Negli ultimi decenni, come per noi, anche per i nostri amici animali l’aspettativa di vita è notevolmente aumentata grazie ad un miglioramento dell’alimentazione e ad una maggiore attenzione alle cure veterinarie; ma,  inevitabilmente con essa, ad aumentare sono anche  i problemi legati alla “terza età” sia a livello fisico che comportamentale. Ogni proprietario vorrebbe il suo animale sempre giovane e sano, ma essendo ciò impossibile,  l’invecchiamento non va vissuto come una patologia, ma come un processo fisiologico naturale ed  inevitabile. Lo scopo di questo articolo è quello di aiutarvi a riconoscere i cambiamenti legati al passare del tempo, in modo da saperli affrontare e vivere anche questa fase della vita nel modo più sereno possibile. Innanzitutto vediamo quando considerare un animale anziano: generalmente  i cani di piccola taglia vivono più a lungo di quelli di grossa taglia, per cui per questi ultimi  la terza età inizia intorno ai 6 anni, mentre per un cane di piccola taglia o per un gatto verso gli 8 anni. Ovviamente questi dati generali vengono poi influenzati da fattori genetici, alimentari ed igienico-sanitari. Col passare del tempo il metabolismo inizia irrimediabilmente a rallentare per cui si  assiste  ad  una  graduale diminuzione della massa magra, a vantaggio di quella grassa con conseguente aumento di peso fino ad obesità. Sul muso inizieranno a comparire dei peli bianchi, il mantello diventerà  più ispido, opaco  e meno folto,  con  eventuali cambiamenti di colore. Nonostante l’andatura sarà più lenta e rigida, specialmente dopo il riposo o nel salire/scendere le scale, mantenere un certo grado di attività fisica sarà fondamentale, per cui il consiglio è quello di effettuare piccole passeggiate nell’arco della giornata, evitando le ore più fredde e quelle più calde e, in caso di pioggia, asciugare bene il cane al rientro in casa. Altri problemi tipici dell’invecchiamento sono  la perdita progressiva di vista causata dall’opacità del cristallino (cataratta) ed udito: il cane potrebbe iniziare a non rispondere più ai richiami o il  gatto a  non correre più, ad esempio, al  rumore dei croccantini in scatola, non sentire eventuali segnali di pericolo in quanto  più lenti  anche nei riflessi a stimoli esterni come suoni, richiami, oggetti in movimento; quindi per evitare  pericoli è necessario  usare sempre il guinzaglio nelle passeggiate all’aria aperta e, in casa, avvicinarsi all’animale con calma, facendosi preannunciare dalla voce e da una  carezza per non spaventarlo. Anche l’apparato digestivo subirà un invecchiamento col passare del tempo; molto spesso l’animale anziano mostrerà una certa tendenza alla costipazione per il rallentamento del transito intestinale che, al pari di altre funzioni, diventa più pigro oppure, al contrario, un minore controllo degli sfinteri che giustifica qualche “incidente” in casa o la necessità di una passeggiata in più durante la giornata. Altri problemi  comuni negli animali anziani sono gengiviti da tartaro e placca, che causano dolore, perdita di denti e quindi difficoltà ad alimentarsi; inoltre da una bocca poco curata possono originarsi gravi infezioni anche in altre parti dell’organismo (es. cuore). Il consiglio è quindi assicurarsi che il cibo oltre ad essere sano sia anche abbastanza morbido, dia un adeguato apporto calorico rispetto alle esigenze dell’animale ed eventualmente sia arricchito da sostanze che possono aiutare nella prevenzione di svariate patologie. Il Medico Veterinario saprà prescrivere infatti  eventuali integrazioni quali omega-3 che possono aiutare anche nella prevenzione di disfunzioni cognitive e malattie renali. È consigliabile inoltre frazionare la quantità di cibo quotidiana  in almeno 2-3 pasti al giorno , e stimolare a bere più acqua possibile con ciotole sempre pulite e fresche. Per prendersi cura di cani e di gatti anziani è opportuno effettuare visite di controllo dal Medico Veterinario almeno ogni sei mesi in modo da poter esaminare con eventuali indagini diagnostiche  possibili problemi più precocemente ed avere maggiori possibilità terapeutiche.

Dott.ssa Francesca Tornese – Medico Veterinario

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