, ma quella europea e internazionale, fusione di tante culture antiche e diverse (spagnola, portoghese, francese, araba). A 18 anni fui così attratto da questa nuova corrente che lasciai la scuola di musica per frequentare una importante accademia di cucina. Fortunatamente ho incontrato ottimi insegnanti e grandi chef capaci di trasmettere le loro conoscenze e stimolare la mia grande curiosità e creatività. Ancora oggi la mia passione e la curiosità per la conoscenza e per l’approfondimento sono alla base di tutti i miei piatti.

Progetti in corso e futuri?

Sta andando in onda su Gambero Rosso Channel (SKY 412) la nuova serie del mio programma “Ciao, sono Hiro” intitolata “Un po’ di Giappone in Italia” dove propongo tante nuove ricette interessanti e gustose. Ad ottobre partirò nuovamente per il Giappone per registrare una nuova serie di “Hiro in Japan”, il mio reportage di viaggio che andrà in onda a fine anno sempre su Gambero Rosso Channel, sarà davvero emozionante! Per il 2019 spero di riuscire a pubblicare il libro di ricette ispirato al Master Japan, il mio corso professionale di cucina giapponese che sto portando in tante accademie di cucina in Italia. Infine tanti eventi, importanti e preziosi per incontrare da vicino tutti quelli che mi seguono con affetto!.

Sogno nel cassetto dello Chef Hirohiko Shoda?

Una locanda immersa nella natura con pochissimi tavoli in cui servire il mio menù del giorno, cucinare quello che trovo al mercato e nell’orto, seguendo il mio stato d’animo, la mia ispirazione e la mia emozione quotidiana.

Grazie Chef. Grazie a voi e buona estate

Silvia Silvestri

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